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Ancona

Ancona, spiagge libere vietate dalle 21 alle 6 e concessioni. M5S e Aic: «Ordinanza comunale va contro direttive regionali»

La nuova ordinanza integrativa "sull'utilizzo del demanio marittimo per finalità turistiche e ricreative ai fini della prevenzione e della gestione dell’emergenza Covid-19" scatena le polemiche di Altra Idea di Città e Movimento 5 Stelle

Vista del molo di Portonovo (foto tratta da Wikipedia)

ANCONA – La nuova ordinanza integrativa “sull’utilizzo del demanio marittimo per finalità turistiche e ricreative ai fini della prevenzione e della gestione dell’emergenza Covid-19” scatena le polemiche di Altra Idea di Città e del Movimento 5 Stelle. Firmato dall’architetto Claudio Centanni, nel documento viene interdetto l’accesso alle spiagge nei tratti di arenile liberi dalle 21 alle 6 e vengono confermati i 40 posti nelle spiagge libere di Portonovo e Mezzavalle che potranno essere riservati ai clienti degli albergatori della baia che non siano titolari di concessioni ad uso stabilimento balneare.

«Due decisioni che riteniamo non solo illegittime perché assunte con strumento amministrativo non congruo e in maniera non confacente alle disposizioni di legge e alle direttive regionali, ma totalmente contrarie ad ogni interesse pubblico. Non si capisce infatti su che basi l’amministrazione comunale decida di non rispettare fonti del diritto superiori (legge dello Stato e ordinanza regionale n. 568/20 del 15 maggio 2020) e procedere in maniera arbitraria con scelte contro l’interesse collettivo. La Regione, infatti, prevede la sola possibilità di concedere a privati tramite concessione temporanea, 25 metri lineari contenuti tra due spiagge in concessione, ovvero di fasce di spiaggia libera confinanti con una singola concessione balneare per un massimo di 12 metri – afferma Francesco Rubini, Aic -. Il Comune, invece, assegna, tra l’altro ai soli albergatori della baia con un evidente elemento di discriminazione per chi ha una strutta ricettiva fuori da Portonovo, con una banale ordinanza dirigenziale porzioni di spiaggia libera senza ulteriori restrizioni e senza minimamente considerare le prescrizioni regionali. Ancor più lampante e senza senso è la scelta di vietare l’accesso al mare dalle ore 9 alle ore 6 quando la Regione invitata i Comuni a valutare la possibilità di chiudere gli arenili durante la notte ma nella sola fascia oraria 24-6.

Francesco Rubini, Altra Idea di Città

Quali sarebbero le ragioni di interesse pubblico, di sicurezza e di incolumità che fondano tali scelte in relazione all’andamento della pandemia e all’evoluzione del contagio? Perché garantire pezzi di spiaggia libera a privati albergatori senza uno straccio di concessione in barba a qualsiasi principio di giustizia ed equità? Perché blindare le spiagge di notte (tranne per i tavoli dei ristoranti…) quando non esiste alcun reale rischio di assembramento data l’ampiezza dell’arenile? Tralasciando le considerazioni politiche già espresse sulla concezione privatistica dei beni pubblici che contraddistingue questo amministrazione, si fa davvero fatica a comprendere la ratio giuridica di tali incredibili decisioni; ciò che appare evidente è la volontà dell’amministrazione comunale di agire con dei veri e propri abusi nei confronti della cittadinanza contro cui ci batteremo in tutte le sedi».

Gianluca Quacquarini

«Il Comune di Ancona si conferma ancora una volta un unicum in tutto il territorio italiano e marchigiano. Infatti anche con questa ordinanza e nel silenzio assordante dei più, l’amministrazione dorica va contro le direttive nazionali e regionali usando le proprietà comunali, e quindi pubbliche e di tutti, come fossero della sola giunta che le può gestire a proprio piacimento – commenta il consigliere comunale del M5S, Gianluca Quacquarini -. Le linee guida della Regione prevedono tutto il contrario di ciò che prevede il Comune: la Regione parla di concessioni temporanee a chi ha già una concessione confinante e/o bar ristoranti nella stessa situazione, limitrofi ciò alla spiaggia libera. E il Comune che fa? Invece di una concessione temporanea, come tra l’altro prevede la legge, usa un’ordinanza per dare dei posti a chi non ha concessioni confinanti ma genericamente ad operatori turistici della sola baia. Quindi non solo una cosa mai vista né sentita in Italia ma con la beffa di attuare una concorrenza sleale tra operatori turistici… Perché mai infatti un operatore turistico del Poggio o del centro non può portare, in questo obbrobrio che hanno deciso, un suo cliente a Mezzavalle e/o Portonovo? In conclusione: come sempre Ancona è governata in altro modo rispetto alle altre città italiane e marchigiane e si usa la cosa pubblica come fosse ad uso dei nostri amministratori con la complicità e il silenzio dei più. Noi non ci stiamo perché da sempre siamo al fianco dei cittadini, tutti e non solo di alcuni, e sempre ci saremo. Quello che si sta consumando con le spiagge libere è un vero e proprio scandalo, l’ennesimo, della giunta Mancinelli ai danni degli anconetani».