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Ancona

Rimborsi Tari, Diomedi (M5S) e Berardinelli (FI): «Promesse non mantenute. Sindaco inaffidabile»

I due consiglieri chiedono che vengano rimborsate le 16mila famiglie anconetane che hanno pagato una maggiore tassa rifiuti negli ultimi tre anni, rispetto al dovuto. Mancinelli: «Saranno rimborsate nel primo semestre 2019»

ANCONA – I rimborsi per la Tari slittano al 2019 e i consiglieri Daniela Diomedi (M5S) e Daniele Berardinelli (FI) denunciano «i ritardi dell’Amministrazione» perché il «sindaco Valeria Mancinelli aveva promesso che nel 2018 sarebbero stati rimborsati i cittadini che avevano pagato più del dovuto». Anziché fare il conguaglio con la seconda rata della Tari di novembre, prima del 2019 non ci saranno i rimborsi.

Il pasticcio sulla Tari era esploso lo scorso ottobre, dopo una risposta dell’allora sottosegretario Barretta ad una interrogazione parlamentare. Il sottosegretario aveva fatto notare che molti Comuni avevano chiesto il pagamento della quota variabile (collegata al numero dei componenti di una famiglia) non solo per l’abitazione, ma anche per le pertinenze, chiedendo così ai contribuenti più di quanto dovevano versare. Su circa 40mila posizioni contributive, 16mila famiglie anconetane hanno pagato una maggiore tassa rifiuti negli ultimi tre anni. Con un esborso di circa 30 euro in più a famiglia secondo i calcoli effettuati dal Comune.

Daniela Diomedi, consigliere Movimento 5 Stelle

«Il Comune di Milano, mentre quello di Ancona aspettava Godot, – denuncia il Daniela Diomedi, capogruppo del M5S che ha presentato questa mattina un’interrogazione in Consiglio sulla Tari –  ha chiesto un parere alla Sezione Regionale di controllo della Corte dei Conti per la Lombardia sul “pasticcio Tari”. La delibera della Corte dei Conti della Lombardia è chiara: il Comune può, anzi deve, reperire le risorse a carico del bilancio e della fiscalità generale per poter rimborsare i cittadini coinvolti. Non ci pare corretto, pertanto, attendere che i cittadini stessi si attivino per ottenere quanto dovuto. Tutto ciò, oltre ad esporre il Comune a possibili contenziosi, mina alla base il rapporto di fiducia che, sulla scorta dello Statuto del contribuente, deve regolare i rapporti tra contribuente e fisco. A quanto ammonta il rimborso che complessivamente il comune di Ancona dovrebbe restituire? Il Sindaco continua a dire che il debito non esiste a bilancio perché nessuno ha fatto ricorso alla Commissione Tributaria e non esiste sentenza di condanna a pagare. Ma è lo stesso Sindaco che in campagna elettorale ha invitato i cittadini a non ricorrervi poiché sarebbero stati rimborsati automaticamente. Perché il Sindaco continua a dire che il rimborso graverà su chi ha pagato di meno quando dovrebbe essere a carico del bilancio e della fiscalità generale dell’Amministrazione? La conclusione che se ne trae è la assoluta inaffidabilità delle parole del Sindaco. Chi ha pagato in più, è meglio che si attivi».

Daniele Berardinelli e Valeria Mancinelli

«Basta perdere tempo – denuncia Daniele Berardinelli – una deliberazione della Corte dei Conti della Lombardia ha confermato che i rimborsi per la tari possono essere finanziati con risorse del bilancio comunale. Il Comune deve trovare i soldi nel bilancio. Farò una segnalazione alla Prefettura perché non c’è stata l’attenzione dovuta su questo argomento».

«Abbiamo pensato fosse opportuno aspettare che uscisse un provvedimento nazionale che ci indicasse come procedere – spiega il sindaco Valeria Mancinelli in modo da evitare ulteriori interpretazioni e pasticci. Siccome non è arrivato, i Comuni sono stati costretti al fai da te. Noi stiamo costruendo un percorso e abbiamo anche chiesto pareri tecnico giuridici. Ciò ha determinato qualche settimana di ritardo, e non riusciremo a dare attuazione al meccanismo con la rata di novembre. Ciò però non pregiudica la posizione dei cittadini, perché la prescrizione dell’eventuale diritto al rimborso di ciascun utente per l’anno 2014 scade il 31 dicembre 2019. Quindi abbiamo più di un anno per fare tutti gli atti necessari. Nel giro di qualche giorno definiremo il percorso amministrativo e su questo ci confronteremo anche con le associazioni dei consumatori entro una decina di giorni, dopodiché ne daremo attuazione. Concretamente, quindi, tutto il meccanismo andrà in attuazione nel primo semestre 2019».