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Ancona

L’antica porta di accesso ad Ancona interrata dal Comune. Ippoliti annuncia l’esposto alla Procura

I lavori al manto stradale fanno riemergere l'antica porta di accesso ad Ancona. Il Comune la interra nuovamente ma è protesta

ANCONA – Con i lavori di ristrutturazione del manto stradale in Piazza Cavour è riemersa l’antica porta di accesso alla città di Ancona. Una testimonianza di grande valore storico che, però, l’amministrazione locale, su direttive della Soprintendenza ai beni archeologici, ha prontamente interrato. L’operazione ha fatto imbestialire il consigliere comunale d’opposizione, Arnaldo Ippoliti, che prima ha invocato lo scempio in un video pubblicato sul suo profilo Facebook. E poi ha annunciato che procederà con un esposto alla Procura e ai carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale.

La bagarre

Mentre il cantiere in Piazza Cavour procede a pieno regime, dentro il Comune si consuma una bagarre che vede al centro della discussione l’interramento dei resti dell’antica porta d’accesso alla città.

Arnaldo Ippoliti, consigliere comunale

«Invece di salvaguardare i patrimoni, li interriamo – sbotta Ippoliti – roba da pazzi. Allora prendiamo l’anfiteatro romano e interriamo anche quello». Ma al di là della polemica il consigliere ha deciso di avviare una vera e propria battaglia con cui spera di poter far atterrare la questione a Roma negli uffici del Ministero dei Beni Culturali. «Non finisce certo qui – prosegue Ippoliti – non possono dire di tutelare un bene archeologico di quella portata restituendolo al dimenticatoio e coprendolo di nuovo con terra e asfalto». Dall’altra parte l’amministrazione non si lascia intimidire dalle intenzioni del consigliere. «Ippoliti faccia pure quello che crede – risponde l’assessore ai lavori pubblici, Paolo Manarini – non temiamo alcun accertamento da parte di qualunque autorità. Siamo a posto con tutte le carte e abbiamo lavorato nel pieno rispetto della storia». Tra l’altro il Comune di Ancona in questa vicenda, come del resto in tutte le occasioni in cui all’interno di un cantiere si verifichi un ritrovamento, è stato in contatto diretto con i referenti della Soprintendenza. «Siamo stati assistiti dalle archeologhe che lavorano per il Comune – continua l’assessore – e abbiamo rispettato tutte le direttive e i pareri delle autorità di competenza. Quindi siamo a posto sotto ogni punto di vista». I resti della porta, dunque, sono stati ricoperti con un tessuto protettivo in modo da evitare il deterioramento, e poi sotterrati nuovamente. Ma l’amministrazione ha già pensato ad un modo per rendere noto alla cittadinanza l’entità del ritrovamento. 

La riproduzione 

Infatti, una volta ultimato il lavoro alla pavimentazione, si provvederà a realizzare una fedele riproduzione del ritrovamento.

Paolo Manarini, assessore ai Lavori pubblici

«Posizioneremo pietre e mattoni calpestabili delle dimensioni e delle fattezze di quelle originali – spiega Manarini – ovvero andremo a rappresentare in superficie i resti della porta, così come sono stati trovati durante gli scavi». Soluzione che non convince per nulla Ippoliti: «E’ veramente una sciocchezza – incalza il consigliere – i beni culturali e archeologici della nostra città vanno valorizzati, non seppelliti». Per quanto, l’ipotesi di una passerella in vetro resistente per consentire la visibilità dei reperti ai passanti è stata valutata in un primo momento. Ma poi subito accantonata in quanto considerata troppo pericolosa, visto il punto del ritrovamento, e a rischio condensa. Dunque, secondo il Comune e la Soprintendenza, non c’è stata altra scelta che riconsegnare il ritrovamento al sottosuolo.