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Ancona

Sicurezza in strada, «Il casco salva la vita»: parla il Comandante Rovaldi

A pochi giorni dall'incidente di un ciclista 12enne, schiantatosi contro un'auto ma vivo grazie all'uso del caschetto, il comandante della Polizia Locale di Ancona spiega dati e uso dei presidi di sicurezza alla guida

Ciclomotore
Il Comandante Rovaldi (Polizia Locale Ancona) ha parlato dell'importanza vitale del casco

ANCONA- Nei giorni scorsi, la Polizia Locale anconetana ha pubblicato una nota ufficiale ribadendo l’importanza del corretto utilizzo del casco per i più grandi e per i più giovani: di pochi giorni fa la nota di cronaca di un ciclista 12enne che avrebbe impattato violentemente contro il parabrezza di un auto. A salvargli la vita proprio il caschetto.

In esclusiva per CentroPagina.it, il Comandante dorico Liliana Rovaldi è tornata a parlare dell’argomento approfondendo a trecentosessanta gradi la questione.

Dottoressa Rovaldi, partiamo proprio dalla frase “Il casco salva la vita”. Dai dati in vostro possesso quante tragedie sono state evitate dal corretto uso?
«“Indossare il casco è il modo più efficace per ridurre gli infortuni alla testa e i decessi legati agli incidenti in moto o in bicicletta. È stato dimostrato che può ridurre il rischio e la gravità degli incidenti fra i motociclisti di circa il 70%, la probabilità di morire di circa il 40%. Leggiamo questa dichiarazione in un articolo dell’Epicentro dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ed anche qualsiasi agente di Polizia Stradale può testimoniare l’efficacia del casco in caso di caduta da un mezzo a due ruote. A volte a seguito di un sinistro questa evidenza emerge con chiarezza mentre in altri casi è più difficile accorgersene. Pensiamo ad esempio ad una semplice scivolata con lo scooter: quella che sul casco sembra una rigatura di poco conto, sul cranio si sarebbe tradotta in una ferita o peggio. Di conseguenza non è semplice dare un numero esatto delle tragedie evitate grazie all’utilizzo del casco ma è ragionevole ritenere che le citate percentuali siano applicabili anche al territorio di Ancona».

Motorini, biciclette e monopattini. L’obbligatorietà del casco per tutti questi mezzi prevede le medesime regole?
«Per motorini, biciclette e monopattini l’utilizzo del casco è una buona prassi salva-vita. Tuttavia se parliamo di imposizioni normative bisogna fare dei distinguo: per chi si mette alla guida di ciclomotori e di motocicli (quindi per motorini, scooteroni e moto) è sempre obbligatorio indossare e tenere regolarmente allacciato il casco protettivo conforme ai tipi omologati. Tale obbligo vale sia per il conducente che per l’eventuale passeggero. Chi contravviene va incontro ad una sanzione pecuniaria (da € 83 a € 332), alla decurtazione di 5 punti sulla patente ed al fermo di 60 giorni del veicolo; per chi si mette alla guida dei monopattini elettrici è obbligatorio indossare idoneo casco protettivo nel caso in cui il conducente sia minorenne. Si ricorda inoltre che i minori di anni 14 non possono circolare su strada alla guida di un monopattino elettrico e che vige il divieto di trasportare passeggeri indipendentemente dall’età del conducente. Chi contravviene va incontro ad una sanzione pecuniaria (da € 50 a € 200 per il mancato utilizzo del casco o trasportando altre persone e da € 100 a € 400 se il conducente non ha compiuto 14 anni); attualmente non vige nessun obbligo di indossare il casco protettivo quando si utilizza un velocipede. Sono stati tuttavia avanzati dei disegni di legge in proposito. Quindi se da un lato in alcuni casi l’utilizzo non è obbligatorio, questo è sempre raccomandato. Il casco si indossa, in primis, per la propria incolumità».

Liliana Rovaldi, comandante Polizia Municipale di Ancona
Liliana Rovaldi, comandante Polizia Locale di Ancona

Sta proseguendo anche sotto Dad (Didattica a distanza) l’opera di sensibilizzazione nelle scuole su questi argomenti?
«Purtroppo con l’emergenza Covid non è stato più possibile continuare con l’Educazione Stradale che ci ha visti presenti in numerose scuole sia  elementari che medie inferiori. Confidiamo in una ripresa con il prossimo anno scolastico».

Come si riconosce un casco “a norma”?
«Se parliamo di caschi da utilizzare con ciclomotori o motocicli la bontà del casco viene attestata dal certificato di omologazione. Quindi basta verificare la presenza degli appositi contrassegni per essere sicuri in merito al prodotto che si acquista. Un aspetto su cui riflettere è invece relativo all’utilizzo o meno di caschi integrali: pur essendo omologati anche dei caschi aperti (detti jet) è ovvio che questi non sono altrettanto protettivi per la zona mandibolare. Anche qui è il singolo che deve decidere quanto desidera tutelarsi indipendentemente dall’imposizione normativa».

Ritiene corretto affidarsi all’acquisto online o consiglia sempre i rivenditori fidati?
«I caschi per monopattini e biciclette non trovano nel Codice della Strada la necessità di un’omologazione, ma esistono degli standard di qualità cui mirare. Ad esempio si è sicuri di acquistare un buon casco se vi è stampigliato il marchio CE. Inoltre non bisogna dimenticare che anche questi caschi hanno delle taglie ed è quindi necessario calibrare il proprio acquisto, specie se destinato ad un bambino».