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Ancona

Sport giovanile: tra passato, presente e futuro con il presidente del Coni Marche

Fabio Luna ha tracciato un bilancio dell'ultimo anno focalizzandosi anche sui programmi futuri che sono in cantiere

Fabio Luna
Fabio Luna, presidente del Coni

ANCONA – L’ultimo anno, tra alti e bassi e vari colori alle regioni, ha creato delle autentiche montagne russe dal punto di vista sportivo. In particolar modo giovanile. Dal blocco totale del lockdown di marzo-aprile 2020, alla ripartenza estiva, al nuovo stop di ottobre passando per allenamenti individuali, competizioni sospese e via libera alle sole attività d’interesse nazionale. Il presidente del Coni Marche Fabio Luna traccia una sorta di bilancio toccando il passato, il presente e il futuro dello sport nelle Marche ai tempi della grande pandemia.

La sospensione delle stagioni sportive “regionali” (non di interesse nazionale nello specifico) a che problematiche può portare nell’ottica dei giovani?
«Recenti studi hanno dimostrato gli effetti psicologici negativi che le restrizioni anticontagio hanno avuto e stanno avendo su bambini e ragazzi: apatia, paure, in alcuni casi vera e propria depressione. A pesare è soprattutto lo stop alle relazioni, al di fuori della sfera strettamente familiare, e la mancanza di occasioni di socialità. In quest’ottica sappiamo quanto lo sport, insieme a scuola e famiglia, sia una delle agenzie formative e di socializzazione principali dei più giovani. Inevitabilmente, quindi, la sospensione delle attività ha ripercussioni sul normale sviluppo psicofisico di bambini e ragazzi. C’è da dire però che, in molti casi, società ed associazioni sportive hanno comunque continuato a mantenere contatti con i ragazzi, attraverso attività all’aperto (fino a che si è potuto) ed online. Un modo per far continuare ai bambini l’attività fisica, ma ancor più per mantenere saldi i gruppi di allenamento. So che fare sport dietro ad uno schermo, come fare scuola davanti ad un pc, non è lo stesso, ma è stata una via attraverso la quale evitare l’abbandono dell’attività motoria e per non perdere di vista allenatori e compagni».

Sarebbe opportuno che le singole federazioni pensassero a qualche attività “estiva” per i propri ragazzi e ragazze?
«Le Federazioni sono sempre state in prima linea, anche lo scorso anno, per proporre ai ragazzi attività motorie e sportive ai ragazzi e sono certo proseguiranno su questa strada. Molte Federazioni da tempo collaborano con i Centri estivi comunali e privati proponendo progetti di promozione sportiva. Nello specifico dell’attività CONI, sono sempre state protagoniste, e dallo scorso anno ancora di più, dell’organizzazione degli Educamp, i campi estivi sportivi multidisciplinari, che oltre allo sport favoriscono anche corretti stili di vita. Sono certo che anche quest’anno non faranno mancare la loro disponibilità».

Il Coni, attraverso i suoi rappresentanti, potenzierà l’impatto nelle scuole dall’anno prossimo con la ritrovata normalità?
«Il CONI Marche è da sempre all’avanguardia nella promozione dell’attività sportiva e motoria nella scuola, a partire dalla scuola dell’Infanzia ed in modo particolare nella scuola Primaria. Il progetto “Marche in movimento con lo sport di classe” che si è svolto per un triennio rappresenta un esempio unico in tutta Italia. Finanziato da CONI e Regione Marche, attraverso il Fondo di prevenzione dell’Asur Marche, negli anni ha coinvolto quasi la totalità delle scuole marchigiane, dalla prima alla quinta classe delle elementari, in attività di potenziamento dell’attività motoria e di orientamento sportivo, proponendo anche metodi di apprendimento innovativi delle materie curriculari (storia, matematica, italiano) attraverso il movimento, con risultati straordinari. Questa attività, pur con i limiti del caso, non si è fermata neanche durante il lockdown totale dello scorso anno, diventando parte integrante dei programmi di didattica a distanza. Questo per dire che di certo il CONI Marche è molto sensibile al tema e farà tutto ciò che è in suo potere, considerati anche i diversi compiti che gli saranno attribuiti a conclusione della riforma nazionale dello sport, per portare avanti con determinazione progetti di potenziamento dell’attività sportiva nelle scuole».

Auspica, in tema di vaccinazioni, che possa essere previsto qualcosa per i giovani atleti nei prossimi mesi?
«Come sappiamo l’organizzazione della campagna vaccinale è decisa e diretta a livello nazionale. Posso dire che trovo corrette la linee guida di dare precedenza ai più fragili ed alle persone impiegate nei servizi essenziali. Come per la scuola, magari si potrebbe prevedere la possibilità per gli allenatori dei settori giovanili di vaccinarsi per consentire il ritorno graduale di ragazzi e bambini allo sport. Potrebbe essere un’ipotesi su cui lavorare. Un’idea per guardare al benessere delle giovani generazioni, per le quali le conseguenze del virus non sono nulle, come si diceva, e non certo per costruire corsie preferenziali di alcune categorie rispetto ad altre».

La soddisfazione per la rielezione. Sintomo che le Marche hanno apprezzato le politiche del Coni regionale nell’ultimo quadriennio?
«Sì una bella soddisfazione, soprattutto perché conferma che la strada intrapresa negli ultimi quattro anni sia stata compresa e condivisa dal mondo sportivo. Quando ho presentato per la prima volta la mia candidatura a presidente avevo un’idea ben chiara del CONI Marche che avrei voluto. Un’istituzione non chiusa nei suoi uffici, ma presente sul territorio, al fianco del mondo sportivo, un punto di riferimento per tutta la comunità sportiva. Questo ruolo si è dimostrato fondamentale proprio nel momento di massima difficoltà per lo sport e per l’intero Paese. Nell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, associazioni e società sportive non si sono sentite sole ed hanno visto nel CONI Marche il soggetto che poteva farsi portavoce delle loro istanze. Penso che il mio operato e quello della Giunta e di tutta la squadra CONI sia sempre stato ispirato a questi principi e credo che questo sia arrivato al territorio ed agli operatori sportivi che hanno deciso di rinnovare la fiducia verso questo percorso, sostenendo prima la mia ricandidatura, una candidatura che è diventata unica ed unitaria, e poi la mia riconferma. Intendo proseguire lungo questa strada, sempre aperto al contributo di tutti per far crescere insieme il movimento sportivo delle Marche».