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Vaticano contro il ddl Zan, Arcigay Ancona: «Ingerenza inaccettabile»

L'associazione per voce di Matteo Marchegiani commenta la richiesta della diplomazia della Chiesa Cattolica di rivedere il disegno di legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l'abilismo

ANCONA – «Riteniamo inaccettabile quest’ingerenza da parte del Vaticano negli affari del nostro Paese». Arcigay Comunitas di Ancona interviene così all’indomani della richiesta della Santa Sede di rivedere il ddl Zan, il disegno di legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo.

Una richiesta, quella della Chiesa Cattolica, avanzata da monsignor Richard Gallagher, il diplomatico vaticano che tiene i rapporti con gli Stati, per la preoccupazione che la libertà di espressione venga compressa dalle nuove norme e che non si possa più svolgere liberamente l’azione pastorale, educativa, sociale, un fatto che potrebbe configurare una violazione del Concordato, mettendo a rischio la piena libertà della Chiesa cattolica.

Le critiche del Vaticano al ddl Zan

Tra i punti nodali della questione la concezione della famiglia che andrebbe a scaturire dal disegno di legge e che non coincide con la dottrina della Chiesa Cattolica, il cui nucleo familiare ruota attorno alle figure della madre, del padre e dei figli e la realizzazione nelle scuole anche Cattoliche di iniziative contro l’omofobia, in occasione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia. Di fatto è la prima volta che la Chiesa interviene nell’iter di una legge italiana.

Un tema delicatissimo, che divide le forze politiche tra chi ritiene che quella della Chiesa Cattolica sia una “ingerenza” e chi invece la vede come una opportunità per riaprire un confronto su una questione già contrastata. Ma la comunità Lgbtq è già sul piede di guerra.

Matteo Marchegiani, Arcigay Comunitas Ancona

Matteo Marchegiani, di Comunitas Ancona entra subito nel merito della vicenda e afferma: «Sareste d’accordo se la Francia o la Germania, ad esempio, si presentassero nel nostro Parlamento e bloccassero i lavori del nostro organo legislativo? Ovviamente no. L’attivazione della diplomazia Vaticana con l’utilizzo del Concordato per cercare di bloccare l’iter della legge Zan al Senato è un qualcosa senza precedenti nelle relazioni tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede».

Il timore di Arcigay è che la volontà sia «quella di sottrarre al Parlamento italiano il dibattito sulla Legge e trasformare la questione in una crisi diplomatica, mettendola nella mani del Governo Draghi per far si che tutto venga congelato.

Il Ddl Zan è una legge di iniziativa popolare, presentata da un parlamentare ed è già stata approvata da un ramo del Parlamento. Riteniamo inoltre agghiaccianti le motivazioni che portano il Vaticano ad utilizzare uno strumento così obsoleto e inappropriato».

Secondo Marchegiani il problema non sarebbe la legge, «ma la Costituzione Italiana, in particolare l’articolo 3 a cui la legge si ispira, richiamandone i diritti alle libertà e tutele fondamentali dei cittadini. La Santa Sede, ad esempio, vive come un problema il fatto che le scuole private non siano esentate dall’occuparsi di contrastare l’omofobia», ma «non è per caso compito dello Stato Italiano contrastare i fenomeni di bullismo nelle scuole?».

«La maggioranza delle persone – conclude – vuole questa legge di civiltà ed è giusto che l’iter già iniziato possa legittimamente continuare senza becero ostruzionismo. Anche per questo scenderemo in Piazza Cavour sabato 26 giugno alle 17:00 con il Marche Pride».

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