Sirolo: all’asta il locale commerciale in piazza Vittorio Veneto, ex chiesa del 1600

Il Circolo Pd lancia una raccolta firme per fermare la vendita, il sindaco Misiti: «Polemica strumentale. Non rimane nulla di storico dell'edificio e con la vendita reperiamo risorse per importanti opere pubbliche»

Il locale in piazza Vittorio Veneto
Il locale in piazza Vittorio Veneto

SIROLO- All’asta il locale commerciale in piazza Vittorio Veneto, contrario il Circolo PD che chiede all’amministrazione Misiti di ripensarci e nel frattempo lancia una raccolta firme per fermare la vendita. Il locale in questione si trova nell’ex Chiesa del Sacramento, risalente al 1600. «Ha un meraviglioso portale in pietra composto da elementi probabilmente di origine romana, con in facciata un bassorilievo in pietra che raffigura la Madonna col Bambino, prodotto da scultori marchigiani del 1600, sede dell’antica confraternita del Sacramento, tutt’oggi esistente- afferma il circolo Pd- Non vogliamo Moreno Misiti che Sirolo continui a perdere spazi sociali e culturali. Dopo essersi lasciata sfuggire l’area dei campi da tennis di via Dante, per quale motivo ancora si è capito (Negligenza? Distrazione?) ora l’amministrazione comunale consapevolmente si libera di un edificio di rilevanza storica e culturale sulla piazza di Sirolo, che vale ben più di una base d’asta di 310.500 euro. Riteniamo che se pure a corto di denaro da spendere un Comune non debba disfarsi di edifici di questa importanza. Edifici del genere hanno un valore diverso del semplice calcolo al mq del valore di un locale commerciale Ignoranza? Menefreghismo? Cosa c’è dietro questa svendita assurda?».

Il Circolo Pd di Sirolo si dice disponibile ad avviare un tavolo politico di discussione per trovare il denaro necessario al Comune in altro modo. L’asta scade il 23 maggio, le firme finora raccolte sono circa 250 (Questo il link per firmare la petizione: https://chn.ge/2JOOMcS).

La replica del sindaco di Sirolo, Moreno Misiti, non è tardata ad arrivare. Il primo cittadino spiega come il ricavato della vendita servirà per importanti opere pubbliche.

«La polemica del PD di Sirolo è una tempesta in un bicchier d’acqua e strumentale. La petizione è inutile e la decisione del Comune è irrevocabile. È falso che l’immobile abbia un valore superiore rispetto a quello posto a base d’asta e che vi sia perdita di spazi sociali e culturali. Infatti l’edificio è stato integralmente ristrutturato all’interno (nulla rimane di storico o di pregiato) e da tempo immemorabile è adibito ad attività commerciali (prima gelateria – bar, poi pizzeria, poi ristorante). Il bassorilievo è una copia e la facciata, vincolata, lo è sia se di proprietà pubblica sia se di proprietà privata- spiega Misiti-. La realtà è che dalla locazione il Comune ricava un modesto reddito e che l’edificio, per le sue ridotte dimensioni e la sua conformazione interna, è privo di interesse per finalità istituzionali o pubbliche. Pertanto il Comune, avendo necessità, per i noti vincoli di bilancio, di reperire risorse per importanti opere pubbliche, ha deciso per l’alienazione dell’edificio, non avendo oltretutto la possibilità di “trovare fondi” in altro modo. Come direbbe Shakespeare “molto rumore per nulla”».