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Ancona

Ballottaggio Falconara, Signorini corre da sola: «Votate la coerenza. No all’inciucio Luchetti-Calcina-Marcelli Flori»

L’alleanza con la Lega non è andata in porto, in quanto il partito avrebbe voluto un apparentamento ufficiale con l’inserimento del simbolo. Caricchio: «Non daremo indicazioni di voto, ma io andrò a votare. Tra l’astenersi e l’andare a votare, credo sia sempre meglio scegliere di votare»

Da sin. Caterina Serpilli, Vincenza De Luca, Goffredo Brandoni, Stefania Signorini, Yasmin Al Diry

FALCONARA MARITTIMA – «La coerenza è l’aspetto che ci contraddistingue, a cui non rinunciamo. Abbiamo dimostrato con i fatti di saper governare la città. Non solo abbiamo risanato il debito, ma siamo riusciti ad accantonare le risorse per realizzare tante opere e iniziative, ottenendo credibilità nei comuni limitrofi e riconoscimenti a livello nazionale per aver reso più efficiente la macchina comunale. La città non si merita di tornare in quella situazione drammatica e disastrosa in cui l’abbiamo trovata dieci anni fa». In vista del ballottaggio (24 giugno), Stefania Signorini, candidata sindaco delle liste civiche Uniti per Falconara, Ridisegnare Falconara, Falconara in Movimento e Direzione Domani, chiede agli elettori di «votare la coerenza e l’onestà».

Da sin. Loris Calcina, Marco Luchetti e Massimo Marcelli Flori

L’alleanza con la Lega non è andata in porto, in quanto il partito avrebbe voluto un apparentamento ufficiale con l’inserimento del simbolo, «mentre noi abbiamo deciso di rimanere coerenti fino alla fine», chiarisce la Signorini. «Già all’inizio della campagna elettorale ci avevano fatto questa richiesta – continua – ma avevamo preferito presentarci senza simboli e, anche in questa occasione, abbiamo mantenuto la stessa linea. Spero comunque che gli elettori della Lega mi votino perché abbiamo dimostrato di saper governare la città». La Signorini, dunque, corre da sola al ballottaggio, mentre è ufficiale l’apparentamento tra Marco Luchetti (Pd e tre liste civiche), Loris Calcina (CiC/FBC e SiAmo Falconara) e Massimo Marcelli Flori (Falconara a Sinistra).

«Noi rappresentiamo la coerenza, la concretezza e i fatti – continua la Signorini – mentre dall’altra parte vedo una situazione nata già in fase pre-elettorale con chiari conflitti tra le parti che ora si sono messe insieme. Prima del voto, già Luchetti aveva avuto degli incontri con i comitati e con Falconara a Sinistra, ma tra loro c’è una conflittualità innegabile. Gli elettori sono stati presi in giro perché attualmente è stato realizzato un inciucio, per la spartizione delle poltrone. Le loro insanabili lontananze, in caso di vittoria, ci restituiranno una Falconara che torna indietro ai tempi di Recanatini, quando il governo della città durò un anno e mezzo. Falconara non si merita tutto questo».

«È indubbio – continua – che c’è una conflittualità. Basti pensare al rigassificatore su cui si sono scontrati ripetutamente. Luchetti non è un qualsiasi candidato del Pd, era in Regione quando i comitati gli si sono contrapposti verbalmente, buttandogli soldi falsi in faccia. Questo è innegabile, come lo è la visione della città che hanno, diametralmente opposta. Un esempio su tutti. Durante la campagna elettorale, sull’ex Montedison Calcina ha detto no, Luchetti sì. Loro puntano sulla questione ambientale, ma io per prima durante la presentazione della mia candidatura, a febbraio, avevo detto che l’ambiente è una mia priorità». L’appello al voto, dunque, è «ai delusi, agli elettori che hanno votato CiC che aveva detto che non avrebbe condiviso il percorso né con la destra né con la sinistra, ai delusi del Pd che ora si trovano con Calcina, a chi non vuole questo inciucio».

«Io siedo sui banchi del consiglio comunale dal 2001 – dichiara il sindaco Goffredo Brandoni – e se c’è una giornata buia che ricordo è quella in cui Recanatini diede le dimissioni. La situazione del 2007 è la stessa di oggi: quando si mettono insieme tre forze che la pensano diversamente, questo è il risultato. Se non ci fosse stato l’incidente dell’Api, quale sarebbe stato il risultato dei comitati? Evidentemente l’emotività incide». Brandoni ricorda che «in questi giorni abbiamo incontrato tutti per confrontarci, non per proporre qualcosa, perché il nostro unico interlocutore era la Lega, vicina sia per ideologia che per il programma simile. Però da noi vige la democrazia e la maggioranza ha deciso che la Lega non poteva far parte della squadra, ma sono convinto che nei prossimi cinque anni con la Lega ci ritroveremo vicini. Non abbiamo promesso niente alla Lega, ma il dialogo con la Lega è aperto e rimarrà aperto».

Stefano Caricchio, candidato sindaco della Lega

«La delegazione della Lega di Falconara, in continuità con quanto già fatto prima delle elezioni comunali – scrive il gruppo della Lega in una nota – ha proposto alla coalizione di Stefania Signorini un accordo da stipulare alla luce del sole attraverso un patto ufficiale e formale di apparentamento, così come prevede la legislazione vigente. La coerenza che ci ha mosso prima e durante la nostra campagna elettorale e che contraddistingue i nostri valori e ideali, ci impone infatti di muoverci in piena trasparenza verso i cittadini, che siano nostri elettori o meno. Nonostante la nostra piena disponibilità a collaborare per individuare un piano di amministrazione comune, che portasse ad un programma condiviso, per tutta risposta ci è invece stato proposto di appoggiare, in maniera tacita e informale la candidatura della Signorini chiedendoci, per la seconda volta, di rinunciare ( e far rinunciare ai nostri elettori) al nostro simbolo, ai nostri ideali e alla possibilità di dare un contributo reale all’Amministrazione della nostra città. L’assemblea degli iscritti falconaresi della Lega ha approvato a larghissima maggioranza l’operato della propria delegazione, ribadendo il principio per cui il nostro partito intende senza alcuna ambiguità collocarsi apertamente in maggioranza o all’opposizione». «L’unico apparentamento possibile per la Lega sarebbe stato quello con la Signorini – sottolinea Stefano Caricchio – ma non daremo indicazioni di voto. Io comunque andrò a votare. Tra l’astenersi e l’andare a votare, credo sia sempre meglio scegliere di votare».