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Ancona

Ecco le regole per la messa dal 18 maggio. Cei e Governo trovano l’accordo

Monsignor Angelo Spina, Arivescovo Metropolitano dell’Arcidiocesi Ancona-Osimo, scrive a fedeli e religiosi una lettera per esprimere soddisfazione riguardo al protocollo firmato dal cardinale Bassetti, presidente della CEI, dal premier Conte e dal ministro dell’Interno, Lamorgese

Mons. Angelo Spina

ANCONA- È arrivata una lettera, indirizzata a sacerdoti, religiosi, diaconi, fedeli laici per annunciare che il protocollo delle misure previste nell’intesa fra Cei e Governo è stato firmato.

Dopo il protocollo siglato lo scorso 7 maggio, tra Governo e Cei, che dava il via libera a partire dal 18 maggio alle messe con la presenza dei fedeli, Monsignor Angelo Spina, Arivescovo Metropolitano dell’Arcidiocesi Ancona-Osimo, esprime soddisfazione riguardo al nuovo documento protocollo firmato dal cardinale Bassetti, presidente della CEI, dal premier Conte e dal ministro dell’Interno, Lamorgese.

A partire dal prossimo 18 maggio i fedeli potranno tornare in chiesa per le celebrazioni liturgiche. All’interno del protocollo pubblicato nel sito diocesano si leggono anche le norme previste dalle autorità preposte.

«Vorrei precisare solo che il Protocollo acconsente le celebrazioni liturgiche e quindi sono ancora escluse le pie e buone pratiche di pietà – scrive Mons. Spina all’interno della lettera -. A titolo esemplificativo sono vietati ancora processioni, via crucis adorazione eucaristica comunitaria, momenti di rosario comunitario. È consentita la liturgia delle ore (che è celebrazione liturgica) e ovviamente la preghiera personale (peraltro ammessa anche prima del protocollo).

Ciascuno, attraverso l’osservanza delle norme sanitarie previste, è chiamato alla collaborazione e alla responsabilità verso la propria salute e quella degli altri. È un gesto di carità che dobbiamo a noi stessi e agli altri.
Ove possibile, tempo permettendo, onde facilitare la partecipazione di un maggior numero di fedeli, si potrà celebrare all’aperto, purché in luogo adatto e dignitoso. Anche in questo caso, si dovranno rispettare sempre e comunque le norme sanitarie previste per il sacerdote e per i fedeli».

Infine Mons. Spina porta a conoscenza di tutti che “L’Alto Comitato per la fratellanza umana”, composto da capi di diverse religioni, «ha proposto ai credenti di tutte le religioni di vivere il prossimo 14 maggio una giornata di preghiera, digiuno e opere di carità, per una comune condivisione degli spiriti per implorare Dio che aiuti l’umanità a superare questa pandemia. Il Papa ci chiede di aderire a questa giornata e io vi esorto a farlo, con la fiducia che i credenti ripongono nella preghiera».

LA LETTERA INTEGRALE INVIATA DA MONSIGNOR ANGELO SPINA

Carissimi,
abbiamo accolto molto positivamente e con viva soddisfazione il protocollo firmato il 7 maggio, a Palazzo Chigi dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, dal premier Giuseppe Conte e dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese che a partire dal prossimo 18 maggio i fedeli potranno tornare  in chiesa per le celebrazioni liturgiche e poter riprendere la condivisione, in forma comunitaria, della S. Messa.
Nelle eucarestie che celebreremo saranno sempre presenti, come lo sono stati fino ad ora, i malati, i defunti, le famiglie provate dal dolore; le persone che hanno attraversato questo periodo fatto di ansia, di solitudine, di privazioni e di disagio; i medici, gli infermieri, il personale sanitario, le persone con responsabilità amministrative e di governo, le forze dell’ordine pubblico, i tanti volontari, gli imprenditori e i lavoratori, le famiglie, i giovani, i bambini, gli anziani. Nessuno escluso. Sia sempre viva la costante preghiera per una ripresa che non lasci indietro nessuno e per una speranza viva.
La nostra Chiesa locale, le nostre parrocchie hanno fatto sentire, in questi mesi, la loro vicinanza a tutti con la preghiera, la vita spirituale, le attività pastorali, anche attraverso nuove modalità di comunicazione e attraverso un’intensa attività caritativa, che si è moltiplicata di fronte alle tante nuove situazioni di povertà.
In questo periodo, con sofferenza ma con grande responsabilità, animati da carità verso tutti, abbiamo accettato le restrizioni per le celebrazioni.

Da lunedì 18 maggio riprenderanno le celebrazioni liturgiche in chiesa, invito tutti a prendere sul serio e rispettare scrupolosamente le norme stabilite dal Protocollo tra la Conferenza Episcopale Italiana e la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Rimando l’accurata lettura del documento che già vi ho inviato e che trovate sul sito internet della diocesi, documento che non ha bisogno di ulteriori esplicitazioni.
Vorrei precisare solo che il Protocollo acconsente le celebrazioni liturgiche e quindi sono ancora escluse le pie e buone pratiche di pietà. A titolo esemplificativo sono vietati ancora processioni, via crucis, adorazione eucaristica comunitaria, momenti di rosario comunitario, E’ consentita la liturgia delle ore (che è celebrazione liturgica) e ovviamente la preghiera personale (peraltro ammessa anche prima del protocollo).
Ciascuno, attraverso l’osservanza delle norme sanitarie previste, è chiamato alla collaborazione e alla responsabilità verso la propria salute e quella degli altri. È un gesto di carità che dobbiamo a noi stessi e agli altri.
Ove possibile, tempo permettendo, onde facilitare la partecipazione di un maggior numero di fedeli, si potrà celebrare all’aperto, purché in luogo adatto e dignitoso. Anche in questo caso, si dovranno rispettare sempre e comunque le norme sanitarie previste per il sacerdote e per i fedeli.
Se non ci saranno ulteriori indicazioni da parte della CEI o del Santo Padre, invito tutti i sacerdoti, i religiosi, i diaconi, a partecipare alla celebrazione della Messa Crismale (poiché la natura della messa crismale è di evidenziare il sacerdozio battesimale di tutto il popolo,  nel quale si inserisce il dono del sacerdozio ministeriale, bisogna valutare bene l’accesso di alcuni laici che rappresentino tutto il popolo di Dio)  il 30 maggio, vigilia della Pentecoste, alle ore 10.00 nella cattedrale di S. Ciriaco,  Messa in cui, con la benedizione degli Oli, vengono offerti ai credenti i segni dell’amore di Dio che fa nuova la nostra vita. Rinnoveremo le promesse sacerdotali.
Altro invito: L’“Alto Comitato per la fratellanza umana”, composto da capi di diverse religioni, ha proposto ai credenti di tutte le religioni di vivere il prossimo 14 maggio una giornata di preghiera, digiuno e opere di carità, per una comune condivisione degli spiriti per implorare Dio che aiuti l’umanità a superare questa pandemia. Il Papa ci chiede di aderire a questa giornata e io vi esorto a farlo, con la fiducia che i credenti ripongono nella preghiera.

In questo mese mariano affidiamo alla Regina di tutti i Santi, che veneriamo nella nostra cattedrale, le nostre ansie, le nostre paure, i nostri dolori, le nostre speranze, affinché interceda perché il mondo venga  liberato dalla pandemia.
In unione di preghiera, tutti saluto e benedico.