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Ancona

«Noi stiamo con gli Angeli». La protesta dei genitori dei bambini “speciali” del Bignamini (VIDEO)

«Lo scorso anno per 24 alunni c’erano 17 insegnanti, quest’anno 11 per 26 bambini. La scuola è iniziata e ad oggi ci troviamo solo con 6 docenti e gli altri 5 che devono essere nominati», dice Selenia Manganaro, rappresentante dei genitori. Si teme la chiusura della scuola speciale di Falconara

ANCONA- “Noi stiamo con gli Angeli”. Le mamme e i papà dei bambini “speciali” del Bignamini tengono stretti in mano striscione e cartelli sotto la sede dell’Ufficio Scolastico Regionale in via XXV Aprile. Una protesta per chiedere che vengano rispettati i diritti dei bambini disabili. I genitori hanno appreso nei giorni scorsi della drastica riduzione degli insegnanti e temono addirittura la chiusura della scuola speciale. Il Bignamini fa parte dell’Istituto Comprensivo Falconara Centro e ospita bambini dell’infanzia e delle primarie provenienti da tutta la provincia e bisognosi di assistenza continua, tanto da rendere impossibile la scolarizzazione nelle altre scuole pubbliche. Come prevede il decreto ministeriale, ogni alunno deve essere seguito da un’insegnante e le lezioni vengono modulate sulle necessità e potenzialità di ognuno. Tra scuola dell’Infanzia e scuola Primaria, al Bignamini ci sono 26 bambini.

«Vogliamo che il direttore scolastico regionale, Marco Ugo Filisetti, rispetti la convenzione tra l’Istituto Comprensivo e la Scuola Speciale Bignamini- spiega Selenia Manganaro, rappresentante genitori Bignamini-. Lo scorso anno per 24 alunni c’erano 17 insegnanti, quest’anno Filisetti ha deciso di assegnare soltanto 11 insegnati per 26 bambini. La scuola è iniziata e ad oggi ci troviamo solo con 6 insegnati e gli altri 5 che mancano ancora devono essere nominati».

Alcuni dei cartelli esposti durante la protesta

A dare manforte ai genitori anche i sindacati della scuola che lunedì 24 settembre alle 15, incontreranno il Direttore Scolastico Regionale. «Abbiamo chiesto incontri urgenti anche alla Fondazione Bignamini, al Dirigente Scolastico, all’amministrazione al Garante dei minori, all’assessore regionale Loretta Bravi e al presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo affinché si faccia velocemente chiarezza su una questione così delicata, evitando sterili e inopportuni rimpalli di responsabilità, nell’interesse degli alunni e delle loro famiglie che hanno il diritto di veder garantiti adeguati livelli di istruzione e assistenza».

Presenti alla protesta anche la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Romina Pergolesi, il consigliere comunale di Ancona Diego Urbisaglia e l’assessore ai Servizi Scolastici del Comune di Falconara Yasmine Al Diry.

«Sono con i genitori, mi faccio garante dei diritti dei cittadini. Mi auguro che l’Ufficio Scolastico Regionale ascolti le mamme e i papà. Martedì incontrerò Filisetti – riferisce l’assessore Yasmine Al Diry -. Conosco la problematica in quanto sono insegnate di sostegno e so quanto questi bambini posso donarci. Io sto con gli angeli».

L’ombudsman delle Marche si è mobilitato denunciando la vicenda ai ministeri competenti. «Il diritto all’istruzione e alla socializzazione va assicurato a tutti i bambini. Soprattutto a quelli più in difficoltà. Trovo inaccettabile quanto mi hanno raccontato le mamme. Come garante regionale dell’Infanzia ho sentito il dovere di intervenire molto duramente nei confronti dell’Ufficio scolastico regionale, invitandolo all’adozione di misure immediate affinché venga assicurato il diritto a questi bambini a un’istruzione adeguata. Ho denunciato la vicenda anche ai ministeri competenti, riservandomi di porre in essere ulteriori azioni. Perché il livello di civiltà e di umanità di un paese si misura a partire dal rispetto dei diritti sociali».

La protesta dei genitori

Una delegazione di genitori è stata ricevuta dal direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, Luca Galeazzi in sostituzione del Filisetti. Mamme e papà porteranno avanti questa battaglia fino a quando la preoccupante e spiacevole situazione non sarà risolta.

Mentre in via XXV Aprile era in corso la protesta dei genitori dei bambini disabili, l’assessore regionale all’Istruzione, Loretta Bravi, ha fatto visita al Bignamini per approfondire le questioni e le criticità legate alla frequenza della scuola da parte di alunni con gravi disabilità. «Questa visita è segno dell’attenzione particolare che la Regione pone in qualità di soggetto istituzionale alla questione. Lo scopo è quello di farsi portavoce delle criticità emerse e delle difficoltà delle famiglie. Ascolteremo tutti gli interlocutori necessari raccogliendo e accogliendo le istanze che emergono- ha dichiarato l’assessore al termine dell’incontro-. È un dato evidente che la giunta investe con fondi significativi su famiglia e disabilità con una ripartizione dettagliata e puntuale. È un fatto anche che l’assegnazione dell’organico non è di competenza della Regione, ma di competenza dell’Ufficio scolastico regionale come pure il rispetto delle convenzioni, del loro disciplinamento e dei codici meccanografici alle scuole. È altrettanto evidente che l’integrazione scolastica in casi cosi fragili urge di maggiori prospettive anche in base ai piani educativi personalizzati. Vorrei ricordare però che il nuovo governo ha istituito un Ministero apposito su famiglia e disabilità. Pertanto affinché non sia puro nominalismo, ci faremo portavoci delle richieste necessarie a sostegno della famiglia e delle scuole e chiederemo un incontro al Ministro. Inseriremo inoltre le scuole “con particolari finalità” nel piano di dimensionamento regionale che in questo triennio si è costantemente basato su fabbisogni reali emersi in itinere e non su piani di offerta formativa utopistici. Oggi qui la richiesta dovrebbe essere corale non solo legata a risorse economiche, ma come frontiera culturale di diritti e piena inclusione».