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Ancona

Rendiconto Regione Marche, via libera dalla Corte dei Conti

L'approvazione nell'udienza odierna. Criticità su sisma, Aeroporto, e Centro Agroalimentare Piceno. Non passano all'approvazione i capitoli su Interporto, Cenim e Centro di ecologia e climatologia – Osservatorio geofisico sperimentale di Macerata

Il procuratore regionale Giuseppe De Rosa

ANCONA – È stato approvato oggi (24 settembre) il rendiconto generale della Regione Marche per l’esercizio 2019. La Corte dei conti, Sezione di controllo per la Regione Marche, udite le conclusioni del Procuratore Regionale De Rosa e l’intervento dei rappresentanti dell’Amministrazione, ha parificato il conto economico e dello stato patrimoniale della Regione ad eccezione dei capitoli relativi al trasferimento ad Interporto per rimborso spese di liquidazione Cenim e ai contributi sociali Centro di ecologia e climatologia – Osservatorio geofisico sperimentale di Macerata. Ma la Corte dei Conti ha sollevato perplessità anche sul fronte dell’Aeroporto e del Centro Agroalimentare Piceno.

Sul fronte della gestione finanziaria «le verifiche svolte restituiscono un quadro sostanzialmente positivo. Sono stati rispettati l’equilibrio finanziario complessivo e gli equilibri interni di bilancio»: si legge nella nota della Corte dei Conti.

Il fondo cassa al 31 dicembre 2019 ammonta ad euro 422.620.802,49, per la maggior parte afferente alla gestione sanitaria. «Si evidenzia che nel 2019, così come negli esercizi precedenti, non si sono registrate tensioni di cassa.
Si riscontra la riduzione dei pignoramenti, in particolare quelli afferenti ai
contenziosi di vecchia data» prosegue la nota.

Per quanto riguarda l’indebitamento, invece, il fondo cassa al 31 dicembre 2019 ammonta ad euro 422.620.802,49, per la maggior parte afferente alla gestione sanitaria e la Corte dei Conti evidenzia che nel 2019, così come negli esercizi precedenti, «non si sono registrate tensioni di cassa», mentre registra «la riduzione dei pignoramenti, in particolare quelli afferenti ai
contenziosi di vecchia data». 
Inoltre, risulta una graduale riduzione dell’indebitamento, che perdura da un decennio: l’attuale durata media residua del debito regionale è pari a 9,65 anni (leggermente diminuita rispetto all’esercizio precedente, in cui risultava pari a 9,73 anni).
La spesa sostenuta per il rimborso dei prestiti in corso è stata pari ad euro 74,76 ml (di cui 51,33 ml per quota capitale e 23,42 ml per interessi), con un aumento dell’1,95 per cento degli oneri per il servizio del debito rispetto al precedente esercizio. Una parte dell’indebitamento regionale è costituita da due prestiti obbligazionari (Piceni bond e Bramante bond), entrambi con ammortamento di tipo “bullet” (cioè, con rimborso del capitale in unica soluzione alla scadenza del bond): il primo, in scadenza nel 2020, per un importo pari a 150 ml. di dollari statunitensi; il secondo, in scadenza nel 2023, di ammontare originariamente pari ad euro 400 ml. poi ridottosi ad euro 259 ml., a seguito di operazioni di riacquisto, legislativamente
autorizzate, intervenute tra il 2012 ed il 2016.

Sulla base dei dati del monitoraggio risulta che la Regione ha conseguito gli obiettivi di finanza pubblica per il 2018. Infatti, a fronte di un obiettivo di saldo di 80.095.000 euro, ha conseguito un saldo positivo di 137.696.000 euro, con una differenza positiva di 57.601.000 euro. La Regione ha conseguito, tuttavia, un saldo di cassa negativo che rileva ai fini dell’applicazione del regime premiale.

L’udienza alla Corte dei Conti

Inoltre la Regione ha conseguito gli obiettivi di finanza pubblica per il 2019, registrando un saldo positivo di euro 113 ml, a fronte di un obiettivo pari ad euro 59 ml. Rispetto al trend decrescente del biennio 2018-2019, si è registrato un aumento (4,5 per cento) delle spese in conto capitale, con un tasso di crescita di quelle di competenza (euro 206 ml), tuttavia percentualmente più esiguo rispetto a quelle di cassa.

Per quanto riguarda la gestione patrimoniale la Corte dei Conti rileva una variazione positiva del patrimonio netto, ma esprime perplessità circa l’immobile osimano adibito a sede Assam, per il quale invoca e «la massima sollecitudine nella prosecuzione del percorso intrapreso al fine di definire la vicenda». Quadro sostanzialmente positivo anche sul fronte della gestione del personale, anche se «la Sezione ha nuovamente sollecitato l’Amministrazione ad assicurare il riequilibrio della destinazione delle risorse, garantendo che una quota prevalente del trattamento accessorio complessivo, comunque denominato, sia collegata alla sola performance individuale» in riferimento al personale del comparto della Giunta.

Dal monitoraggio del sistema regionale delle partecipazioni
pubbliche analizzato sotto il duplice profilo finanziario e di efficienza gestionale, la Corte dei Conti ha sollecitato la Regione ad «un attento monitoraggio» dell‘Interporto, rimarcando come la società, all’esito dell’esercizio 2019, «ha fatto registrare una perdita di esercizio (pari
a 625.886,00 euro)
ed un ulteriore significativo incremento dell’esposizione debitoria attestata al 31 dicembre in 11.887.539,00 euro».

Faro acceso anche su Aeroporto e Centro Agroalimentare Piceno: per il Raffaello Sanzio la Corte dei Conti chiede un attento monitoraggio per quanto concerne «gli aiuti di Stato su cui si è incentrata la procedura di risanamento», mentre per il Centro Agroalimentare la criticità rilevata riguarda la dismissione della quota di partecipazione «ad oggi, non perfezionata e per il quale sono emersi profili critici con riguardo al
bilancio d’esercizio 2019 (peraltro approvato con il parere negativo del Collegio sindacale che ha rimarcato una serie di violazioni in ragione delle quali si è ritenuto che il documento contabile in parola non fornisca una rappresentazione veritiera ed attendibile della situazione patrimoniale al 31 dicembre 2019)».

Capitolo a parte, la gestione del sisma, per il quale la Corte dei Conti ha sollevato diverse criticità, fra le quali la politica attuata per fronteggiare
l’emergenza abitativa, «per la quale rilevante è il volume delle risorse finanziarie movimentate, ma che, a distanza di ormai quattro anni dagli eventi sismici, appare ancora di significativa attualità oltre che connotata da margini di incertezza, soprattutto, con riferimento alla realizzazione di unità immobiliari da parte dei Comuni-soggetti attuatori». Poi ha rimarcato «ritardo e incertezze che, a distanza ormai di quattro anni dai noti eventi sismici, si registrano con riguardo a taluni interventi, non ancora avviati, ovvero in via di definizione e, dunque, in una fase assolutamente embrionale» e ha invocato per  la Regione « un opportuno ruolo di “cabina di regia” anche al fine di individuare eventuali difficoltà attuative e, conseguentemente, proporre, in ottica collaborativa con i soggetti attuatori direttamente responsabili degli interventi in questione,
soluzioni correttive e, se del caso migliorative».

Sul fronte della spesa sanitaria l’incidenza è pari al 79,29 per cento.  La Corte evidenzia un saldo differenziale tra mobilità attiva e passiva negativo seppure in miglioramento di circa 23 milioni di euro rispetto a quello del 2018: con un saldo fortemente negativo per l’Asur che si riduce
«parzialmente solo grazie alla maggiore attrattività delle Aziende Ospedaliere e dell’Inrca».  «La Regione – prosegue la nota – non ha rispettato alcuni tetti di spesa previsti dalla normativa vigente, tuttavia, come per il 2018, è stata dichiarata adempiente avendo rispettato l’equilibrio economico complessivo».