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Ancona

Scuola, l’affondo del Pd: «Doveva essere già riaperta, giunta Acquaroli non all’altezza»

Chiesti dai consiglieri Dem investimenti seri e uno screening di tutta la popolazione scolastica per poter riaprire in sicurezza. Mangialardi: «Dimostrano coi fatti di non considerare la scuola una priorità»

I consiglieri del gruppo regionale Pd durante la conferenza stampa sulla scuola
I consiglieri del gruppo regionale Pd durante la conferenza stampa sulla scuola

ANCONA – «La giunta di centrodestra dimostra coi fatti di non considerare la scuola tra le priorità e soprattutto è incapace di dare una prospettiva a tutti coloro che chiedono da tempo di tornare in classe in presenza». Ad affermarlo è Maurizio Mangialardi, capogruppo in consiglio regionale, durante la conferenza stampa che il Partito Democratico delle Marche ha tenuto oggi ad Ancona, contestando le decisioni del governo regionale a guida Acquaroli. Assenti solo i consiglieri Carancini e Bora, il gruppo consiliare Pd ha voluto ribadire gli aspetti critici della gestione della pandemia per quanto riguarda il settore dell’istruzione: dai mancati screening al personale scolastico e agli studenti, ai fondi sottratti all’ammodernamento dei laboratori negli istituti marchigiani; dal mancato ascolto dell’opposizione e del comitato Priorità alla Scuola fino alla questione dei trasporti pubblici.

Critiche a tutto tondo perché, ripete più volte Mangialardi, «il centrodestra lo ha dimostrato coi fatti che la scuola non è una priorità: noi siamo rimasti basiti per il provvedimento del 5 gennaio, adottato senza alcuna interlocuzione in consiglio né dei rappresentanti del mondo scolastico. Stanno dimostrando tutto il loro approccio pressapochista per quanto riguarda la pandemia».

I consiglieri Dem, che si sono definiti inascoltati dalla giunta Acquaroli, hanno affermato di aver messo a disposizione diverse idee per riaprire le scuole nella massima sicurezza, ma nessuna è stata presa in considerazione, come non sono stati ascoltati né i referenti del comitato PaS né i presidi marchigiani. «Serviva infatti – continua l’ex sindaco di Senigallia – uno screening a tutto il personale scolastico, docenti e ata, e agli studenti; serviva il confronto con le aziende dei trasporti, già pronte da tempo, mentre il tavolo è stato convocato per oggi, 20 gennaio».

Anche per quanto riguarda le risorse annunciate dagli assessori all’istruzione Giorgia Latini e alle infrastrutture Francesco Baldelli non sono mancate critiche. Anna Casini ha parlato di «insufficienza» dei provvedimenti presi e di «cifre risibili: hanno annunciato di voler stanziare 3 milioni di euro per la purificazione delle scuole ma se si divide per i 1200 edifici significa appena 2500 euro a scuola, segno che non si conosce la realtà degli istituti scolastici delle Marche».

Antonio Mastrovincenzo ha invece sottolineato che quei tre milioni sono stati «sottratti da una delibera del luglio 2020 del centrosinistra sull’ammodernamento dei laboratori scolastici», mentre gli altri due milioni annunciati per l’acquisto del materiale informatico sono «un doppione del finanziamento del Miur già disponibile e già stanziato».

Le critiche del Partito Democratico non hanno risparmiato nemmeno l’aspetto sanitario: secondo Micaela Vitri la Regione ha già acquistato centinaia di migliaia di tamponi che non sono ancora stati utilizzati: «Ne avanzano oltre 500 mila – ha ribadito la consigliera dem – e potevano essere usati per lo screening dei circa 70 mila studenti delle Marche ma non è stato fatto, come non è stato aumentato il personale per poter garantire la riapertura in sicurezza».

Fabrizio Cesetti non ha lesinato osservazioni al governo nazionale: «Il rientro doveva esserci da tempo, questa giunta non è stata all’altezza del compito assegnatole, come e mi dispiace ribadirlo, non lo è stato il governo nazionale. Anche nell’organizzazione dei trasporti pubblici ci sono stati molti problemi ed è una delle attività connesse al mondo della scuola».