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Ancona

Sisma Marche: ricostruzione ok, ma Legnini bacchetta la corsa al 110%: «Ha distratto le imprese»

Passi avanti sulla ricostruzione post terremoto: 7600 cantieri conclusi, 16500 unità immobiliari riconsegnate. «Ritmo sostenuto»

Un momento della conferenza stampa di oggi (19 agosto)

ANCONA – Presentato il rapporto sulla ricostruzione del Centro Italia. Il commissario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, ha fatto il punto della situazione oggi (19 agosto) in diretta streaming. «Come ogni anno – fanno sapere dalla struttura commissariale – ci ritroviamo qui, ad agosto, per presentare il rapporto sullo stato e l’andamento della ricostruzione aggiornato a giugno. Questo è il quarto rapporto semestrale che produciamo ed è un po’ particolare rispetto ai precedenti, poiché fa il quadro complessivo della ricostruzione dopo 6 anni da quei terribili terremoti che hanno colpito il Centro Italia».

Un rapporto più strutturato e voluminoso, rilevano, perché oggi «ci sono nuovi strumenti di monitoraggio messi a punto che ci consentono di avere un quadro più preciso, puntuale e attendibile dello stato della ricostruzione che – ribadiscono dal Governo – è a buon punto». Tante le difficoltà di questo periodo: «La pandemia, la crisi da inflazione e quella innescata forse dalla corsa al 110% su tutto il territorio nazionale che ha distratto molte imprese dalla ricostruzione, alla ricerca di lavori più remunerativi (come appunto il 110). Nonostante tutto, però, in «due anni le domande di ricostruzioni sono raddoppiate e i contributi concessi e di cantieri aperti sono triplicati».

Nel riquadro blu, il Commissario Legnini. A sinistra, l’assessore regionale alla ricostruzione, Castelli

Altro elemento che «conferma le aspettative del 2021 – enuncia il rapporto – sono il numero di cantieri pubblici, che è raddoppiato e da qui a poco tempo si potranno vedere, sperano da Roma, molti cantieri aperti: sia della ricostruzione sia del programma Next Appennino, che conta su risorse per 1 miliardo e 780 milioni».

Oltre al commissario Legnini, presente anche Guido Castelli, assessore regionale marchigiano per la ricostruzione e i trasporti. Durante la conferenza stampa, Legnini ha evidenziato «l’importanza di un lavoro corale, che coinvolga Comuni, Regioni e privati». Qualche dato: «14mila e 300 decreti per finanziare l’apertura cantieri, 7600 quelli conclusi, 16500 unità immobiliari riconsegnate negli anni passati. Le domande presentate sono 22.600 (su 50mila), il 45%, un risultato di un certo rilievo. Nei prossimi mesi il giro di boa, con testo unico, nuovi programmi, nuovi programmi per opere pubbliche e Chiese».

Parla di «ritmo sostenuto», Giovanni Legnini, con riferimento alle «erogazioni effettive e allo stato di avanzamento. Nelle ultime settimane abbiamo toccato la vetta di 100 milioni di euro al mese da parte di casse depositi e banche. Il pensiero va ai 27mila progetti che devono essere ancora redatti da privati e liberi professionisti che stanno lavorando».

Il borgo di Arquata devastato dal sisma (foto di repertorio)

A loro, la stoccata della struttura commissariale: «L’auspicio è che il numero di professionisti e imprese impegnati in questo difficile processo di ricostruzione aumenti: abbiamo bisogno di più imprese, più professionisti e lavoratori, che invece nell’ultimo anno si sono rivolti altrove. Ed è legittimo che lo facciano, non possiamo criticare né censurare imprese e liberi professionisti che sono stati distratti dal 110%. Senza tale bonus (che ha causato la saturazione del mercato edilizio), unitamente a inflazione e caro energia, i risultati sarebbero stati più consistenti. Ma ci sono segnali di ripresa».

Una della novità del rapporto è che la stima definitiva sulla ricostruzione privata, dopo 6 anni: «Ciò ha portato ad un’opera compilativa ricognitiva e valutativa per stimare il costo della ricostruzione nel Centro Italia, pari a 26,5 miliardi di euro (che a seguito dell’inflazione potrebbe arrivare a 30miliardi salvo aumento ulteriore prezzi)».

Riflettori puntati, intanto, sulla rete di sottoservizi dell’area cratere, come i sistemi fognari e digitali. Soddisfazione non solo di Legnini ma anche dell’assessore regionale Castelli: «In un’epoca in cui la centralizzazione delle decisioni è ampiamente praticata, quattro regioni – tra cui le Marche – hanno con fatica e soddisfazione praticato il dettato dell’art. 5 della Costituzione. Bene, dunque, il lavoro multilivello – sottolinea Castelli –. Stiamo iniziando a smaltire tutto il lavoro presupposto per la ricostruzione ad Arquata, Visso, Castelsantangelo sul Nera e Pieve Torina. Abbiamo messo mano allo smontaggio definitivo di edifici necessari da eliminare per dare prospettiva ai diversi piani urbanistici».  

Il rapporto del Commissario Straordinario della Ricostruzione è consultabile nel relativo sito istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri