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Ancona

«Più sicurezza», lavoratori Fincantieri in sciopero al porto di Ancona

Sciopero di due ore al porto di Ancona, dove i lavoratori si sono mobilitati in seguito al ferimento alla testa di un operaio bengalese. Indagini in corso

Un momento dello sciopero davanti alla Fincantieri ad Ancona

ANCONA – «Adesione massiccia allo sciopero dei lavoratori delle ditte in appalto di Fincantieri». Il segretario regionale Fiom Cgil, Tiziano Beldomenico, si dice soddisfatto per la risposta dei lavoratori dell’area portuale di Ancona. Il sindacato di categoria insieme alla Uil aveva indetto per oggi uno sciopero di due ore, dalle sei di mattina alle 8, per accendere i riflettori sulla sicurezza dei lavoratori della cantieristica navale.

A scatenare la mobilitazione, alla quale hanno preso parte «tutti i lavoratori delle imprese in appalto a Fincantieri», l’infortunio accaduto al lavoratore bengalese di 24 anni che giovedì scorso è stato rivenuto svenuto in seguito ad un colpo in testa.

Sulla vicenda indaga la Squadra Mobile di Ancona che non tralascia alcuna ipotesi ed è al lavoro per far luce sull’accaduto, e non è escluso che proprio nelle prossime ore possano emergere delle novità. «Dalle visite ispettive, dopo quello che in un primo momento sembrava un infortunio sul lavoro – prosegue Beldomenico – sono emersi alcuni dubbi sull’accaduto».

I lavoratori in sciopero

Tra le ipotesi ventilate dal segretario regionale della Fiom Cgil, Beldomenico, potrebbe esserci quella di «una aggressione» nei confronti del bengalese. Il sindacalista torna dunque ad accendere i riflettori sulla sicurezza dei lavoratori delle ditte che operano in subappalto.

Tra le criticità su cui il sindacalista sta dando battaglia ci sono anche i casi di «caporalato» che avevano coinvolto in passato lavoratori di altre imprese in subappalto nella cantieristica navale.

«Aspettiamo fiduciosi che la Magistratura faccia il suo corso per stabilire come sono andati i fatti – afferma Beldomenico – ci auguriamo che il lavoratore, che è ancora in prognosi riservata all’ospedale di Torrette, possa guarire quanto prima».

Allargando il discorso, Beldomenico afferma che «i problemi che denunciamo da anni, tra paghe globali, evasione fiscale e caporalato non ci consentono di abbassare la guardia. Per questo chiediamo aiuto alla politica, al Governo e alle Istituzioni, affinché queste situazioni abbiano fine».

Il sindacalista annuncia che chiederà un incontro al nuovo prefetto Darco Pellos e alla Giunta regionale, per sensibilizzare le istituzioni sulla questione.

Un momento dello sciopero