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Ancona

Lo scultore Mimmo Paladino sceglie Ancona per il restauro delle sue opere

Diciotto cavalli del gruppo "La Montagna di sale" saranno sottoposti alle cure del maestro d'ascia Carlo Vitali e di suo figlio Giovanni nelle officine GMG

I Cavalli di Mimmo Paladino arrivati al molo di Marina Dorica

ANCONA – Chi ha avuto occasione di passeggiare al molo di Marina Dorica nei giorni scorsi avrà certamente notato che tra le barche spuntavano grandi cavalli neri. Bellissimi destrieri, opera dello scultore Mimmo Paladino – tra i maggiori artisti italiani contemporanei viventi – destinati alle officine del cantiere Gmg di Marina Dorica del porto turistico di Ancona e in particolare alle mani sapienti del maestro d’ascia Carlo Vitali e del figlio Giovanni, incaricati del restauro.

I cavalli di Mimmo Paladino posizionati in mezzo alle barche

I 18 esemplari, arrivati su un tir, fanno parte del gruppo scultoreo “La montagna di sale” composto da 30 destrieri alti quasi tre metri (a dimensioni naturali), di colore nero, realizzati da Mimmo Paladino. Una volta restaurati, saranno destinati a una mostra in piazza Maggiore a Piacenza, in programma per fine settembre.

«I cavalli arrivati nei giorni scorsi – ci racconta Carlo Vitali – sono del tutto simili a quello rosso esposto alla Mole Vanvitelliana, di cui abbiamo curato il restauro il marzo del 2017». Dunque quella di Mimmo Paladino è una conferma della fiducia riposta nella manualità e nell’artigianalità di Vitali e di suo figlio. «Il restauro del Cavallo rosso della Mole mi venne affidato grazie alla collaborazione tra il Comune di Ancona e la Fondazione CariVerona sotto la regia del Fondo Mole Vanvitelliana e curato dall’architetto Andrea Mangialardo che interessarono imprese locali. I cavalli di questo gruppo scultoreo sono tutti diversi tra loro, alcuni sono mancanti delle zampe, altri sono posizionati come avessero le zampe piegate, altri coricati. Il restauro – spiega ancora – sarà articolato in diverse fasi di ripristino fino alla finitura finale attraverso test, relazioni tecniche, campionature, materiali e assistenza alla posa. Per alcune sculture, arrivate in condizioni più difficili, dovrò procedere con riparazioni localizzate tramite fasciature con garze di vetroresina, utilizzando nell’impasto inerti di diversa granulometria al fine di creare per quanto possibile un supporto abbastanza uniforme. Poi con tre giorni di asciugatura e reticolazione della vetroresina, si provvederà alla pulizia del cavallo mediante un lavaggio che dovrà rimuovere tutto lo sporco presente sulle superfici. Un lavoro complesso e delicatissimo – conclude il maestro d’ascia – ma che ci riempie di orgoglio».