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Ancona

Riutilizzare il cibo avanzato da pranzi e cenoni: ecco come

Ecco alcuni consigli per non sprecare nulla. Le famiglie marchigiane affermano di essere sensibili a una cultura che era dei nonni, quella di non buttare via (quasi) nulla

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ANCONA – Il polpettone per recuperare la carne o il pesce avanzati; le verdure da bollire per non gettare ciò che non si è mangiato, la frittata per rivisitare verdure o pasta, il tacchino da pastellare e trasformare in crocchette. Sono solo alcuni dei consigli per riutilizzare il cibo avanzato, solitamente abbondante in questi pasti di fine anno. Tutto ciò è possibile grazie a una rinnovata sensibilità che fa riemergere la cultura che era dei nostri nonni, quella di non buttare via (quasi) nulla.

Secondo un’indagine Coldiretti/Ixe’ dei giorni scorsi, l’83% degli italiani troverà avanzi a tavola nei pasti successivi a quelli “clou” delle festività 2019-2020; il 15% circa sostiene di non produrre avanzi; il 2% li dona in beneficenza mentre nessuno dichiara di buttare gli avanzi nel bidone.

Così anche nelle Marche dove la riduzione degli sprechi ha portato nel tempo ad avere meno rifiuti. Ogni cittadino marchigiano produce annualmente circa 520 chili di rifiuti, oltre 20 chili in meno rispetto a 10 anni fa.

Per conservare il cibo del giorno prima ed evitare di gettarlo nella spazzatura gli agrichef di Coldiretti hanno elaborato qualche consiglio a partire dalla conservazione in frigo o in congelatore dove è meglio dividere il cibo in monoporzioni. Per scongelarle si può utilizzare il forno a microonde o il vapore di una pentola piena di acqua calda, ma la soluzione migliore, anche se più lenta, è quella di utilizzare il frigo, dove il passaggio di temperatura è più costante. Una volta scongelate, le pietanza vanno consumate entro 24 ore e non possono essere congelate nuovamente. Allo stesso modo il cibo avanzato non va riscaldato più di una volta. Quando vanno messi sui fornelli, minestre, sughi e salse del giorno prima vanno fatte bollire mentre per gli altri piatti si consiglia comunque di portare la temperatura sopra i 70 gradi.

In questo modo si potrà essere sicuri – rende noto Coldiretti – di evitare il rischio di proliferazione di batteri. Al momento di scegliere il tipo di contenitore da utilizzare, una buona soluzione può essere il vetro, a partire dai barattoli con tappo a chiusura ermetica che consentono di conservare meglio le caratteristiche organolettiche del cibo. L’altra soluzione, più “tecnica”, è l’uso del sottovuoto che permette di allungare ulteriormente la “seconda vita” delle pietanze.