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Ancona

Referendum Area marina del Conero, bocciato il quesito. L’amarezza del Comitato promotore. Rubini (Aic): «Decisione gravissima»

«Le proposte della Commissione comunale? Una presa in giro» . Il consigliere: «Miopia politica, i cittadini devono potersi esprimere». Tramonta il sogno ambientalista ma «non si escludono ulteriori passi»

ANCONA – Referendum per l’Area marina protetta del Conero (Amp), bocciato il quesito referendario. A farlo sapere è il Consiglio direttivo per l’approvazione del referendum. Una consultazione, quella sull’Area marina, che sarebbe servita a far esprimere i cittadini sulla volontà (o meno) di istituirla, per tutelare la biodiversità della riviera del Conero. 

Il parere della Commissione consiliare, che avrebbe dovuto valutare l’ammissibilità del quesito, è arrivato due giorni fa. L’esito? Bocciato. Così, pare tramontare il sogno degli ambientalisti e di molti cittadini anconetani, che – con l’Amp – prevedevano maggiori tutele per la costa e una salvaguardia dell’ecosistema marino, nel segno di un turismo sostenibile.

E pensare che per la Sindaca dorica, Valeria Mancinelli, l’Area marina protetta era una delle priorità quando venne eletta, al suo primo mandato. Poi, il dietro front alle ultime amministrative. E ora restano amarezza e delusione nelle parole di Roberto Picciafuoco, del Comitato promotore per il referendum, che sulla strada verso l’Area marina protetta ha trovato molti ostacoli.

«La Commissione consiliare, ritardando oltre la minima decenza il pronunciamento sull’ammissibilità del referendum rispetto a quanto previsto da Regolamento e Statuto comunale (che prevedeva il termine di 15 giorni), ha formulato una proposta di quesito alternativa che è una presa in giro» – dicono dal Comitato pro Amp.

“La bocciatura? Una decisione gravissima” – fa sapere Francesco Rubini, consigliere comunale di Altra idea di città (foto d’archivio)

«Secondo la Commissione comunale – fanno sapere gli ambientalisti – il quesito referendario dovrebbe passare da tre ad una quarantina di righe, per elencare una serie di limitazioni faziose e fuorvianti, perché non vengono citati i benefici né i vantaggi ambientali ed economici dell’Amp». Tra i presunti divieti da inserire nel quesito, per la Commissione che l’ha bocciato, quello della navigazione a motore. «Peccato che tale divieto – sostengono dal Comitato referendario – non sia previsto, non essendo ipotizzata la zona A di tutela (riserva integrale) per la costa del Conero». Ciò, insomma, genererebbe una «percezione falsata nell’elettore».

Una sconfitta preannunciata, secondo il Comitato per il referendum, in quanto «l’esito del parere è formulato da una maggioranza che sin da subito ha temuto il pronunciamento popolare, ostruendolo in ogni modo. Ma gli anconetani sappiano che continueremo a denunciare chi vuole governanti e sudditi e non un’amministrazione democratica rispettosa dei diritti cittadini».

Ulteriori passi avanti? «Forse, è una decisione che prenderemo insieme» – sottolinea Picciafuoco. Mentre Francesco Rubini, consigliere comunale di Altra idea di città (Aic), fa sapere che la bocciatura del quesito è «una decisione gravissima, frutto della miopia politica. Il centrosinistra cittadino non vuole l’Area marina – fa sapere in un post su Facebook – e neppure che i cittadini si esprimano. Ora la palla passa al Consiglio, da cui ci auguriamo possa arrivare un sussulto di dignità e coraggio».