Ancona-Osimo

Siulp Ancona, Bufarini riconfermato alla guida del sindacato lavoratori di polizia: «Fondamentale aumentare la pianta organica»

Riconferma unanime per il sindacalista che traccia le sfide principali del suo nuovo mandato, fra le quali spicca il declassamento della Questura di Ancona, un tema sul quale dà battaglia da tempo

Alessandro Bufarini, segretario provinciale del Siulp

ANCONA – «È fondamentale cambiare il piano ministeriale che assegna alla Questura 195 unità. Oggi siamo 250, ma occorrerebbe aumentare almeno di un 20% la pianta organica della Questura di Ancona e almeno di un 30% quella dei Commissariati». C’è questo punto in testa alla lista delle priorità su cui Alessandro Bufarini, riconfermato all’unanimità alla guida del Siulp, il sindacato italiano unitario dei lavoratori della polizia, intende dare battaglia. Ad affiancare Bufarini la nuova segreteria provinciale del Siulp, composta da: Nelson Pasquali, Daniele Mazzoni, Domenico Merli, Maria D’Ambrosio, Mirco Burattini e Marco Girolimini.

Un tema, quello del declassamento della Questura dorica, sul quale da tempo è in prima linea. «Faremo incontri con tutti i partiti politici per fare in modo che ci diano risposte concrete e non slogan o promesse impossibili. Ai cittadini ed ai colleghi – spiega – servono certezze».

Nel capoluogo si è assistito ad una escalation di episodi che hanno visto i giovani protagonisti al negativo, come risse, abuso di sostanze alcoliche e consumo di sostanze stupefacenti. Poi il fenomeno delle baby-gang che pone ulteriormente il dito su una piaga scoperta, la necessità di rimpinguare le schiere delle forze dell’ordine, presidio di legalità e sicurezza di un territorio, come Ancona, sul quale insistono infrastrutture “calde” sul fronte della criminalità, come il porto e l’aeroporto..

«La questione delle baby-gang – osserva – non è nata in questi mesi e probabilmente anche tale nome mal si concilia con il fenomeno che si sta verificando. È sicuramente frutto di un disagio giovanile, di una mancata attenzione nell’educazione dei ragazzi che coinvolge in modo trasversale molte Istituzioni ed anche le famiglie ma sicuramente collegato ai mancati investimenti in sicurezza e prevenzione».

«Come sindacato, daremo il nostro contributo affinché vi sia una campagna di sensibilizzazione che parta dai giovani e che trasmetta i valori della cultura della legalità – spiega – . Sono anni che il Siulp dice che criminalità diffusa, spaccio di droga, violenza, aggressioni, degrado urbano, sono fenomeni all’ordine del giorno e che si stanno intensificando. La soluzione? La legge penale non può risolvere la questione ma, lo ribadiamo con forza, serve una massiccia presenza di forze dell’ordine che devono occupare quegli spazi urbani che sono adesso occupati dai delinquenti. Questo non significa militarizzare il territorio, ma liberare questi spazi è necessario per farli occupare alla società civile, ai cittadini, alle iniziative di quartiere, soprattutto nelle ore serali e notturne. Investire in sicurezza, altrimenti non riusciremo più a chiudere quella frattura che si sta creando nella legalità».

Al congresso, che ha visto per Bufarini la riconferma, è stato affrontato anche il tema delle aggressioni alle forze di polizia e agli incaricati di servizi pubblici o di pubblica utilità. «Il mancato rispetto delle regole non può essere privo di conseguenze – rimarca -. Se chi delinque è convinto dell’assoluta impunità quando aggredisce lo Stato e chi lo rappresenta, non avrà alcuna remora nel fare di peggio nei confronti dei cittadini o degli operatori economici.
La tutela dei colleghi – aggiunge – passa sia dall’adeguamento normativo sia dall’esigenza di adeguare gli equipaggiamenti del personale preposto in via ordinaria ai servizi di ordine pubblico e controllo del territorio. Nell’ottica di ridurre al minimo le criticità derivanti dalla gestione di ogni forma di antagonismo e garantire a chi manifesta pacificamente la possibilità di poter adeguatamente fruire del proprio diritto costituzionale».

Secondo il sindacalista «serve una polizia “giovane”, negli organici, nelle risorse e costantemente adeguata al mutare dei tempi, ripartendo dalle scuole e dalla cultura della legalità».

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