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Ancona

Senza stipendio e sostituiti da nuovo personale: i lavoratori della Puliart pronti ad incatenarsi

Il 10 novembre i dipendenti della ditta che si occupa degli appalti delle pulizie delle caserme dei Carabinieri di Ancona, sciopereranno e daranno vita ad un sit-in davanti la Prefettura

Palazzo del Governo, sede della Prefettura
Palazzo del Governo, sede della Prefettura

ANCONA- Il prossimo 10 novembre i 20 lavoratori della Puliart, la ditta che si occupa degli appalti delle pulizie delle caserme dei Carabinieri di Ancona, si incateneranno sotto la sede della Prefettura. Alla già difficile situazione, il personale è senza stipendio da luglio, si aggiunge una nuova grana. La denuncia arriva dalla Cgil.

«Alcuni lavoratori senza stipendio vengono sostituiti da nuovo personale ignaro che la Puliart non paga gli stipendi da tre mesi. Questa mattina (24 ottobre), un lavoratore è stato allontanato dalla caserma di via XXV Aprile perché sostituito da un altro. Nonostante l’azienda non provveda alle retribuzioni, i dipendenti garantiscono un servizio minimo essenziale, come previsto dagli obblighi di legge. Proprio svolgendo tale mansione si è scoperto che l’azienda utilizza altri lavoratori al posto di quelli che non paga» rende noto la Cgil.

«Molti lavoratori di altri appalti stanno dando solidarietà a questi dipendenti e hanno chiesto di poter partecipare allo sciopero e d’incatenarsi con loro- dichiara Rita Giacconi, segretaria provinciale Filcams Cgil Ancona-. Il tutto con l’obiettivo di migliorare le condizioni di questo settore, da troppo tempo alle prese con aziende che vanno al massimo ribasso e si rifanno sul costo del lavoro senza pagare gli stipendi».

La Filcams Cgil di Ancona conferma quindi per il 10 novembre lo sciopero e il sit-in in piazza del Plebiscito. «Dopo vari scioperi e solleciti, i circa 20 lavoratori hanno deciso di incatenarsi sotto la sede della Prefettura di Ancona. Dopo due anni di ritardi nel pagamento delle retribuzioni, il committente e cioè la Prefettura di Ancona, non ha ancora esercitato il diritto di recedere dal contratto sottoscritto- afferma la Giacconi-. Nel frattempo, è stata coinvolta l’Anac, agenzia nazionale anticorruzione, che ha assicurato il proprio impegno su questa vertenza. Inoltre la situazione si è ulteriormente aggravata perché, al 27 ottobre, si accumulerà un’ulteriore mensilità arretrata e i dipendenti non riescono più neanche ad avere i soldi per raggiungere il posto di lavoro e per provvedere al proprio sostentamento» .