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Ancona

Spiaggia Bonetti, dissequestrata l’area dello chalet distrutto dall’incendio

La Procura, dopo l'istanza presentata dall'avvocato della società proprietaria della struttura, ha incaricato i carabinieri del Norm di restituire quasi tutta la zona precedentemente vincolata per accertare le cause del rogo

Il nuovo sopralluogo fatto venerdì dal ctu Guidi

ANCONA – I carabinieri del Norm hanno provveduto ieri (7 luglio) a dissequestrare l’area dello chalet Spiaggia Bonetti, a Portonovo, distrutto da un incendio lo scorso 30 maggio. È stato l’avvocato della società La Baia Srl, Riccardo Leonardi, a presentare una istanza per i suoi assistiti (che sono parte offesa e danneggiata dall’incendio), venerdì scorso, per riavere l’utilizzo dello spazio dopo un nuovo sopralluogo dell’ingegnere Gianluigi Guidi, il consulente tecnico nominato dalla Procura tornato sul luogo per capire le cause del rogo.

Il pm Marco Pucilli ha accolto l’istanza dando mandato ai militare per il dissequestro. Solo una parte, quella pertinente i contatori elettrici e oggetto di perizia da parte del consulente, rimane sotto sequestro giudiziario (è un rettangolo piccolo di 2 metri per 1 metro e 30 centimetri).

Il nuovo sopralluogo fatto venerdì dal ctu Guidi

La soluzione di restituire l’area alla proprietà era stata suggerita anche dal ctu, all’esito del secondo sopralluogo avvenuto lo scorso 3 luglio, in presenza anche dei tecnici incaricati da E-Distribuzione e dei consulenti di parte, comunicando di non ritenere più indispensabile il mantenimento del vincolo sull’intera zona, ai fini del quesito peritale sottopostogli e dovendo meglio esaminare il solo sito ove si erigevano i contatori elettrici individuati con apposito nastro.

La difesa aveva depositato istanza di dissequestro rappresentando al pm non solo le esigenze economiche della società, che oltre ad aver subito ingentissimi danni patrimoniali, ha in forza una decina di dipendenti già assunti con contratto stagionale, ma anche il pericolo per l’ambiente determinato dal mantenimento in loco delle macerie bruciate costantemente esposte alle intemperie.

La società potrà avviare adesso le pratiche per la rimessione in pristino dell’area e posizionare una struttura provvisoria che possa garantire un servizio di ristorazione e bar ai clienti dello stabilimento rimasto sempre aperto perché ombrelloni e lettini non sono stati interessati dalle fiamme.