Sacchi di denaro finto davanti al Comune di Ancona, esplode il caso politico

Il gesto è stato compiuto dai militanti di CasaPound per protestare contro le irregolarità negli appalti pubblici emerse nell'inchiesta "Ghost Jobs". Ecco il commento del Pd e di Articolo 1

I sacchi di denaro finto lasciati davanti al Comune di Ancona dai militanti di CasaPound
I sacchi di denaro finto lasciati davanti al Comune di Ancona dai militanti di CasaPound

ANCONA – Sta facendo discutere il gesto di CasaPound che nel corso di un blitz notturno ha lasciato davanti al Comune di Ancona sacchi e mazzette di denaro finto per protestare contro quanto è emerso nell’ambito dell’inchiesta “Ghost Jobs” che ha portato all’arresto di un dipendente comunale e di 4 imprenditori, svelando una serie di irregolarità in alcuni appalti pubblici.

Un’inchiesta che secondo il responsabile provinciale di CasaPound Michele Mazzieri «ha scoperchiato un vaso di Pandora» e «un intero sistema politico guasto al suo interno». Poi la stilettata verso il Comune: «Speriamo che le mazzette e i sacchi di denaro che abbiamo portato in Comune plachino almeno per un po’ l’avidità della Giunta. Auspichiamo che le indagini procedano senza intralci e che un guizzo di dignità porti la maggioranza alle dimissioni. Nel frattempo lavoreremo come sempre per costruire e ideare una città che sia davvero un’alternativa a tutto questo».

La segretaria provinciale del Pd Sabrina Sartini ha commentato l’azione dei militanti di CasaPoud spiegando che «è compito della Magistratura accertare i fatti». «Sono gesti che non aggiungono nulla alla necessità di chiarezza, ma la dicono lunga sul fatto che chi li compie sia più interessato al linciaggio mediatico. Gesti che servono loro per farsi pubblicità e per alzare un polverone mediatico, mentre non servono ai cittadini. Serve piuttosto che la Magistratura faccia chiarezza velocemente ed è quello che vogliamo anche noi».

Il coordinatore regionale di Articolo 1 Massimo Montesi ha dichiarato «non abbiamo bisogno di manifestazioni o di atti parte di chi si rifa a politiche e valori non rispondenti alla nostra costituzione democratica e antifascista. Si è trattato di un atto di violenza simbolica che alimenta un clima di rabbia e di odio già pericolosamente presente nel dibattito pubblico e che non porta niente a nessuno, se non alla continua confusione. A noi piace essere garantisti sempre, c’è una procedura in atto e rispettiamo il lavoro di chi se ne occupa. Piuttosto vogliamo ricordare che ad esempio per quanto riguarda il Mose, dove governa la destra, ci sono state sentenze per corruzione».