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Ancona

Il ritorno di Gianfranco Paolini, nuovo DT della Dorica Torrette

Protagonista della storia recente torrettana, rientra nel Centro Sportivo Giuliani dopo cinque anni dall’ultima volta. «Contento che la Dorica abbia pensato a me!»

Gianfranco Paolini, nuovo DT della Dorica Torrette

TORRETTE- La Dorica Torrette pensa in grande, e per tornare ai fasti di un passato neanche così remoto ha deciso di affidarsi ad un illustre cavallo di ritorno. Dalla prossima stagione infatti nel Centro Sportivo Giuliani, quartier generale biancoazzurro, il “nuovoDirettore Tecnico sarà Gianfranco Paolini, un nome che del settore giovanile torrettano ha fatto storia. Dopo aver maturato esperienza in giro per le Marche negli ultimi cinque anni, Paolini torna a casa pronto a mettere tutto il suo carisma e la sua esperienza al servizio del nuovo corso della Dorica Torrette.

Gianfranco, un ritorno a casa il tuo. Che ambiente hai trovato?
«Un ambiente completamente nuovo. Praticamente conoscevo David Urbinati e pochi altri, il resto lo conoscerò lavorando. Mi sembra che i progetti siano molto buoni, chiaramente tra il dire e il fare ce ne passa, ma la volontà di crescere e di far bene c’è tutta».

Quali sono le principali differenze con la Dorica che lasciasti?
«L’organizzazione che c’era dietro. Quella era una società già consolidata con tutti i ruoli ricoperti e molto bene. Oggi sono stato chiamato anche per questo, per riorganizzare la base tecnico-societaria. L’anno scorso va dato merito a chi c’era di essere partiti al volo facendo di necessità virtù per salvare il salvabile, e quest’anno ci struttureremo. Sarà fondamentale gettare le basi per qualcosa di buono nel futuro».

Su cosa sarà importante investire per tornare ad avere un Settore Giovanile da Dorica Torrette?
«I ragazzi ce ne sono e anche tanti. Sarà importante lavorare sui tecnici. Devono essere preparati per tornare ai livelli che dicevamo prima. La differenza tra settori giovanili la fa proprio la preparazione degli allenatori».

Ti abbiamo visto impegnato con i Campus Estivi dell’Arsenal. Come sono andati?
«Molto bene con un livello discreto. Premetto che sono andato da istruttore e non da organizzatore. Però ho visto i ragazzi contenti e quindi mi ritengo soddisfatto».

Come trovi la situazione dei Settori Giovanili in Italia?
«Parto con il dirti che il livello non è così alto come quando l’avevo lasciato. Dei ragazzi interessanti ce ne sono ma devo guardarmi di più intorno per farti un quadro generale. È un malcostume italiano il fatto di credere poco nei giovani anche se c’è da dire che rispetto agli ultimi anni qualcosa in miglioramento si può notare».

Ti senti di analizzare il momento del calcio cittadino?
«Da tifoso dell’Ancona è chiaro che finchè non si raggiunge una certa continuità, con la presenza di persone che ci credono davvero, si potrà fare ben poco. La carenza sta nel non avere un campo proprio, un centro sportivo che invece per investire sui giovani dovrebbe essere la base. Una società come l’Ancona dovrebbe puntare forte sui ragazzi e dovrebbe diventare la sua normalità».

Hai dei ringraziamenti che vuoi fare?
«Sono stato contento che la Dorica abbia pensato a me, perché in passato a questa società ho dato tanto. Lavorare nuovamente con il Settore Giovanile è un grande stimolo e farò del mio meglio per riuscire».