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Ancona

Rilascio indebito di Green pass, i sanitari del Paolinelli di Ancona sgomenti: «Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio»

I colleghi dell'infermiere finito in manette con l'accusa di aver simulato la vaccinazione anti-Covid si dicono amareggiati e prendono le distanze dall'accaduto

Il centro vaccinale Paolinelli di Ancona
Il centro vaccinale Paolinelli di Ancona

ANCONA – «Nessuno si aspettava una cosa del genere, siamo sconcertati». Così Roberto Cameriere, medico vaccinatore presso l’hub Paolinelli di Ancona, sull’inchiesta Euro Green pass condotta dalla Squadra Mobile di Ancona, guidata da Carlo Pinto, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ancona, sfociata il 10 gennaio nell’arresto di un infermiere e nella misura cautelare dei domiciliari eseguita nei confronti di altre quattro persone.

Tra i reati contestati nell’inchiesta quelli di corruzione, falso ideologico e peculato, finalizzati all’indebito rilascio della certificazione verde (Green pass) in seguito a vaccinazioni anti-Covid non eseguite. Secondo quanto ricostruito dall’attività investigativa, l’infermiere, previa corresponsione di denaro, avrebbe simulato di inoculare il vaccino a persone richiedenti, così da far ottenere a questi soggetti il Green pass rafforzato (rilasciato solo con vaccinazione e guarigione). Nell’inchiesta sono indagate anche altre 45 persone, ma non è escluso che il numero possa ampliarsi ulteriormente.

Roberto Cameriere, responsabile centro vaccinale Paolinelli di Ancona

Una vicenda che ha suscitato scalpore, in primis tra gli operatori del centro vaccinale di Ancona, dove prestava servizio l’infermiere. «Portava quattro-cinque persone alla volta per vaccinarle, dicendo che si fidavano di lui» spiega il dottor Cameriere, riferendosi all’infermiere arrestato. Il medico sottolinea «con una massa di persone che arriva ogni giorno, fidarsi sul lavoro è fondamentale: continuiamo cercando di dare la massima solidarietà fra noi, ma l’accaduto non ci fa stare bene».

«Speriamo che gli strascichi di quanto successo – aggiunge -, non siano tali da metterci in difficoltà, ma finora le persone che sono venute per vaccinarsi al Paolinelli si sono mostrate tutte solidali nei nostri confronti». L’auspicio di chi presta servizio all’hub è quello che «non bisogna fare di tutta l’erba un fascio», ci confessa uno degli operatori.

«Noi ci sentiamo parte lesa – aggiunge il dottor Cameriere -: i soggetti che non si sono vaccinati lo hanno fatto per una scelta loro, non vogliamo che possa esserci chi pensa che l’abitudine sia questa». In tal senso il medico tiene a rassicurare la popolazione: «Continuiamo a fare il nostro lavoro regolarmente, anche se amareggiati»

Intanto al Paolinelli le vaccinazioni proseguono e l’accaduto per ora non ha scoraggiato né dissuaso la popolazione dal recarsi al punto vaccinale per le inoculazioni, tanto che come spiega il medico vaccinatore «abbiamo avuto i soliti numeri e i prenotati si sono presentati per vaccinarsi».