Riapre la chiesa di San Gregorio con la mostra “Terre in movimento”

Chiusa in seguito al terremoto del 1972, finalmente tornerà ad essere visitabile. Fino al 3 marzo ospiterà le fotografie di Olivo Barbieri, Paola De Pietri e Petra Noordkamp, che ritraggono il territorio marchigiano colpito dal sisma

Chiesa san Gregorio Illuminatore

ANCONA – Dopo 46 anni riapre finalmente la chiesa di San Gregorio Illuminatore in via Birarelli, accanto all’anfiteatro romano. Ora c’è la data ufficiale: venerdì 14 dicembre (ore 17) sarà inaugurata all’interno della chiesa “Terre in movimento”, la mostra di tre fotografi incaricati dalla Soprintendenza di fotografare il territorio marchigiano colpito dal sisma. Fino al 3 marzo le fotografie di Olivo Barbieri, Paola De Pietri e Petra Noordkamp, potranno essere ammirate nella chiesa di via Birarelli.

Chiesa di san Gregorio Illuminatore ad Ancona (Foto: Regione Marche)

Chiusa in seguito al terremoto del 1972 e, dopo i lavori di restauro iniziati all’inizio degli anni ’90 e interrotti e ripresi negli anni, finalmente la chiesa sarà riaperta. Inizialmente si chiamava San Bartolomeo e venne eretta intorno al 1520, con l’annesso convento, in sostituzione di quella duecentesca che franò in mare per un cedimento della rupe nel XV o XVI secolo. Caratterizzata da una pianta rettangolare, fu rimaneggiata nel 1760 dall’architetto Francesco Maria Ciaraffoni, il quale realizzò la volta a botte lunettata e la zona absidale. Gli stucchi settecenteschi sono, invece, opera dello scultore anconetano Gioacchino Varlè. Nel 1847 il complesso fu acquistato dalle monache benedettine armene e assunse la denominazione di San Gregorio Illuminatore.

All’interno della chiesa si trovava la pala d’altare di Girolamo Siciolante, la Vergine con il Bambino in trono e santi del 1570, dedicata a San Bartolomeo, protettore degli Armeni dal mercante armeno Giorgio Morato. La pala, testimonianza della presenza storica di tale comunità ad Ancona, fu portata a Milano dai commissari del Regno Italico nel 1811, e poi trasferita a Calcinate, vicino a Bergamo, dove si trova attualmente. Da poco però, dopo lunghe trattative, il Comune ha ricevuto l’ok formale e definitivo dal direttore della Pinacoteca di Brera e la pala tornerà definitivamente ad Ancona. Non sono ancora chiari i tempi esatti del ritorno, ma dopo il restauro, la pala tornerà nella sua collocazione originaria.