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Ancona

Posatora, nuova “visita” dei cinghiali nel quartiere anconetano

Nella serata di mercoledì 24 marzo sono stati avvistati ungulati sia nella zona del Parco che del cimitero. Le autorità monitorano la situazione dopo i precedenti avvistamenti di inizio 2021

Avvistamento Cinghiali
I cinghiali avvistati dalle parti del cimitero di Posatora

ANCONA- Dopo una pausa di qualche settimana, dove non si erano registrate altre segnalazioni, sono riprese le “visite” dei cinghiali nel quartiere di Posatora ad Ancona. Anche ieri sera – 24 marzo – ricalcando gli episodi già descritti che si sono susseguiti tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, una famiglia di cinghiali è stata avvistata dai residenti dapprima nella zona del Parco e poi in quella del cimitero. Non ci sono state conseguenze ma le immagini sono subito state girate alle autorità che hanno ripreso il monitoraggio della questione.

All’inizio di marzo gli avvistamenti avevano riguardato la zona dell’ex Crass ma anche altre aree urbane e trafficate durante il giorno. I cittadini, riuniti in Comitati spontanei, avevano già provveduto per tempo a segnalare il problema ricevendo la garanzia di attenzione. Il 15 dicembre, invece, visite di cinghiali erano state segnalate sopra il centro Zaffiro e prima ancora, ad ottobre, in Via del Fornetto in pieno giorno. Anche il Taunus, la nota zona turistica sulla strada che porta a Sirolo e Numana, era stato oggetto di “visite” soprattutto per la sua vicinanza al Conero.

Se gli esponenti di Lac Marche (Lega per l’Abolizione della Caccia) avevano invitato a non preoccuparsi vista – testualmente – “la non aggressività del cinghiale descritto come esemplare intelligente in grado di capire la non convenienza del rapportarsi con l’uomo”, Coldiretti Marche aveva chiesto un’adeguata attenzione al problema onde evitare conseguenze dannose per i cittadini:

«Le incursioni dei cinghiali fin dentro la città di Ancona rendono la situazione emergenziale del proliferare della fauna selvatica evidente anche a tutti coloro che non se ne erano accorti e a quanti, negli anni, hanno cercato di minimizzare- avevano scritto i responsabili di Coldiretti il 5 marzo scorso – Per questo è necessario prevedere una deroga all’attività di selezione per la provincia di Ancona. Anche se l’attuale status di zona rossa non consente l’attività venatoria, la selezione è un servizio che deve continuare a essere operativo in quanto funzionale al riequilibrio degli habitat messi a rischio dal numero troppo elevato di ungulati, alla protezione delle attività agricole che ogni anno devono fare i conti con i raccolti distrutti e anche all’incolumità dei cittadini. Non consentire l’uscita dei selezionatori significherà ripetere l’imperdonabile errore commesso durante il lockdown, quando alle squadre non fu consentito di uscire facendo aumentare la popolazione dei cinghiali a dismisura. A difesa delle aziende agricole abbiamo sempre chiesto un forte cambio di marcia nella gestione della fauna selvatica che, per quel che riguarda gli ungulati, è causa del 75% dei danni in agricoltura».

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