Promuovere l’uso della bicicletta ad Ancona: ecco il “Collettivo 25 kmh”

Il progetto prevede di sensibilizzare i cittadini ma per non usare l'auto servono infrastrutture che nel capoluogo dorico mancano. Tra le iniziative in programma anche la partecipazione a Kum! Festival, il Festival della Persona e il Bike Pride.

Il Collettivo 25km/h per la mobilità sostenibile e l'uso della bicicletta ad Ancona
Il Collettivo 25km/h per la mobilità sostenibile e l'uso della bicicletta ad Ancona

ANCONA- La bicicletta per andare a lavoro oppure per muoversi nel tempo libero contrastando i problemi legati al traffico urbano e all’inquinamento. Ad Ancona si è costituito il “Collettivo 25 kmh” per promuovere l’utilizzo delle due ruote e incrementare il numero di persone che si muovono in modo alternativo e sostenibile. Il progetto è nato dalla collaborazione di singoli cittadini, associazioni e aziende del territorio ed è stato ideato da Zucchero a velò, Legambiente Marche, Ciclofficina, Decathlon, Ebiketruck e Fondazione Michele Scarponi. Con una serie di iniziative e attività nel capoluogo, il Collettivo cercherà di sensibilizzare la cittadinanza all’uso della bici e di stimolare l’amministrazione comunale ad adeguare le infrastrutture.

«Una mobilità diversa può far diventare Ancona più moderna e sostenibile – spiega Gabriele Battistoni, titolare di Zucchero a velò -. Purtroppo l’utilizzo della bici qui è ancora poco diffuso, questa cultura è praticamente agli esordi. Ci siamo resi conto che tutte le iniziative a tema erano solitarie e poco coordinate tra loro. Per questo motivo abbiamo pensato di lavorare in rete, creando un collettivo con diverse entità che potessero fornire le proprie visioni e i propri contributi a una tematica assolutamente attuale come la mobilità sostenibile».

«Ciò che accomuna il Collettivo è la mobilità dolce e sostenibile. Come singoli abbiamo fatto molto in questo campo e abbiamo deciso di coordinare le attività. Ci siamo immaginati un nuovo scenario: le persone che ad Ancona si muovono in bicicletta, camminano a piedi oppure utilizzano l’autobus – afferma Tommaso Sorichetti, user experience designer -. Il nostro è un gruppo aperto, il nostro intento è aumentare il numero di persone che utilizzano mezzi non inquinanti per muoversi».

«La mobilità sostenibile è il futuro, non è possibile che un capoluogo di regione come Ancona rimanga indietro su questo tema» dichiara Luciano Gambi del Dechatlon di Camerano.

Tra le esperienze già in atto, messe in piedi singolarmente dai membri del Collettivo, c’è quella di Zucchero a velò, il primo Bike Cafè di Ancona che oltre al cibo propone un piccolo bici-noleggio, gli attrezzi per un veloce self-repair e la consegna del pranzo a domicilio in bicicletta.

C’è poi la Ciclofficina Ancona Social Club che, come spiega la presidente Milva Marzioni, «si occupa di recuperare le bici dismesse per rimetterle in vita. Alcuni materiali vengono invece riutilizzati per creare elementi di arredo. Abbiamo realizzato progetti con l’Autorità di Sistema e la Fincantieri».

Paolo Bonetti, amministratore Ebiketruck, presenta invece questa realtà, nata appena un anno fa, che si occupa del noleggio di biciclette a pedalata assistita. «Oltre al noleggio delle bici, offriamo anche tour ad Ancona, nel Parco del Conero e nel Parco dei Monti Sibillini con guide brevettate. Stiamo lavorando con l’Autorità di Sistema Portuale e per tutta l’estate abbiamo avuto il nostro gazebo allo sbarco dei crocieristi della Msc per offrirgli tour in bici – riferisce Bonetti -. Io non uso la macchina da giorni, credo molto nella mobilità a due ruote».

Anche ad Ancona Legambiente porta avanti il progetto nazionale “Volontari per natura”. «Si tratta di un questionario sul monitoraggio dell’inquinamento, nel nostro caso atmosferico. Si invita alla cittadinanza attiva: i cittadini compilano volontariamente il questionario segnalando gli spostamenti che fanno con la macchina. Possiamo renderci conto di tutti quelli che non sono necessari e capire che cosa migliorare» riferisce Marco Ciarulli, direttore Legambiente Marche.

Le idee del Collettivo 25 kmh per rendere Ancona più sostenibile e incoraggiare l’uso della bicicletta sono tante, a cominciare dall’installazione delle rastrelliere dietro agli autobus per permettere ai passeggeri di caricare la bici senza occupare spazio all’interno del mezzo. E ancora guerrilla legale, “zone 30”, bike sharing, car sharing e cargo bike, turismo sostenibile. Come è noto nel capoluogo dorico, anche per via della sua conformazione, non ci sono abbastanza piste ciclabili. Il tratto che da via Giordano Bruno arriva alla stazione è ben messo mentre quello che dalla rotatoria della stazione arriva alla rotatoria successiva dovrebbe essere sistemato meglio.

Con il bando periferie e quindi con la riqualificazione degli Archi, è prevista una pista ciclabile in via Marconi mentre al momento sembra rimanere chiusa in un cassetto quella che doveva collegare Piazza d’Armi al Passetto. «Questa pista ciclabile era uno dei progetti del Bilancio partecipato del 2016. Non si sa dove sono finiti i soldi per realizzarla» dichiara Milva Marzioni.

Tra le iniziative in programma, il collettivo 25 kmh sarà presente al KUM! Festival, che si terrà alla Molte Vanvitelliana di Ancona dal 18 al 20 di ottobre; il 26 e 27 ottobre in piazza Pertini al Festival della Persona a cura della Confartigianato mentre a fine ottobre inizi di novembre ci sarà un grande evento: il Bike Pride.

Il nome del Collettivo è stato ispirato dal libro di Ivan Illich, “Elogio della bicicletta”, nel quale lo scrittore e filosofo austriaco sostiene che 25 kmh sia la velocità entro cui ci si può muovere per avere la possibilità di osservare, sentire e ascoltare il mondo circostante. È la velocità popolare, che può essere sostenuta da tutte le persone. Oltre quella soglia, invece, si va troppo veloci senza percepire gli altri e la natura.