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Ancona

Rinvio pdl su doppia preferenza di genere, Bora: «Un’umiliazione per le donne»

Intanto la Regione Marche ha costituito il tavolo regionale per le statistiche di genere che ha lo scopo di raccogliere, elaborare e diffondere i dati sulle pari opportunità. Petrucci: «Donne discriminate». Gironi: «Alternativa agricoltura»

Seduta del Consiglio Regionale delle Marche

ANCONA – Con 22 voti a favore e tre contrari (Leonardi, Bora, Casini), il Consiglio Regionale delle Marche ha rinviato il voto sulla pdl, a iniziativa della Giunta, per l’accesso paritario di uomini e donne alle cariche elettive, che prevede la doppia preferenza di genere. Diverse le proteste dalle tribune dove le componenti della Commissione pari opportunità hanno assistito alla seduta.

In apertura di seduta il presidente della Prima commissione affari istituzionali Francesco Giacinti (Pd) ha chiesto il rinvio della discussione del primo punto all’ordine del giorno, comunicando quanto concordato nella riunione dei capigruppo, per «la necessità di affrontare la tematica unitamente ad altre questioni legate alla riforma elettorale». La proposta è stata messa ai voti, dopo l’intervento contrario al rinvio della consigliera Leonardi (FdI) e favorevole del capigruppo Gianni Maggi (M5S). «Siamo stati fra i primi a proporre la parità di genere nella politica marchigiana – dichiara Gianni Maggi, capogruppo del M5S Marche – crediamo tuttavia che la nuova legge elettorale, che noi abbiamo formalizzato da tempo includendo ovviamente la doppia preferenza di genere per abbattere le discriminazioni nei confronti della donna, vada discussa complessivamente, non per comparti. Ecco perché abbiamo approvato il rinvio. Noi chiediamo con forza il ballottaggio, e assieme a esso, come detto, la parità di genere».

L’assessora Manuela Bora, per la quale il rinvio è «un’umiliazione per tutte le donne e per le future generazioni», ha chiesto una data certa per la discussione della pdl, mentre il capogruppo Pd Fabio Urbinati, favorevole al rinvio, ha confermato la volontà di trattare la questione entro l’estate. Alla richiesta di rinvio, il presidente Giacinti ha assunto l’impegno di discutere la proposta il 24 settembre.

Da sin. Francesca Gironi, Anna Salvucci, Manuela Bora, Paola Petrucci, Daniela Barbaresi

Intanto la Regione Marche ha costituito il tavolo regionale per le statistiche di genere che ha lo scopo di raccogliere, elaborare e diffondere i dati sulle pari opportunità. L’istituzione è prevista dall’articolo 8 della legge regionale 23/2012. La Giunta, lo scorso 11 marzo, ha approvato la delibera che avvia l’organismo. Il suo lavoro consentirà di riscontrare, in termini oggettivi, la disparità tra uomini e donne attraverso la produzione e l’uso di statistiche, e favorirà la promozione di una cultura delle pari opportunità, il contrasto alle discriminazioni, l’analisi dell’impatto degli interventi sul territorio. «La Giunta regionale intende garantire alle donne le stesse opportunità che hanno gli uomini di accedere al mercato del lavoro – dichiara l’assessora alle Pari opportunità, Manuela Bora – C’è ancora tanto da fare, nonostante che, in questi ultimi anni, la presenza femminile, nel mondo produttivo, sia aumentata, con un incremento modesto e con un differenziale del 18% a favore di quella maschile». I dati dell’Osservatorio del lavoro delle Marche (quarto trimestre 2018) evidenziano +6,3% di donne occupate (salite a quasi 291 mila unità), valore più elevato di sempre. Il tasso di occupazione raggiunge il 59% (dal 56,2% del terzo trimestre 2018) e quello di attività il 65,3%, portando le Marche a ridosso delle regioni d’Italia più virtuose».

«Se analizziamo i dati delle donne e degli uomini che hanno volontariamente rinunciato al proprio lavoro – continuato Bora – ci rendiamo però conto che il 78% sono donne e il 40% ha ammesso che lo ha fatto per l’impossibilità di conciliare la vita familiare con la carriera professionale. Questo è inaccettabile. Partire da un approccio statistico è importante perché ci consente di monitorare l’efficacia delle politiche implementate e osservare i ruoli che entrambi i generi svolgono nella società. Purtroppo le donne, anche le marchigiane, sono ai margini delle posizioni apicali. È invece fondamentale che rivendichino e conquistino un posto significativo nella società e nel mondo economico, per incidere sulla programmazione».

Il tavolo è composto dall’assessora alla Pari opportunità, dalla Consigliera regionale di parità, dalla dirigente regionale politiche attive del lavoro, da un componente delle Commissioni Pari opportunità e Osservatorio del mercato del lavoro, dell’Osservatorio regionale politiche sociali e da un esperto del Sistema statistico della Regione. La partecipazione è gratuita e le attività potranno essere svolte anche attraverso gruppi tematici, con la partecipazione, sempre gratuita, di esperti. Compiti del tavolo saranno quelli di acquisire le fonti sui temi di genere, svolgere analisi e studi, supportare la programmazione della Giunta regionale, collaborare agli Osservatori della Regione Marche, elaborare un report annuale. Daniela Barbaresi, segretaria generale Cgil Marche, sottolinea l’utilità che «istituzioni, organizzazioni sindacali, enti di ricerca si mettano insieme per condividere strategie con logica di rete. È importante partire dai dati comuni e mettere in comune i dati. Le donne si misurano ogni giorno con diseguaglianze, vecchie e nuove. Il cammino per la parità è ancora lungo, anche dal punto di vista culturale, per affermare, ad esempio, il valore della condivisione delle responsabilità familiari che ancora oggi sono soprattutto a carico delle donne».

Francesca Gironi (Donne impresa Coldiretti Marche) evidenzia «l’incremento esaltante dell’occupazione femminile in agricoltura: +150%. Le Marche sono un terreno fertile per le donne che vogliono investire in agricoltura, grazie alla multifunzionalità dell’attività promossa dalla Regione con i bandi del Programma di sviluppo rurale che incentivano agrinido, agriturismo, fattorie didattiche e longevità attiva. Molte sono imprenditrici di prima generazione: non hanno ereditato l’attività, investono invece in agricoltura, dopo essere state espulse da altri lavori». La consigliera di parità, Paola Petrucci, sottolinea che «le donne lavorano di più, ma sono anche più discriminate. Non denunciano i soprusi perché non si rendono conto di subirli, abituate a molestie che sono ormai la norma. Assistiamo anche a un maschilismo di ritorno da parte delle ragazzine: non siamo state capaci di passare, alle nuove generazioni, il testimone nella battaglia dei diritti». Anna Salvucci (commissione Pari opportunità Regione Marche) esprime invece «amarezza» per il rinvio del voto sulla doppia preferenza di genere da parte del Consiglio regionale.