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Ancona

Authority e porto di Ancona, Mangialardi contro Acquaroli: «Tentativi imbarazzanti di addossare responsabilità ad altri»

Non si placa la polemica sulla presidenza dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale. Va all'attacco, dopo il post sui social del governatore Acquaroli, il capogruppo dei dem, Maurizio Mangialardi. Ma Prisco (Fdi) rincara la dose

Il porto di Ancona

ANCONA – «Forse Acquaroli pensava che i giochi politici romani condotti dal suo partito e da lui stesso assecondati non avessero un prezzo per le Marche? Direi che si è sbagliato parecchio e i maldestri tentativi di addossare ora le sue responsabilità ad altri sono onestamente imbarazzanti». Non si placa la polemica sulla presidenza dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale. Ad andare all’attacco, dopo il post sui social del governatore Acquaroli, è il capogruppo dei dem, Maurizio Mangialardi.

Il presidente della Regione Marche proprio in giornata aveva lamentato che all’Authority sono stati assegnati solo 20milioni dal Pnrrm, come sarebbe stato chiesto dal precedente presidente, Rodolfo Giampieri, mentre agli altri porti italiani andrebbero risorse più ingenti: 409 milioni a Trieste, 169 a Venezia, 165 a Ravenna e 168 a Brindisi. Ma Mangialardi contesta questa ricostruzione dei fatti.

Maurizio Mangialardi
Maurizio Mangialardi, capogruppo Pd

«Sono mesi che diciamo che la Regione avrebbe dovuto porre grande attenzione ai tempi e alle modalità del rinnovo della presidenza dell’Authority – afferma il capogruppo del Pd -. Il gruppo assembleare del Partito Democratico ha presentato più interrogazioni e continuamente sollecitato un confronto vero e aperto con il territorio, nella consapevolezza che la ripartizione delle risorse stanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza avrebbero rappresentato un crocevia decisivo per il rilancio del porto di Ancona, praticamente la più grande realtà industriale della regione, e della rete dei porti marchigiani. Siamo stati puntualmente ignorati dalla giunta e dalla maggioranza. Ora, inevitabilmente, il conto è arrivato. Ed è salatissimo per imprese e territorio».

Mangialardi parla di «gravi danni che questa giunta di estrema destra completamente manovrata dalla Meloni sta arrecando alle Marche» e «il peggio, se possibile, deve probabilmente ancora arrivare, visto che il “non” presidente Acquaroli ha fatto perfino negare ogni discussione in consiglio regionale circa i progetti da presentare nell’ambito della programmazione delle risorse previste dal Recovery Fund, limitandosi a trasmettere al governo una lenzuolata di proposte disorganiche, prive di strategia e senza una comune visione. Un’impostazione veramente dilettantesca che, dopo il settore dei porti, rischia ora di colpire anche quello della sanità».

Emanuele Prisco, coordinatore regionale Fdi e Francesco Acquaroli presidente Regione Marche

Ma Fratelli d’Italia rincara la dose e per voce del coordinatore regionale e deputato Emanuele Prisco, annuncia una interrogazione al governo. «Restiamo sconcertati dalla scarsa eredità che Rodolfo Giampieri lascia alle Marche e all’Abruzzo. L’ex presidente, premiato addirittura con il nuovo incarico alla guida di Assoporti, ha chiesto per quelli che erano di sua competenza solo 20 milioni di euro del Pnrr. Pochi spicci, in confronto a quanto chiesto e ottenuto dalle altre Autorità portuali e assolutamente insufficienti al rilancio di questa infrastruttura strategica».

Secondo il deputato di Fratelli d’Italia marchigiani e abruzzesi «dovranno accontentarsi delle briciole perché chi era alla guida dell’Autorità portuale, tanto osannato e difeso dalla sinistra, ha fatto perdere loro la grandissima occasione per risolvere finalmente alcune delle questioni più urgenti e ataviche che i territori costieri aspettano da ormai troppo tempo. Avvieremo anche in Parlamento i dovuti approfondimenti per capire se e chi ha colpevolmente affondato l’Autorità portuale di Ancona e perché il Ministro alle Infrastrutture, dopo i noti fatti sulla nomina del presidente, abbia anche consentito una enorme disparità di trattamento».