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Ancona

Raccontare Idomeni attraverso lo sguardo dei bambini

Edoardo Premoli racconta il campo profughi di Idomeni, al confine greco-macedone, attraverso lo sguardo dei bambini. La sua mostra fotografica sarà all'informagiovani fino al 19 maggio. Premoli: «I bambini sono la sopravvivenza di Idomeni»

Idomeni di Edoardo Premoli

ANCONA – Attraverso scatti che ritraggono bambini, Edoardo Premoli racconta Idomeni, la città trasformata a partire dal 2014 in un grande campo profughi che ha accolto ogni giorno sempre più persone scappate dalla guerra civile in Siria. La sua mostra fotografica “La lunga attesa. Raccontare Idomeni attraverso lo sguardo dei bambini” che, ha dato il via alla manifestazione AnconaCrea, è visitabile all’interno dell’Informagiovani fino al 19 maggio.

Nel 2016, Edoardo Premoli, studente di Mediazione linguistica e culturale presso l’Università Statale di Milano, ha partecipato alla campagna #overthefortress del progetto Melting Pot Europa. «Era già un po’ di tempo – racconta – che dedideravo fare un reportage sulla situazione dei campi profughi ai confini dell’Unione Europea. Volevo informare e soprattutto informarmi. Poi una sera per caso sono venuto a sapere della spedizione overthefortress che sarebbe partita per Idomeni da lì a pochi giorni e mi sono aggregato. Col senno di poi posso dire che la meta non sarebbe potuta essere più azzeccata».

In seguito ai suoi due viaggi al campo profughi di Idomeni al confine greco-macedone ha voluto esporre alcune delle sue fotografie con lo scopo di mostrare una realtà troppo spesso resa invisibile e ignorata. La scelta di esporre solo ritratti infantili è dovuta alla volontà di mostrare ciò che rende possibile la sopravvivenza in quei luoghi e di portare lo spettatore ad interrogarsi sul futuro di queste nuove generazioni. «Ho scelto di concentrarmi sui ritratti dei bambini – spiega Premoli –  per due motivi. Il primo è legato a una considerazione nata mentre mi trovavo nel campo profughi. Lì ho capito che i bambini sono la sopravvivenza di Idomeni perché danno alle persone una ragione per continuare a vivere e a sperare in un futuro migliore. Il secondo motivo è il mio tentativo di spingere il mondo occidentale a riflettere sul futuro che può essere offerto o negato a queste nuove generazioni».

Edoardo Premoli

La passione per la fotografia di Edoardo nasce dopo aver trascorso sei mesi a Londra dove «ho potuto, oltre che lavorare e studiare, conoscere persone, usi e costumi, abitudini, desideri, vite, assolutamente diversi dalle mie. È qui che ho deciso di entrare nel vastissimo mondo della fotografia e grazie ad essa posso avere una valida compagna che aiuta la mia fragile memoria. Ora fotografo con l’idea di poter trasmettere qualcosa, a chi osserva, ma soprattutto a me. Posso inventare, modificare, creare una storia, posso divertirmi. Posso mentire o raccontare la verità. Posso esprimermi o rimanere nascosto dietro a uno scatto. Posso studiare un soggetto o posso semplicemente cristallizzarne un momento o un particolare spontaneo. Posso fare ciò che voglio. È questo ciò che più mi attrae di questo mondo, la libertà. Nella mia ingenuità di venticinquenne, ciò che mi spinge ad andare avanti è l’idea che un giorno possa riuscire ad aiutare qualcuno attraverso i miei scatti, possa riuscire a “salvare il mondo”; forse impossibile, ma perché rinunciarci proprio ora?».

Orari di apertura della mostra: lunedì e martedì: 9.30 – 13 e 16 – 19; mercoledì e venerdì: 9.30 – 13; giovedì: 10 – 18.

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