Sanità, si sciopera venerdì 23

Contro "Quota 100" (pensionamento a 62 anni con 38 di contributi) del governo medici e dirigenti protestano. «Colpirci vuol dire colpire la salute di tutti», spiega Oriano Mercante, segretario di Anaao Assomed Marche

Oriano Mercante Anaao Marche

ANCONA – Qualche numero. Sono 151 i dirigenti medici e 40 i dirigenti sanitari che operano nella sanità pubblica nelle Marche che acquisirebbero il diritto di andare in pensione subito se “Quota 100” (con il pensionamento a 62 anni e con 38 di contributi) divenisse legge. In Italia, il totale di 4.723 Dirigenti Medici e 919 Dirigenti Sanitari. «Le rivendicazioni sono le stesse ormai da anni e sono condivise da tutte le sigle sindacali che si sono ritrovate unite nel sit in a Montecitorio e che avevano proclamato una giornata di sciopero nazionale per venerdì 9 novembre poi rinviata al 23 novembre» – spiega Oriano Mercante, segretario di Anaao Assomed Marche.

Confermata invece l’Assemblea pubblica a Roma il 14 novembre ore 10.00 presso il cinema Nuovo Olimpia cui saranno invitati gli esponenti di tutti i gruppi politici che siedono in Parlamento.

«Stiamo cercando di far sentire la nostra voce unitaria per ottenere un finanziamento adeguato del Fondo Sanitario Nazionale, per il piano assunzioni ed il rinnovo del contratto di lavoro – dice – Colpire la sanità è colpire la salute, che è il nostro slogan ma anche la ferma convinzione di tutti coloro che operano in questo settore ed hanno a cuore la salute di sé stessi, dei propri cari e della collettività».

La mobilitazione vede aderire oltre ad ANAAO ASSOMED anche CIMO – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA, VETERINARIA SANITARIA) aderendo alla giornata di Sciopero già proclamata dall’AAROI-EMAC.

Sul rinvio dello sciopero generale Mercante ha spiegato che «a causa di problemi interpretativi delle norme che regolano il diradamento delle giornate di sciopero in sanità, la Commissione di Garanzia ha imposto alle sigle sindacali promotrici dello sciopero del 9 novembre di revocarlo, pena sanzioni pesanti».