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Ancona

Referendum Aerdorica, vince il “No”. Al via il piano degli esuberi

La riduzione del personale potrebbe interessare 30-35 unità. L'amministratore unico Massei: «Nella giornata di oggi partirò con la riduzione delle indennità per i lavoratori»

L'aeroporto di Falconara
L'aeroporto di Falconara

FALCONARA- Referendum Aerdorica, i lavoratori hanno deciso: no al piano di riorganizzazione del personale della società che gestisce l’aeroporto delle Marche. L’accordo prevedeva tagli di stipendi e indennità per 1,3 milioni di euro e ammortizzatori sociali a partire dai prossimi mesi. Su 97 dipendenti hanno votato in 91: 52 hanno espresso parere negativo, 39 positivo. Immediato quindi l’avvio del piano degli esuberi, la riduzione del personale potrebbe interessare 30-35 unità.

«Come amministratore unico della società di Aerdorica prendo atto dell’esito del referendum dei lavoratori dello scalo, voluto dai sindacati. La loro decisione di andare avanti con gli esuberi mi rattrista ma devo dare seguito a questa volontà per portare avanti il piano di risanamento, attestato e posto come condizione essenziale per uscire dalla fase prefallimentare- dichiara Federica Massei-. Nella giornata di oggi partirò con il piano esuberi e la riduzione delle indennità per i lavoratori, misure necessarie per garantire quel ridimensionamento del costo del lavoro necessario e strumentale al perseguimento dell’equilibrio economico della società e quindi per scongiurare lo stato di insolvenza in capo alla stessa».

Sull’esito del referendum interviene Sandro Zaffiri, consigliere regionale Lega Nord, nonché presidente Commissione di inchiesta su Aerdorica. «Probabilmente i 59 NO sono in gran parte quei lavoratori che quotidianamente operano nel “piazzale”, cioè quelli che veramente servirebbero all’Aerdorica per un servizio  di cui non si può fare a meno per garantire la sicurezza e le attività connesse ai voli. Infatti il Carroccio ricorda che in passato l’Aeroporto a parità di traffico aereo aveva un numero  di dipendenti significativamente inferiore a quello attuale- afferma Zaffiri-. In sostanza, i numeri dimostrano che alcune attività non sono indispensabili all’interno dell’Aerdorica e quindi è ora che si proceda con una sana politica di riorganizzazione del personale».