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Ancona

Scintille nei 5 Stelle nelle Marche, Fede: «Lasciati con un sms». Articolo Uno: «Subito confronto»

L'uscita dal Movimento dei consiglieri Maggi e Pergolesi ha suscitato la reazioni stizzita del facilitatore dei pentastellati. La decisione è stata invece accolta con favore da Articolo Uno che ha rivolto un appello a riaprire il tavolo di confronto

5 stelle
Da sinistra i consiglieri regionali Peppe Giorgini, Romina Pergolesi, Gianni Maggi e l'attivista Riccardo Arbuatti

ANCONA – «Il Movimento 5 Stelle nelle Marche continua il suo lavoro, finalmente libero da equivoci, oggi con i consiglieri in carica Fabbri e Giorgini e per il futuro con la sua lista, guidata dal candidato presidente Gian Mario Mercorelli, con un solo obiettivo, sempre lo stesso: lavorare per migliorare i nostri territori e la vita dei cittadini». Replica così il facilitatore dei pentastellati Giorgio Fede alle accuse rivolte ai parlamentari marchigiani dai consiglieri regionali Gianni Maggi e Romina Pergolesi.

I due consiglieri, questa mattina, nell’annunciare la loro uscita dal Movimento, durante una conferenza stampa che si è tenuta a margine della seduta consiliare, hanno parlato di un partito alla deriva e ormai lontano dai principi ispiratori, intento a conservare poltrone piuttosto che a pensare agli interessi personali.
Pesanti accuse che hanno suscitato la reazione del gruppo dove sono volati stracci: «Finalmente si fa chiarezza, non capisco perché in questo tempo in cui una di loro si era cancellata dal Movimento 5 Stelle abbia aspettato molto tempo per far sapere che non faceva più parte del gruppo regionale creando anche confusione» ha detto Fede riferendosi alla consigliera Pergolesi.

𝗜𝗹 𝗠𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝟱 𝗦𝘁𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗙𝗮𝗯𝗯𝗿𝗶 𝗲 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗻𝗶, 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗠𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮Cade il velo dell'ipocrisia, di chi non comprende che il ruolo di portavoce ci impone di rappresentare una voce collettiva e non personale, e di impegnarci a essere coerenti coi nostri impegni per il bene collettivo e non per interessi di parte.Questa coerenza passa per il mantenimento della parola data, a partire dall'esempio personale nel rendicontare e restituire parte dello stipendio per devolverlo ad azioni ed opere di pubblico interesse.L'impegno per il Movimento è per tutti noi un compito complesso, difficile, fatto di azioni e di esempi, rinunce, facili da dichiarare ma difficili da mantenere.Il Movimento 5 Stelle nelle Marche continua il suo lavoro, finalmente libero da equivoci, oggi con i consiglieri in carica Fabbri e Giorgini e per il futuro con la sua lista, guidata dal candidato presidente Gian Mario Mercorelli, con un solo obiettivo, sempre lo stesso: lavorare per migliorare i nostri territori e la vita dei cittadini.

Pubblicato da Giorgio Fede su Giovedì 9 luglio 2020

«Maggi e Pergolesi cambiano casacca e cambiano poltrona, ne prendiamo atto. Grazie per la chiarezza: ci hanno lasciato come certe persone che lasciano il compagno con un sms» ha puntualizzato in maniera stizzita il facilitatore lamentando una mancata di comunicazione formale e ufficiale con i vertici del Movimento. «Se questo è il modo di confronto democratico e di rispetto dei ruoli ne prendiamo atto, ma andiamo avanti così forti e determinati come sempre».

Massimo Montesi segretario regionale Articolo Uno (in piedi)

Un addio ai 5 Stelle, quello di Maggi e Pergolesi, accolto con favore da Articolo Uno che rivolge un appello ai due consiglieri: «Incontriamoci e diamo immediatamente avvio a un confronto aperto per impegnarci, insieme, con un duplice tentativo: fermare la destra peggiore che vorrebbe governare le Marche e per costruire una proposta politica innovativa che possa ridare speranza e cittadinanza a tutti coloro che, oggi, non andrebbero a votare».
«Siamo convinti che al centro sinistra non serva un banale contenitore elettorale – spiega il coordinatore di Articolo Uno Massimo Montesi – ma un’idea forte che sappia declinare la crescita con l’ambientalismo e la sostenibilità, il diritto al lavoro con quello alla salute, che non contrasti i diritti civili con quelli sociali. Ci piacerebbe costruire, insieme a chi vorrà condividere con noi un atto di generosità e coraggio, un’altra visione ed un altro futuro per la nostra regione. Ecco perché vorremmo un dibattito allargato senza steccati e confini prestabiliti, con tutte e tutti coloro che non vogliono rassegnarsi all’immobilismo e soprattutto per tornare a fare politica con speranza ed ottimismo nel centrosinistra».