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Ancona

Porto Recanati, sequestrati beni a spacciatore marocchino. Pignataro: «I genitori devono reagire »

L'uomo in carcere a Montacuto dal 3 aprile scorso era stato arrestato in seguito alla morte per overdose di una donna italiana alla quale aveva venduto la dose letale. Il Questore di Macerata ha proposto la misura della sorveglianza speciale oltre alla confisca dei beni

PORTO RECANATI – Doppia misura cautelare nei confronti di un 47enne marocchino di Porto Recanati, recluso nel carcere di Montacuto verso il quale è stata disposta la sorveglianza speciale e il sequestro dei beni per un valore di mercato complessivo di oltre 100mila euro, provento dell’attività di spaccio.

L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Macerata, in collaborazione con il Gico (Gruppi d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata) della Guardia di Finanza e i Carabinieri di Civitanova Marche. A finire sotto sequestro 2 appartamenti al River Village di Porto Recanati e un posto auto, le quote di un bar e 3 conti correnti con un attivo di 14mila euro.

La misura di sorveglianza speciale invece diventerà esecutiva quando il marocchino uscirà dal carcere di Ancona. A proporre le due misure cautelari il Questore di Macerata Antonio Pignataro.

«È la prima volta di un tale provvedimento – spiega il Questore Pignataro – una sinergia tra la Procura di Macerata e il Tribunale di Ancona che ha condiviso la proposta. Continueremo ancora su questa strada con il massimo dell’impegno. Stiamo studiando altre proposte, non tralasceremo nulla».

Il Questore ha posto l’accento sull’azione di contrasto agli stupefacenti: «Stiamo combattendo il fenomeno dello spaccio una emergenza nazionale alla quale i genitori devono reagire anche nei confronti del sistema che vuole legalizzare lo spaccio della Cannabis, veicolo verso cocaina ed eroina».

L’uomo era stato arrestato per spaccio il 3 aprile scorso quando la squadra mobile lo aveva colto in flagranza di reato. Gli agenti di Polizia erano arrivati a lui grazie ad una complessa attività investigativa avviata in seguito alla morte per overdose di una donna italiana avvenuta il 1 luglio 2018. La polizia si era messa sulle tracce degli spacciatori che le avevano venduto la dose letale. Durante l’operazione il marocchino è stato trovato in possesso di 9.750 euro in contante sottoposto a sequestro: dato che l’uomo aveva redditi esigui e che anche i carabinieri in precedenza lo avevano trovato in possesso di somme ingiustificate di denaro, sono stati eseguiti altri accertamenti dai quali è emerso che il marocchino non avrebbe potuto sostenere l’acquisto dei beni posseduti, in parte a nome suo in parte a nome della moglie. Sulla base delle risultanze delle indagini il Questore Pignataro ha proposto al Tribunale di Ancona le due misure cautelari accolte.