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Ancona

Allo sport di base i fondi destinati alle Olimpiadi. Il Coni in soccorso delle società

Agli insufficienti fondi stanziati dalle Federazioni ha risposto il Coni che ha richiesto alle stesse Federazioni di assegnare i fondi "olimpici" per sostenere le società di base sul territorio

Il Presidente del Coni Giovanni Malagò

Robusta e opportuna presa di posizione del Presidente del Coni Giovanni Malagò, a difesa dello sport italiano di italiano. Il numero 1 dello sport italiano ha firmato una delibera nella quale ha stabilito di dare una mano concreta alle società assegnando all’attività di base i fondi destinati ai big.

Il rinvio delle Olimpiadi ha lasciato nelle casse soprattutto di quelle Federazioni, le principali, che hanno discipline olimpiche, fondi cospicui tra premi previsti, trasferte, indennizzi vari, somme non spese per biglietti aerei, location per i ritiri, assicurazioni ecc.

«La Giunta in considerazione di quello che sta succedendo – ha dichiarato Malagò all’Agenzia AdnKronos – ha deciso di fare una delibera in cui indichiamo, suggeriamo, richiediamo a tutte le federazioni che le voci appostate in bilancio preventivo per la preparazione olimpica, l’alto livello, anche per le discipline non olimpiche, siano trasferite a favore dell’associazionismo, sia delle asd sia delle ssd».

Si tratta di una decisione pesante, che soprattutto vuole salvaguardare lo sport di base, e alla quale le Federazioni dovranno attenersi rimpinguando i fondi già previsti invece di tenere nei conti correnti risorse che invece potrebbero significare la salvezza di tante società e soprattutto la prosecuzione dell’attività.

Prima di questa decisione la Fipav, ad esempio, aveva già previsto di assegnare 5 milioni alle oltre 3mila società di pallavolo italiane, di fatto destinando a ciascuna circa 1.500 euro, cifra insufficiente a coprire i mancati introiti. Ora la prospettiva potrebbe cambiare decisamente.

Il tema è di grandissima attualità e alimenta un dibattito in seno alle società sportive che aveva lasciato più di un dubbio sull’effettiva sostenibilità del mondo dello sport dilettantistico afflitto dall’inevitabile disimpegno degli sponsor, le problematiche di gestione degli impianti tra sanificazione e palestre scolastiche condivise, ma anche all’effettiva disponibilità delle famiglie a poter pagare le quote di iscrizione ai corsi per i figli senza avere certezza poi sulla ripartenza effettiva della stagione sportiva soprattutto per gli sport di squadra.

Nei giorni scorsi anche il presidente del Cus Ancona David Francescangeli intervistato dal collega Peppe Gallozzi aveva evidenziato che senza attività di base non c’è futuro per lo sport.

Ora il Presidente Malagò offre una prospettiva importante che dà speranza a chi crede nel ruolo sociale di svolgere l’attività sportiva.