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Ancona

Sanremo, Manuela Bora e Meri Marziali: «Basta a messaggi violenti contro le donne»

Per l’assessora regionale e la presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità, «la Rai deve promuovere la cultura del rispetto». Su Instagram la replica del cantante rap Junior Cally

Junior Cally e Amadeus

ANCONA – Non si placano le polemiche sulle parole pronunciate da Amadeus durante la presentazione della 70esima edizione del festival di Sanremo, e sulla partecipazione del cantante rap Junior Cally, non condivisa per le sue canzoni inneggianti alla violenza sulle donne. Al coro di voci critiche che ha visto schierarsi già Senigallia, e alla netta presa di posizione dell’assessore alla Cultura della Regione Marche Moreno Pieroni, che ha scritto una lettera al Direttore di Rai Uno Teresa De Santis per chiedere l’esclusione del cantante dalla competizione canora, si aggiunge il dissenso dell’assessora regionale alle Pari opportunità Manuela Bora e della presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità Meri Marziali.

Manuela Bora

«Basta a messaggi violenti contro le donne – denuncia Manuela Bora – la Rai e il servizio pubblico dovrebbero divulgare la cultura del rispetto e promuovere la dignità delle donne. Ma così non è: come assessora alle Pari Opportunità della Regione Marche, stigmatizzo come inaccettabili le parole del conduttore del festival di Sanremo, Amadeus. Ma ancora più ripugnante è la presenza, sul palco dell’Ariston, del rapper Junior Cally con i suoi testi violenti. È ora di dire basta a certi messaggi. Chi si occupa di comunicazione dovrebbe tener conto ed essere più consapevole dei cambiamenti della società. Questo non sta accadendo a Sanremo ed è davvero inopportuno far partecipare alla kermesse un rapper come Junior Cally, noto per i suoi testi e video che incitano alla violenza contro le donne».

La Bora si riferisce alla frase detta da Amadeus, nel presentare Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi, che parteciperà al festival: «L’ho scelta per la bellezza, ma anche per la capacità di stare accanto a un grande uomo, stando un passo indietro». Dopo questa dichiarazione, sono piovute critiche di sessismo, anche se il direttore artistico, con un’intervista all’Ansa, ha detto di essere «stato frainteso. Quel “passo indietro” si riferiva alla scelta di Francesca di stare fuori da riflettori che inevitabilmente sono puntati su un campione come Valentino. Un’altra ragazza avrebbe forse potuto cavalcare tanta popolarità e invece Francesca ha scelto di essere più discreta, di rimanere più defilata. Ma Sanremo è anche questo. Ho imparato che bisogna stare attenti a ogni parola». Le polemiche però sono esplose anche per la partecipazione al festival di Junior Callydi, il rapper in gara tra i big che, in passato, ha scritto brani “pieni di violenza, sessismo e misoginia“, come dichiarato da un gruppo di deputate di vari schieramenti.

Meri Marziali

«La Rai – continua l’assessora – dovrebbe svolgere, con maggiore incisività e senso di responsabilità, la sua mission comunicativa ed educativa che trova fondamento nei principi posti dalla Costituzione italiana e dall’Unione europea». Della stessa idea Meri Marziali, per la quale è «inappropriata la partecipazione del cantante. È inutile fare campagne contro il femminicidio, se poi la televisione dà visibilità a messaggi che incitano alla violenza contro le donne. La stessa cosa vale per le dichiarazioni di Amadeus, ricche di stereotipi, che qualunque istituzione impegnata nel percorso delle pari opportunità può soltanto stigmatizzare. La televisione deve essere consapevole di avere una responsabilità sociale e culturale».

Meri Marziali ricorda anche la nota inviata dalla Conferenza delle presidenti degli organismi di parità regionali, ad Agcom e alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Con la nota, il Coordinamento nazionale degli Organismi per la Parità di Regioni e Province Autonome «segnala e stigmatizza come inaccettabili le parole pronunciate dal conduttore Amadeus in occasione della conferenza stampa (15 gennaio) di presentazione delle dieci professioniste che lo accompagneranno sul palco di Sanremo. Inequivocabile è infatti l’approccio sessista usato dal conduttore, sia nella costante sottolineatura della bellezza quale motivazione delle scelte, sia nella frase rivolta alla compagna di un famoso campione sportivo, “scelta per la bellezza, ma anche per la capacità di stare accanto a un grande uomo, stando un passo indietro”».

«La Rai, il nostro Servizio Pubblico, ha la responsabilità di far rispettare norme paritarie sancite anche al proprio interno – continua la nota – e lanciare messaggi corretti che riguardano la promozione dell’eguaglianza di genere e il superamento della rappresentazione stereotipata delle donne. Proprio nell’ambito della manifestazione più popolare e seguita della televisione italiana, abbiamo assistito al contrario ad un messaggio retrivo che, nell’immaginario collettivo, riporta le donne ad un ruolo ancillare, di subalternità femminile al “maschio dominante”, del tutto irrispettoso del loro valore professionale, della loro autonoma soggettività. Tale approccio va censurato e scongiurato per il futuro. Né possono bastare le giustificazioni profuse in seguito, che appaiono ancor più vuote dal momento che il conduttore ha invitato al festival un rapper, Junior Cally, noto per aver incitato esplicitamente nei suoi testi alla violenza sulle donne.

Per questo ci appelliamo a voi, per quanto di competenza, affinché la Rai e il Servizio Pubblico sappia divulgare una cultura paritaria e garantire in ogni occasione la dignità femminile e delle proprie professioniste, senza mai lasciare spazio a stereotipi o personaggi sessisti che alimentano, purtroppo, discriminazioni e violenze di genere. Ci auguriamo nello specifico che la prossima edizione del festival di Sanremo non veda sul palco ospiti quali il citato rapper e che adotti un linguaggio e una conduzione capaci di valorizzare il ruolo e il protagonismo delle donne nella società contemporanea, di interpretarne il cambiamento in modo positivo».

Junior Cally

Un’ora fa, il rapper mascherato ha rotto il silenzio su Instagram: «È da qualche giorno che rifletto su quanto sta accadendo intorno a me. Quello che accade è che moltissime persone si sono sentite offese da alcuni testi da me composti in passato e dalle immagini che li hanno accompagnati. Ho provato a spiegare che era un altro periodo della mia vita e che il rap ha un linguaggio descrittivo nel bene e nel male e rappresenta la cruda realtà come fosse un film. Purtroppo moltissime persone, forse che si avvicinano al rap per la prima volta, si sono sentite ferite. Me ne dispiaccio profondamente, non era e non sarà mai mia intenzione ferire qualcuno. La cosa più importante che voglio ribadire è che la musica mi ha dato una speranza e mi ha salvato la vita in un momento in cui avevo una marea di problemi ed è solo la musica che voglio portare sul palco di Sanremo. Per questo ad Amadeus ho proposto un brano che non ha quei testi e quelle immagini, che non avrà accanto la parola “Explicit”».

«Trovo insopportabile la sola idea della violenza contro le donne, in ogni sua forma. Sono un ragazzo, un uomo che fa del rispetto, non solo delle donne, ma degli esseri umani uno dei suoi valori cardine. Mamma Flora è la persona più importante della mia vita e da qualche mese c’è Valentina al mio fianco: siamo complici, amici, ci amiamo e rispettiamo. Questa è la mia vita e questo spero sarà il mio Sanremo», ha concluso il cantante rap.