Assolti da stupro: per i giudici è troppo “mascolina”. Sindacati e associazioni si mobilitano

Per protestare contro la sentenza, è stato organizzato un flash mob oggi, 11 marzo, davanti alla sede della Corte di Appello di Ancona. Gli organizzatori: «In un Paese dove qualcuno vuole sdoganare violenza sulle donne, omotransfobia e bullismo, scenderemo tutti insieme in strada per fermare questa barbarie»

La sede della Corte D'Appello di Ancona
La sede della Corte D'Appello di Ancona

ANCONA – «Indigna che una donna che denuncia una violenza debba fare i conti con pericolosi e umilianti preconcetti e, anziché sull’autore della violenza, i riflettori vengano puntati sulla vittima di cui si analizza il comportamento, l’aspetto o l’abbigliamento». Interviene a gamba tesa la segretaria regionale di Cgil, Daniela Barbaresi, sull’assoluzione dei due giovani condannati in primo grado per violenza sessuale nei confronti di una ragazza ragazza peruviana. «Da quanto leggiamo – scrivono Cgil, Cisl e Uil in una nota congiunta con la consigliera di parità della provincia di Ancona e con una serie di associazioni – il Collegio Giudicante della Corte di Appello, ha scritto, parlando dell’imputato principale, che “la ragazza neppure piaceva, tanto da averne registrato il numero di cellulare sul proprio telefonino con il nominativo “Vikingo” con allusione a una personalità tutt’altro che femminile quanto piuttosto mascolina”».

Daniela Barbaresi, segretario regionale Cgil
Daniela Barbaresi, segretario regionale Cgil

Il fatto era accaduto il 9 marzo del 2015 in via Ragusa ad Ancona, zona Piano San Lazzaro. I due J.H.M e L.C.G. furono condannati in primo grado nel luglio 2016, ma poi furono assolti dalla Corte di Appello nel novembre 2017. Una sentenza choc che fa discutere per le motivazioni alla base della decisione, ovvero il giudizio nei confronti della ragazza ritenuta troppo mascolina e quindi, non piacendo non sarebbe stata stuprata.

Una vergogna, incalzano i sindacati, tanto da spingere ad organizzare un flash mob per sensibilizzare cittadini, associazioni e istituzioni sulla questione. La mobilitazione si terrà oggi, 11 marzo, alle 13,30 sotto la sede della Corte di Appello di Ancona in via Via Giosuè Carducci 3. «In un Paese dove qualcuno vuole sdoganare violenza sulle donne, omotransfobia e bullismo, scenderemo tutte e tutti insieme in strada per fermare questa barbarie, espressa in una sentenza. Il Paese che si riconosce e nella Costituzione e nel rispetto tra individui liberi non starà a guardare». Secondo Daniela Barbaresi «la libertà, la dignità e la credibilità di una donna» non possono dipendere «dalla sua maggiore o minore avvenenza. Questo è un insulto alle donne. Una violenza che si aggiunge a violenza».
Alla mobilitazione saranno presenti oltre a Cgil, Cisl, Uil e alla Consigliera di Parità della Provincia di Ancona Pina Ferraro Fazio, anche la rete femminista Rebel Network, il Comitato Marche Pride assieme alle associazioni promotrici Agedo Marche, Arcigay, Agorà, Esna Consulenze di Genere Onlus, Uaar Ancona, Rete Chegender, Comunitas APS, GAP Urbino, Rebel Network, Amigay, Assist Associazione Nazionale Atlete, Arci, Libero Spazio Stay Human, I sentinelli di Ascoli Piceno, Fabriano Arcobaleno, UISP Pesaro e Urbino.