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Ancona

Primarie del centrosinistra di Ancona, la candidata Simonella: «Le mie priorità sviluppo economico e lavoro, giovani e attenzione ai più fragili»

Domenica 27 novembre l'attuale assessore al Porto e al Bilancio del Comune di Ancona sfiderà alle urne il suo avversario Carlo Pesaresi per essere la candidata sindaco alle elezioni ammnistrative del 2023 della coalizione di centrosinistra “Progetto Ancona”.

Ida Simonella

ANCONA- Ida Simonella, attuale assessore al Porto e al Bilancio del Comune di Ancona, è candidata alle primarie del centrosinistra. Domenica 27 novembre sfiderà alle urne il suo avversario Carlo Pesaresi per essere la candidata sindaco alle elezioni amministrative del 2023 della coalizione di centrosinistra “Progetto Ancona” (Partito Democratico, Azione, Italia Viva, Partito Socialista Italiano, Articolo Uno, Lista Civica AncoraXAncona e da PopolarixAncona).

Cinquantacinque anni, sposata, 2 figli. Nata a Fermo, Ida Simonella è cresciuta a Montalto Marche e anche se vive a Pesaro, ha fatto di Ancona la sua casa. Arrivata nel capoluogo per un master all’Istao nel ’92, dove poi ha lavorato occupandosi anche di trasporti e infrastrutture, è legata alla città ormai da 30 anni. Nel 2013, dopo aver conosciuto casualmente il sindaco Valeria Mancinelli a un incontro, è entrata a far parte della sua squadra di governo iniziando così la sua avventura in politica.
L’abbiamo intervistata per conoscerla meglio, comprendere la sua visione, capire quali sono le sue priorità per Ancona e i temi più importanti del programma elettorale.

Assessore Simonella, nonostante non sia anconetana ha deciso di candidarsi alle primarie. Come mai è voluta scendere in campo? Perché vorrebbe essere lei la candidata sindaco del centrosinistra?
«Perché ad Ancona devo la mia formazione, l’Istao, la mia professionalità, sul porto, il mio impegno politico. Sono approdata ad Ancona 30 anni fa e le esperienze maturate nel privato e nel pubblico mi dicono che posso essere utile alla città».

Se dovesse battere il suo avversario alle primarie ed essere eletta sindaco alle prossime amministrative, che cosa pensa di poter dare ad Ancona?
«La certezza di mettere a terra i tanti investimenti che abbiamo progettato e finanziato, la competenza e la capacità di lavorare per obiettivi, la modernità ovvero la scelta di spostare la visione su obiettivi nuovi».

In un certo senso lei rappresenta continuità con l’amministrazione Mancinelli. Proseguirà sul cammino battuto in questi 10 anni o intraprenderà nuove strade?
«La continuità è nel metodo: bilancio risanato e fondamentali sani; costruzione delle strategie con immediato impegno a non rimanere nel vago e ricerca delle risorse economiche per realizzarle. Su questo, in questi anni siamo stati bravi. Le nuove strade sono invece dettate da nuovi obiettivi che il tempo ci impone e da una squadra rinnovata per realizzarli».

Sostenibilità, porto, sociale, giovani… Quali sono i temi principali del suo programma e quali gli obiettivi più importanti che vorrebbe raggiungere?
«Sviluppo economico e lavoro, senza quello non c’è benessere e non c’è tenuta sociale. E poi non lasciare indietro nessuno, specie i più fragili. La qualità di una amministrazione si misura da questo. Sui giovani scommettere, affidando ruoli di responsabilità».

Quali sono le priorità per Ancona?
«Sicuramente i punti della domanda precedente. In termini di rigenerazione direi la rigenerazione dei due mercati, quello delle Erbe e quello del Piano. Una rigenerazione fisica, economica e sociale».

Come immagina Ancona tra cinque anni sotto la sua guida?
«Un anello filoviario che costituisce la nostra metropolitana di superficie, autobus elettrici, di più in bici e a piedi a Portonovo, edifici pubblici alimentati tutti da energia rinnovabile e i traghetti nell’area ex silos. Insomma, una Ancona più green».

Per quale motivo i cittadini dovrebbero votarla?
«Per il coraggio e la passione, per la competenza, per la sincera volontà di fare del bene per Ancona».