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Ancona

Rifiuti, Ministro Cingolani: «La scelta sia l’economicità e l’efficienza»

Per Legambiente Marche la raccolta differenziata non basta. Occorre lavorare sulla prevenzione della produzione di rifiuti

Il ministro Roberto Cingolani

ANCONA – Dopo l’entrata in vigore del D. Lgs 116/21 che rivede la classificazione dei rifiuti, il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha chiesto che «il servizio pubblico faccia un salto di qualità collocandosi in una logica di sana concorrenza con il servizio privato» per rendersi «necessariamente efficiente e vantaggioso».

L’occasione è stata la presentazione dell’ultimo rapporto sull’andamento delle buone pratiche di raccolta differenziata e riciclo nei Comuni che hanno sottoscritto l’accordo quadroAnci-Conai. Nell’occasione il Ministro ha messo in fila le priorità tornando a sottolineare l’urgenza di un intervento nazionale per ripianare le disparità territoriali sul fronte della gestione dei rifiuti rimarcando«che prima dell’intervento del legislatore i comuni esercitavano un’azione caratterizzata da ampia discrezionalità» nella definizione delle tariffe per il servizio pubblico di gestione dei rifiuti, con una Tari «talvolta utilizzata per colmare deficit di cassa». Con l’entrata in vigore del nuovo regime, secondo il Ministro «il servizio pubblico può fare un salto di qualità» prediligendo «in una logica di sana concorrenza con il servizio privato» con l’obiettivo di rendersi «necessariamente efficiente e vantaggioso»

Intanto le Marche continuano a crescere nella raccolta differenziata sfiorando il 72% nel 2020 mentre la media nazionale sale al 62%, in crescita del 3,5%.

Secondo Legambiente Marche, se sul fronte raccolta differenziata le Marche procedono spedite nel raggiungere quanto previsto dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, gli altri obiettivi previsti sono ampiamente disattesi. Passaggio alla tariffazione puntuale, realizzazione degli impianti per la gestione dei materiali raccolti, prevenzione della produzione dei rifiuti sono i passi urgenti da compiere nelle Marche e che sono già previsti dalla legge regionale.

«L’economia circolare corre spedita grazie al forte impulso dell’Europa, ai nuovi e stringenti obiettivi del conferimento in discarica del 10% dei rifiuti urbani prodotti, alla necessita di creare nuove opportunità di lavoro e di rispondere con urgenza ai cambiamenti climatici – ha detto Marco Ciarulli, direttore di Legambiente Marche che riconosce come eccellente il risultato di raccolta differenziata raggiunto nel 2020 ma ormai non più sufficiente -. Mancano alcuni tasselli fondamentali per permettere a questa regione di compiere il passo decisivo verso l’economia circolare – insiste – e l’assenza di politiche legate alla prevenzione della produzione di rifiuti ha rallentato il percorso virtuoso intrapreso».

Al direttore si affianca la Presidente di Legambiente Marche Francesca Pulcini: «Senza realizzare gli impianti per la gestione dei rifiuti raccolti, come ad esempio quelli per la frazione organica con impianti misti di digestione anaerobica e compostaggio, senza applicare la tariffazione puntuale e l’estensione della differenziata sarà molto difficile praticare fino in fondo l’economia circolare nelle Marche – aggiunge -. Per questo abbiamo chiesto alla Regione Marche che venga discussa e approvata prima possibile una legge sull’economia circolare sul modello di quanto fatto dalla Regione Emilia – Romagna. Le Marche non hanno bisogno di cambiare strada, ma soltanto di aggiustare il percorso intrapreso», ha concluso.

Il dibattito resta quindi aperto.