Sit-in degli autotrasportatori davanti alla Prefettura

Riposo settimanale ridotto e esclusione dei conducenti dall’applicazione della direttiva distacchi transnazionali. Questi i temi al centro della protesta, organizzata da Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporto. Una delegazione è stata ricevuta dal Capo di gabinetto Truppi

Sit-in autotrasportatori davanti la Prefettura di Ancona

ANCONA- Riposo settimanale ridotto e esclusione dei conducenti dall’applicazione della direttiva distacchi transnazionali. Sit-in degli autotrasportatori (autisti di mezzi pesanti e autobus) davanti la Prefettura di Ancona per la tutela delle condizioni di lavoro, organizzato da Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporto. La commissione Europea in questi giorni sta prendendo in considerazione delle modifiche ad alcune norme comunitarie in materia di autotrasporto. Alcune di queste riguardano la riduzione del tempo di riposo settimanale per i conducenti di autobus e camion. Dalle 45 ore di riposo attuali da prendere per 2 o 3 settimane consecutive, si passerebbe a 24 ore spostando tutto il riposo verso la fine del mese, con il rischio di attivare automaticamente un’estensione del tempo di guida.

«Il riposo settimanale è importante per chi sta sulla strada quotidianamente. Il recupero psicofisico è necessario per garantire sicurezza sia sulla strada che per l’incolumità personale dell’autista. Un riposo non adeguato potrebbe incidere negativamente sullo stress, sull’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata del conducente» commenta Giorgio Andreani, segretario generale Uil Trasporti Marche. Altra questione l’esclusione degli autisti di mezzi pesanti dall’applicazione della direttiva distacchi transnazionali. I sindacati temono che in questo modo si possa favorire la legalizzazione della discriminazione sulla base della nazionalità, in termini di retribuzioni e condizioni di lavoro. Inoltre, che si possano creare ulteriori distorsioni, incoraggiando le aziende ad utilizzare forza lavoro a basso reddito.

Sit-in autotrasportatori

«I conducenti che vanno all’estro hanno una retribuzione diversa da quelli che lavorano sul territorio nazionale. In base alle fasce, il massimo per una trasferta all’estero è di 68 euro al giorno, in Italia si va da un minimo di 21,80 a un massimo di 41,60 euro al giorno. Se venissero apportate le modifiche, ci sarebbe una diminuzione dell’importo della trasferta all’estero: i primi 4 giorni non sarebbero considerati come trasferta estera ma come trasferta nazionale» spiega Lolo Ewo, Filt Cgil Marche.

I sindacati, ricevuti in Prefettura dal Capo di Gabinetto, il dott. Michele Truppi, hanno fatto presente il rischio per il settore se venisse approvata la modifica della normativa del distacco transnazionale il cui effetto sarebbe una sorta di istituzionalizzazione del dumping contrattuale invece di andare a contrastare il lavoro nero e la concorrenza sleale. «Il dott. Truppi ci ha assicurato che porterà le istanze dei lavoratori al Governo e ai Ministeri interessati ovvero Lavoro, Interno e Trasporti» afferma Alessandro Mancinelli, responsabile Cisl Ancona. Manifestazioni analoghe si sono tenute presso le Prefetture di tutta Italia.