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Stupri Rimini, lavora ad Ancona la poliziotta autrice dell’identikit di Butungu

Elena Pagani è originaria di Mantova. Da 25 anni lavora nella Polizia di Stato e da sei anni è dipendente del Gabinetto interregionale di polizia scientifica Marche – Abruzzo

Massimiliano Olivieri, dirigente del gabinetto interregionale di polizia scientifica Marche – Abruzzo e l'agente Elena Pagani

ANCONA – Un foglio bianco, una matita e la ricostruzione del volto di un criminale per risolvere i casi e arrestare i colpevoli. Non accade solo nelle fiction. Elena Pagani, agente della Polizia Scientifica di Ancona, ha disegnato perfettamente l’identikit di Guerlin Butungu, capobranco degli stupratori di Rimini, grazie al ricordo e alle informazioni fornite dalla trans peruviana, violentata dopo la ragazza polacca. La descrizione del naso, della bocca, delle sopracciglia e della forma del viso sono stati elementi fondamentali per la ricostruzione del volto di Butungu.

Originaria di Mantova, dopo essersi laureata all’Accademia delle Belle Arti di Brera, Pagani da 25 anni lavora nella Polizia di Stato e da 6 anni è dipendente del Gabinetto interregionale di polizia scientifica Marche – Abruzzo. «Ho ricevuto l’incarico dal Servizio centrale operativo di Roma – racconta – e sono stata sei ore in una stanza riservata e isolata con la trans peruviana che mi ha descritto in modo precisissimo i tratti somatici dello stupratore». La simmetria tra la ricostruzione grafica e il soggetto fotografato è perfetta, tant’è che grazie al disegno del volto, dopo solo due giorni, gli agenti sono riusciti ad arrestare Butungu a bordo di un treno.

Guerlin Butungu

«Per tracciare l’identikit – spiega Pagani – è necessario creare subito un rapporto empatico, basato sulla fiducia, con la testimone che deve sentirsi pienamente a suo agio. In questo caso la testimonianza della peruviana è stata determinante perché ha mostrato massima disponibilità e una memoria ferrea. Durante le sei ore ha guardato diverse volte il disegno e si è commossa. Sono contenta che il mio lavoro le abbia reso giustizia e abbia aiutato a risolvere un caso importante».

Misurazioni antropometriche lineari

Gli stupri sono avvenuti a Rimini nella notte tra il 26 e il 27 agosto e il primo settembre c’è stato l’incontro tra la Pagani e la testimone. «Dopo le cure necessarie alle vittime – continua – nel giro di pochi giorni c’è stato l’incontro. Non sarebbe potuto passare altro tempo, perché con il passare dei giorni certi particolari nella memoria si perdono».

La ricostruzione grafica realizzata dall’agente Elena Pagani

«Grazie al ricordo della testimone – dichiara Massimiliano Olivieri, dirigente del gabinetto interregionale di polizia scientifica Marche – Abruzzo – Pagani ha potuto tradurre l’immagine visiva in un’immagine grafica. Grazie all’identikit, gli agenti sono riusciti a riconoscere e catturare dopo solo due giorni Butungu. Non è la prima volta che la Pagani svolge questo tipo di lavoro, perché quotidianamente mette a servizio della Polizia di Stato il suo talento e, grazie a lei, sono stati catturati altri latitanti e criminali».

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