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Ancona

Rifiuti, linea dura per Falconara: «No al biodigestore alle Saline». Intanto Cerioni convoca l’Ata

Il Consiglio comunale ribadisce ferrea opposizione all'impianto che dovrebbe sorgere a due passi dall'abitato di Castelferretti. Giovedì 8 aprile un'importante riunione

Rifiuti, generica

FALCONARA – Falconara conferma la linea dura: «No a un biodigestore alle Saline». E rilancia con un altro tema: «Sì a una nuova gara d’appalto per affidare il servizio di gestione dei rifiuti nel territorio falconarese, in attesa che venga individuato un gestore unico per l’intero ambito provinciale». In questo modo si è espresso il Consiglio comunale, martedì 30 marzo, sul tema dei rifiuti, rispondendo alla mozione del consigliere di maggioranza Luca Grilli (Fim), divisa in due documenti.

L’ipotesi di realizzare un impianto in via Saline (a cavallo tra Ancona e Falconara, ma a pochissima distanza dall’abitato di Castelferretti), per il trattamento di rifiuti organici provenienti da cucine, mense, parchi e giardini dell’intera provincia di Ancona, è stata respinta dall’assise civica all’unanimità. «Nell’impianto per il trattamento di rifiuti organici, già inserito nella bozza del Piano d’Ambito senza un preventivo confronto con i Comuni interessati, stando alla relazione tecnica dell’Ata sarebbero conferite 70mila tonnellate di materiale ogni anno».

Motivi per cui si è arrivati ad uno no corale del Consiglio al biodigestore perché «in zona sono già esistenti attività di trattamento rifiuti e più volte i cittadini hanno denunciato odori molesti», tanto che «in virtù di questi esposti è in corso un procedimento della magistratura». Inoltre l’attività dell’impianto, data la mole di rifiuti da trattare, creerebbe «un sovraccarico del traffico veicolare all’interno dell’abitato di Castelferretti, dovendo i camion dei rifiuti provenienti da tutta la provincia attraversare il paese per raggiungere via Saline». Dunque un forte impatto sulla vita dei residenti. Per questo, con la mozione, sindaco e Giunta sono stati impegnati ad azioni conseguenti nei confronti di tutti i livelli decisionali e istituzionali, prestando la massima attenzione alla tutela ambientale del territorio e all’efficienza del servizio.

A Falconara non è andata giù, aspetto evidenziato nel documento, anche la presunta mancata condivisione con i Comuni interessati. Dopodiché il Consiglio ha approvato – stavolta a maggioranza – una seconda mozione, con la quale si dà mandato all’Ata di indire un «bando di gara per l’affidamento del servizio di raccolta, spazzamento e trasporto rifiuti per il territorio di Falconara Marittima entro il corrente anno, per consentire in piena legittimità la prosecuzione del servizio attualmente in scadenza il 31 dicembre e poter verificare sul mercato la possibilità di migliorare le condizioni tariffarie a favore dei cittadini e degli operatori economici».

Il proponente Grilli ha così commentato: «Era abbastanza ovvio che anche l’opposizione votasse favorevolmente alla mozione di contrarietà al biodigestore ma non riesco a capire l’astensione o addirittura il voto contrario alla richiesta di indire un bando di gara per l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti. Il bando, oltre a garantire il rispetto della normativa sui contratti pubblici, comporterà infatti un risparmio sulle tariffe per cittadini e operatori economici». Nel frattempo ieri, 31 marzo, il presidente dell’Ata Luigi Cerioni, dopo le crescenti polemiche degli ultimi giorni, ha indetto un’assemblea per giovedì 8 aprile, avente il seguente ordine del giorno, «le linee sulla forma di gestione integrata dei rifiuti con la scadenza dei contratti in proroga e l’adozione del piano D’Ambito con il Rapporto Ambientale e la Sintesi non Tecnica». La gestione provinciale dei rifiuti continua a tenere banco e a far discutere.