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Ancona

Prove di contingentamento, il questore di Ancona valuta varchi anti-alcol in piazza del Papa

L'ordinanza anti degrado non basta a contenere gli episodi di movida molesta. Le reazioni degli esercenti: «Il problema è culturale e sociale, non si risolve con la gente seduta dopo mezzanotte»

I controlli della Polizia in piazza del Plebiscito

ANCONA – A una settimana esatta dall’entrata in vigore dell’ordinanza anti degrado, il Questore Cesare Capocasa avanza un’ipotesi che per altro aveva attuato durante il suo periodo di servizio a Ferrara: il controllo degli avventori tramite varchi presidiati da uomini delle forze dell’ordine. Quindi non proprio un contingentamento della Piazza, misura che comunque potrebbe essere presa in considerazione come extrema ratio se dovessero ripetersi episodi di movida molesta. Ma un modo per scoraggiare che volesse accingersi ad entrare nel salotto del centro storico portandosi bottiglie e bevande da casa, fenomeno purtroppo in voga tra i più giovani e testimoniato dalle bottiglie in vetro che la mattina vengono rinvenute tra Piazza del Papa e le vie limitrofe. 

La misura

Per ora il check point lungo gli accessi che conducono in Piazza del Papa è solo un’ipotesi, dunque non in via di attuazione. Ma gli ultimi episodi verificatisi nel centro città costringono le autorità ad una riflessione ulteriore rispetto all’ultima misura restrittiva introdotta una settimana fa. Infatti nonostante l’entrata in vigore dell’ordinanza anti degrado, purtroppo non si sono spenti i focolai di movida molesta che preoccupano non solo le autorità, ma anche gli operatori dei bar della piazza. Infatti sabato scorso il Civico 61 è stato vittima dell’ultimo gioco dei molestatori della movida: il lancio del drink tra i tavoli del dehor. Episodio che si era verificato già qualche sera prima in uno dei bar dell’area limitrofa a Piazza del Papa. In quel caso gli autori del gesto sarebbero anche rimasti ad aspettare la reazione dei malcapitati per cercare la rissa. Dunque in città si comincia a respirare un’aria abbastanza pesante, tra i bulli che scimmiottano le gang delle metropoli europee e le autorità che in qualche modo cercano di utilizzare gli strumenti in loro possesso per arginare il fenomeno. Ma in mezzo ci sono le attività economiche, che restano stritolate tra gli uni e gli altri.

Le reazioni

«Il problema è di natura culturale e sociale – afferma Michele Zannini, titolare del Caffè Giuliani – non si risolve facendo stare la gente seduta dopo mezzanotte». L’esercente si riferisce ad uno dei punti in evidenza nel testo dell’ordinanza comunale, che prevede il divieto di somministrazione di bevande da asporto dopo la mezzanotte. Ed è questo il nodo che ha riscontrato un forte malcontento tra i gestori dei bar e dei locali del centro città. E nonostante l’introduzione di regole più rigide, purtroppo, sabato scorso non sono mancate risse e provocazioni dei soliti disturbatori.

«C’è un brutto clima – continua Zannini – bisogna diffondere una cultura diversa». Cosa non proprio facile, soprattutto a breve termine. E con la bella stagione alle porte gli operatori si interrogano su come organizzare il lavoro compatibilmente all’ordinanza che avrebbe scadenza il 30 giugno. «Speriamo che a luglio non sia più in vigore» si augura Zannini.

«Ci atterremo alle regole – assicura l’avvocato Michele Cantarini, presidente dell’Arci che ogni anno gestisce lo spazio del Lazzabaretto – noi apriremo la seconda metà di giugno, quindi con l’ordinanza ancora in vigore. Ma, rispetto all’anno scorso, per noi cambia poco. Solo il fatto di non dover somministrare drink da asporto dopo mezzanotte». Infatti il Lazzabaretto, per scelta, la scorsa estate aveva deciso di osservare la chiusura all’una. «Però andrebbe colpito chi delinque – precisa Cantarini – altrimenti si finisce per penalizzare indiscriminatamente chi non ha responsabilità».