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Ancona

Hotel House: «Occorre guardare al di là dei pregiudizi». Il racconto di chi ci vive

Davide Martin Antonazzi descrive il condominio multietnico di Porto Recanati dove vive al quinto piano da ben 23 anni. Qui ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza e per questo ci tiene a raccontare la sua verità. Ecco l'intervista

Hotel House
L'Hotel House

PORTO RECANATI – «L’Hotel House non è come lo si vuole dipingere: non è un ghetto della criminalità né un centro della delinquenza». È con queste parole che Davide Martin Antonazzi descrive il condominio multietnico di Porto Recanati dove vive al quinto piano da ben 23 anni. Davide, nativo di Roma si è trasferito a Porto Recanati con la sua famiglia quando aveva tre anni e da allora non se n’è più andato dall’Hotel House.

Qui ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza e per questo ci tiene a raccontare la sua verità sul palazzone dove lui stesso dichiara di «vivere benissimo». Davide è uno dei 30 italiani che vivono lì dentro, insieme agli altri 70 naturalizzati e ai tanti extra comunitari appartenenti ad oltre 32 etnie diverse. Complessivamente sono circa 1721 i residenti ufficiali (leggi l’articolo)
Difende a spada tratta l’Hotel House, Davide, dove oggi vive nel suo appartamento da solo e, nonostante i ripetuti episodi di cronaca, non ha affatto paura. «La situazione negli ultimi anni è migliorata tantissimo, ci sono stati anni in cui era molto peggio di adesso – spiega Davide – ricordo ancora molto bene i tempi in cui frequentavo le elementari e mi capitava spesso, tornando a casa da scuola, di vedere all’interno del palazzo persone che assumevano crack. Oggi fortunatamente la situazione è più molto tranquilla di allora, mentre prima, tra risse e criminalità, ogni giorno succedeva qualcosa».
Secondo Davide la criminalità è diminuita negli ultimi anni grazie soprattutto ai continui controlli delle forze dell’ordine. Carabinieri, polizia e guardia di finanza eseguono controlli a tappeto all’interno della struttura, «anche di notte» come spiega il ragazzo: «quando fanno un blitz non guardano in faccia nessuno e sono venuti più volte anche in casa mia per controllare chi ci fosse. Stanno facendo un lavoro eccezionale». «Alcuni problemi ci sono ancora – ammette – ma la situazione è più sotto controllo».
A chi accusa che all’interno dell’Hotel House ci sia una centrale dello spaccio di sostanze stupefacenti risponde che «la situazione deve essere affrontata dalle istituzioni». Anche se può sembrare un paradosso, Davide spiega di sentirsi più al sicuro a casa sua che in altri luoghi fuori dall’Hotel House e spiega che, da quando vive lì, nessuno ha mai tentato di entrargli in casa.
«Si sente sempre parlare dell’Hotel House come un luogo dove regna l’abusivismo – afferma – ma in realtà gli appartamenti sono quasi tutti di proprietà così come i negozi e la moschea che ha suscitato tanto clamore. Se proprio vogliamo parlare di abusivi allora dobbiamo riferirci alle tante persone che entrano nel condominio senza autorizzazione e al solo scopo di fotografare il palazzo e scatenare commenti sui social. Un via vai frequente anche di giornalisti».
Sulle condizioni della struttura sostiene che «è stabile anche se una manutenzione non guasterebbe», mentre sulla questione degli 800 mila euro di debiti elettrici e idrici accumulati dal condominio, spiega che stanno provvedendo a pagare una quota dell’energia elettrica, «mese per mese scriviamo le spese affrontate e proprio recentemente il nuovo amministratore, da poco nominato, ha fatto il primo versamento di 5 mila euro».
Gli 8 ascensori e i 2 montacarichi presenti nell’edificio sono ormai bloccati da due anni. «Non si capisce il perché né le ragioni di questo declino del palazzo – precisa – Nonostante ci abbiano anche commissariato le cose non sono cambiate e questi problemi ci sono ancora. Il condominio è sulla bocca di tutti, ma nessuno fa niente per migliorarlo».
«Sarebbe opportuno fare un’inchiesta sugli amministratori di condominio che si sono succeduti», una voce che, come spiega lo stesso Davide, circola tra i condomini anche se nessuno ha mai dato seguito alla cosa.
Sulla pulizia del condominio Davide spiega che a volte può capitare che qualcuno lasci l’immondizia al piano come dichiarato in alcuni casi dalla stampa. «Per come il palazzo è abbandonato a se stesso si cerca di tenere pulito, anche se qualche incivile c’è sempre. A volte mi è capitato anche di buttare via l’immondizia lasciata da altri, ma il problema reale dell’edificio sono i bambini: le famiglie li lasciano soli nei piani a giocare, e questi, senza il controllo dei genitori causano danni, rompono vetri e buttano cartacce a terra. I genitori devono dargli regole, inoltre chi viene nel nostro paese dovrebbe imparare la nostra cultura».

«Siamo stati abbandonati da tutti – spiega – e, anche se riusciamo piano piano a ripristinare il debito ma resta il problema della criminalità, la situazione non potrà dirsi risolta. Occorre fare in modo che le persone arrestate non vengano subito rilasciate, ma che scontino la pena e bisognerebbe dare maggior potere alle forze dell’ordine».

Sul ritrovamento in auto della ragazza morta, forse per overdose (leggi l’articolo), precisa «chi è stato deve essere preso e restare dietro le sbarre». «Una parte di ciò che viene detto sull’Hotel House è vera – conclude – ma il condominio non è solo questo, occorre guardare al di là dei pregiudizi, è questa la mia battaglia».