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Ancona

Schiacciato dal tir ad Agugliano, la Procura richiede l’archiviazione per la morte di Huub Pistoor

A giugno il gip aveva disposto nuove indagini sull'incidente costato la vita all'ingegnere olandese residente ad Osimo. C’era tempo fino ad ottobre. I familiari: «Presenteremo una nuova opposizione»

Il rimorchio che ha schiacciato l’auto
Il rimorchio che, sganciandosi da un tir investì l'auto di Huub Pistoor

AGUGLIANO – Riaperte e subito richiuse le indagini sulla morte di Huub Pistoor, l’ingegnere olandese di 56 anni da tempo residente ad Osimo travolto ed ucciso dal rimorchio di un tir ad Agugliano, mentre era volante della sua auto. Una morte avvenuta il 29 marzo del 2019 e che non aveva mai convinto la compagna Gioia Bucarelli e la figlia che sono sempre volute andare a fondo sulle responsabilità anche della ditta proprietaria del mezzo pesante.

La Procura, dopo aver chiesto il rinvio a giudizio del conducente del tir, un moldavo condannato poi ad 1 anno e 3 mesi per omicidio stradale, dopo un patteggiamento, aveva chiesto l’archiviazione per i due titolari della ditta proprietaria del camion. I familiari di Pistoor, attraverso gli avvocati Ennio Tomassoni e Oliviero Mazza, avevano impugnato la richiesta di archiviazione e a giugno scorso il gip l’ha accolta ordinando nuove indagini al pm. Si chiedeva di integrare gli accertamenti sulla correttezza della revisione effettuata al mezzo pesante da cui si staccò il rimorchio che finì contro l’auto a bordo della quale c’era Pistoor. Si chiedeva anche una verifica sulla manutenzione ai freni che sarebbe risalita solo a due settimane prima dell’incidente perché non potevano essere così già usurati al punto di causare quanto accaduto. Il gip Sonia Piermartini aveva dato quattro mesi di tempo ma già a luglio la Procura ha chiesto una nuova archiviazione.

«Solo adesso abbiamo saputo della richiesta di archiviazione del pm – spiega Gaia Bucarelli, compagna di Pistoor –, una richiesta che risale a luglio e che a noi parte offese ci è stata notificata solo ora. Colpisce la fretta di archiviare in contrapposizione ai tempi lunghi della giustizia nel notificare le decisioni alle parti. Presenteremo ancora opposizione, devono essere accertate tutte le cause e le responsabilità di un omicidio stradale che non sono solo del conducente ma soprattutto di chi ha permesso la circolazione di mezzi pesanti usurati e pericolosi non sottoposti a corretta manutenzione».

Per i familiari le perizie del consulente del tribunale mettono in luce le gravi carenze tecniche dell’autocarro e del rimorchio che si è staccato dalla motrice e non si è arrestato per i freni non funzionanti.