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Ancona

Politica, Morgoni (Pd) lancia l’assist alla Mancinelli: «Candidatura che unisce»

Mentre centrosinistra e centrodestra non riescono a sbrogliare la matassa c'è chi è più avanti di loro ed è già in piena campagna elettorale con il "Manifesto Radical Grezzo"

ANCONA – «Nel Pd se c’è una candidatura che ha le caratteristiche per unire una coalizione più ampia possibile è quella della sindaca di Ancona Valeria Mancinelli». A dirlo è il parlamentare dem Mario Morgoni.

Il deputato di Potenza Picena esce allo scoperto e prende posizione sul candidato alla presidenza della Regione Marche, lanciando un assist alla sindaca migliore del mondo. Che sia per questa designazione o perché è stata annoverata fra le 10 donne italiane da “tenere d’occhio nel 2020”  secondo il Corriere della Sera, sta di fatto che per Mario Morgoni è lei il nome forte che può risolvere la situazione di stallo in cui versa il centrosinistra a 3 mesi dalle elezioni regionali. Un nome sul quale, secondo il parlamentare marchigiano, si può trovare la convergenza.

«Il Pd è competitivo se fa una alleanza larga con un candidato condiviso – spiega -, ma se non ce sufficiente coesione giocoforza occorre optare su un civico».

Il deputato del Pd Mario Morgoni

Tra gli unici nomi spendibili e di spessore attualmente nel Pd, Morgoni annovera oltre alla Mancinelli, solo il sindaco di Pesaro Matteo Ricci e quello di Macerata Romano Carancini, mentre su Ceriscioli si esprime spiegando che la richiesta di discontinuità giunta dagli alleati «è condizionante». Inoltre, prosegue «lo scenario è cambiato rispetto a 5 anni fa e non è favorevole a una riproposizione».

E Longhi? «Longhi era il candidato funzionale ad una alleanza con il Movimento 5 Stelle», ma ora che quella ipotesi è tramontata «è fuori gioco». Secondo Morgoni è tempo di rompere gli indugi: «Occorre uscire dai personalismi e dobbiamo trovare presto una figura condivisa, escludendo le primarie che non possono essere imposte agli alleati».

Ma se Atene piange (centrosinistra), Sparta non ride (centrodestra) di certo e nel centrodestra a rimescolare le carte non è più solo la Lega, dopo la presa di posizione di Forza Italia con il commissario regionale Francesco Battistoni che ha dichiarato sibillino «Confermiamo il sostegno a quanto uscirà dal tavolo nazionale» nulla di definito ancora.

Al centro l’assessore regionale Moreno Pieroni e alla sua destra Piero Massimo Macchini

Insomma c’è da piangere da ambo le parti, anche se c’è chi “la butta sul  ridere”: ieri (17 febbraio) infatti in Regione, alla pesenza dell’assessore regionale Moreno Pieroni, l’attore comico Piero Massimo Macchini, alias Piero Marximo, alias il “provincialotto” di Marche Tube ha lanciato il suo “tour elettorale” con il Manifesto Radical Grezzo nel quale, come in un vero e proprio manifesto in perfetto stile politico, ci sono i punti programmatici del “futuro candidato presidente”. Mentre centrosinistra e centrodestra non riescono a sbrogliare la matassa sul candidato alla presidenza della Regione, lui è già in piena campagna elettorale, vuoi vedere che viene fuori che è più avanti Macchini con il programma che i due schieramenti?

Sanità, sociale, turismo, cultura, pari opportunità, c’è tutto nel Manifesto Radical Grezzo di Macchini, la sua nuova fatica letteraria nella quale affronta i punti essenziali di quello che dovrebbe essere un programma politico “vero” portato avanti «per una politica marchigiana seria».

«Si parla tanto di brand Marche – spiega l’attore comico Macchini – ma poi non sappiamo riconoscere la nostra identità: il marchigiano tende a vergognarsi di esserlo e non crede nella sua terra. Bisogna invece riscoprire una coscienza regionale». Come dovrebbe essere secondo lei la politica? «Dovrebbe essere più “grezza” nel senso di non contaminata, vicina alla gente, pura, invece è “radical chic”, cioè patinata e distante dalla gente».