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Ancona

Porto di Ancona, terminal principale delle autostrade del mare

In questa seconda e ultima parte di intervista al presidente Rodolfo Giampieri si parla della stagione crocieristica, dell'accoglienza dei turisti, del rapporto con la città di Ancona e dei risultati raggiunti in termini di traffico passeggeri e merci

Porto Ancona

ANCONA – Prosegue l’intervista a Rodolfo Giampieri, presidente dell’autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale. In questa seconda e ultima parte si parla della stagione crocieristica, dell’accoglienza dei turisti, del rapporto con la città di Ancona e dei risultati raggiunti in termini di traffico passeggeri e merci.

Il porto di Ancona si prepara per la nuova stagione crocieristica. Ci sono novità per l’estate 2017?
«Anche quest’anno tornerà ad Ancona la MSC Sinfonia, la più grande nave passeggeri mai entrata nel porto, grazie al lavoro di squadra svolto tra Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, Piloti, Ormeggiatori, Rimorchiatori e la stessa Compagnia MSC. L’investimento complessivo è stato di 250.000 Euro e le toccate del 2016 e del 2017 confermano la bontà della scelta. Inoltre, anche nel 2017 tornerà la compagnia Oceania Cruises con Riviera, altra grande nave il cui approdo è stato reso possibile dal potenziamento delle infrastrutture di ormeggio alla banchina 15. Un risultato positivo non solo per il porto, ma per tutto il territorio. Sempre quest’anno un graditissimo arrivo sarà quello della Liryal, della compagnia Ponant. La nave venne costruita e consegnata all’armatore qui ad Ancona, ed è una delle più belle ed esclusive al mondo. Pensare di vederla ormeggiare ad Ancona per fare scoprire la città e la regione ai suoi ospiti è una notevole soddisfazione, oltre che una conferma che sempre più compagnie credono nel porto di Ancona e nelle bellezze del territorio. Da segnalare che anche nei porti di Pesaro ed Ortona ci sarà un’altra esclusiva compagnia, la Grand Circle cruise lines, che ha inserito questi porti nella sua rotazione estiva. Nel 2016 abbiamo contato 54.901 passeggeri, pari a + 40% rispetto al 2015. In particolare, i crocieristi che hanno scelto Ancona come home port, sono stati 10.896 (+ 63%), mentre i crocieristi che sono transiti per lo scalo dorico sono stati 44.005 (+35%)».

Che cosa ancora c’è da migliorare in termini di accoglienza dei turisti ad Ancona?
«Ancona in questi anni ha imparato ed ha fatto molto per lo sviluppo dell’accoglienza dei crocieristi e dei turisti. Partiamo dai risultati dello scorso anno: nuovo IAT in porto, l’efficace coordinamento con il Comune di Ancona e in particolare gli assessorati al porto e alla cultura e alla CCIA di Ancona nel contesto del Welcome to Ancona, lo sviluppo dell’accoglienza tecnologica con il WI-FI gratuito, che per il prossimo anno sarà notevolmente potenziato, e la APP Welcome to Ancona per fornire rapidamente informazioni e suggerimenti turistici su cosa fare ad Ancona e dintorni. L’intenzione è di perfezionare ulteriormente le nostre iniziative e rafforzare l’immagine di una città aperta, accogliente, europea, a misura di un turismo alla ricerca di esperienze genuine, diverse dal turismo di massa. Certamente la differenza la faranno gli operatori economici che sapranno cogliere le opportunità dello sviluppo di un turismo emozionale.

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico Centrale, Rodolfo Giampieri all’Adriatic Sea Forum di Budva)

Ancona è il principale porto dell’Adriatico per collegamenti misti merci/passeggeri per Croazia, Albania, Grecia e Turchia. Può fornirci qualche dato?
«Il porto di Ancona si conferma come terminal principale delle autostrade del mare. I passeggeri che sono transitati dal porto di Ancona nel 2016 sono stati 1.005.079, in linea con il 2016. Leggermente in calo il traffico passeggeri su traghetti sulle direttrici greca, che da sola rappresenta il 68% del traffico totale, con 647.213 transiti, e croata: 227.758 transiti. Una significativa crescita si registra, invece, sulla direttrice albanese: 73.465 transiti, più del doppio di quanto realizzato nel 2015. Per il traffico merci, nel 2016 sono state movimentate su Tir e Trailer 2.236.749 tonnellate, pari a + 3% vs. 2015. Si tratta di un risultato molto positivo perché conferma la ripresa di questa tipologia di traffico che negli ultimi anni era andata progressivamente calando. L’83% di questo traffico è diretto o proveniente dalla Grecia (1.849.540 tonnellate), il 10% (228.864 tonnellate) riguarda la direttrice albanese mentre il restante si divide tra Croazia, Turchia e Italia. Il 41% delle merci che viaggiano su Tir e Trailer, pari a 915.079 tonnellate, è rappresentato da prodotti dell’agricoltura, della caccia e della pesca e da prodotti alimentari. Altre tipologie di merci trasportate su Tir e Trailer sono: metalli non ferrosi (112.605 tonnellate, pari al 5% del totale), abbigliamento e prodotti tessili (98.094 ton, pari al 4%), legno e prodotti in legno (77.931 tonnellate, 3% del totale). Anche il numero di Tir e Trailer è in crescita nel 2016 con 141.744 transiti, pari a + 4% vs. 2015. Il risultato si deve all’ottima performance della tratta albanese, in costante crescita dal 2013. Con 15.338 tir e trailer, la tratta con il Porto di Durazzo ha più che raddoppiato il traffico dell’anno scorso, superando anche per la prima volta il numero di mezzi commerciali in transito sui traghetti per la Croazia, che pure registra volumi positivi nel 2016 (9.933 mezzi, + 8%). E’ invece in leggero calo il traffico con la Grecia (114.231 mezzi, pari a – 3% vs. 2015). Accanto alle tradizionali direttrici di traffico traghetti verso i porti croati, albanese e greci, dal 2013 è attiva la linea RORO dalla Turchia, con frequenza settimanale. Nonostante tale linea abbia ancora un ruolo marginale nel numero complessivo di mezzi su traghetti (1945 tir nel 2016, circa l’1,3% della movimentazione complessiva annua), va segnalato il tasso di crescita a doppia cifra che accompagna lo sviluppo di questo traffico: +65% nel 2015 e +72% nel 2016 rispetto all’anno precedente.

Navi al porto di Ancona

Un grande passo con la riapertura del porto antico è stato fatto. E adesso? Cosa c’è ancora da fare per valorizzare e rendere competitivo lo scalo dorico?
«Sono due le direttrici di sviluppo: quella commerciale e quella dell’accoglienza. In premessa è opportuno sottolineare che stiamo concentrandoci solo su investimenti infrastrutturali che abbiano mercati di riferimento, attenti che i risultati attesi siano raggiunti. Le priorità di investimento attuali del porto di Ancona riguardano:

– il prolungamento della Banchina rettilinea, i cui lavori saranno avviati auspicabilmente entro l’anno per il prolungamento di 273 metri, con ulteriori 35.000 metri quadri di nuovi piazzali, per un incremento di offerta di ulteriori  140.000 TEU/anno;

– i dragaggi del bacino della Banchina rettilinea oggi operativa, che sarà portato a 14 metri di profondità, rendendo Ancona l’unico porto in Adriatico oltre a Trieste a disporre di fondali di tali caratteristiche, che aumenta notevolmente l’attrattiva competitiva del porto;

– La Banchina 22, i cui lavori sono attualmente in corso, viene potenziata per consentire l’operatività delle gru semoventi di recente acquisizione da parte degli operatori portuali. La banchina 22 sul Molo Sud del porto di Ancona rappresenta un asset strategico per disporre di un moderno accosto pienamente operativo e caratterizzato da una notevole flessibilità d’uso, a servizio dei traffici merci in contenitori e di merci varie, in crescita rispettivamente del 4% e del 6% sul 2015. L’investimento del valore di 4,3 milioni di Euro rappresenta un ulteriore sostegno alla competitività e dell’occupazione. I lavori consistono nel rafforzamento della struttura portante, che aumenterà la capacità della banchina di sostenere carichi e movimentazioni di mezzi di sollevamento di ultima generazione e merci solide di ogni tipologia;

lo sviluppo dell’intermodalità tramite l’investimento in corso per il prolungamento dei binari ferroviari interni al porto per consentire spostamento di merce verso le direttrici europee nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale, tema sul quale siamo sempre più sensibili».