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Ancona

Marche, Fratelli D’Italia: «No al percolato in fogna senza trattamento. Sì al registro dei tumori»

Ambiente, rifiuti, tutela della salute delle persone i temi approfonditi da Carlo Ciccioli e Milva Magnani, entrambi candidati al consiglio regionale nelle elezioni del 20 e 21 settembre. Ecco cosa dicono

Carlo Ciccioli
Carlo Ciccioli

ANCONA – Durante l’ultima seduta del consiglio regionale, la giunta ha approvato la proposta di atto amministrativo n. 81 con cui si è liberalizzato lo scarico del percolato prodotto dalle discariche, permettendone l’immissione in fogna senza trattamento.

I dodici che hanno votato a favore dello scarico del percolato nella rete fognaria sono: Cesetti, Giacinti, Casini, Sciapichetti, Bora, Mastrovincenzo, Giancarli, Micucci, Biancani, Traversini, Minardi (PD) e Rapa (Socialisti).
I primi due sono i firmatari. Assolutamente contrari Lega e Fratelli d’Italia.

Milva Magnani

Spiegano Carlo Ciccioli e Milva Magnani, candidati alla regione per Fratelli d’Italia: «Tale misura va a vantaggio di alcune socità che gestiscono le discariche stesse. Ma la vera domanda da porsi è: “è giusto che gli interessi di alcuni gruppi economici prevalgano su quelli dei cittadini?” Ricordiamo che tale provvedimento, amministrativo, oltre a ledere l’autonomia dei Sindaci, mettendoli in mezzo ad una situazione non voluta (sono i primi ufficiali sanitari del proprio territorio, e come tali rischiano di essere chiamati a rispondere dai cittadini lesi), mette a rischio la tenuta dei sistemi fognari e di depurazione, già sovraccaricati rispetto alla popolazione che devono servire».

E aggiungono: «Questo vuol dire l’arrivo sulla costa (con il conseguente inquinamento ed il tracollo del turismo) di un’ondata di inquinamento senza precedenti: oltre ai metalli pesanti trasportati dal percolato, rischiamo che a valle arrivino anche i reflui non depurati che i depuratori eventualmente collassati lascerebbero andare senza essere riusciti a pulirli. Ma non prima di aver inquinato anche falde acquifere e corsi d’acqua. Uno scenario spaventoso. In nome di cosa? Degli interessi di pochi enti societari? Ed i danni sanitari conseguenti (tumori in primis) su chi verranno caricati?».

Poi proseguono: «Occorre in ogni caso evidenziare l’impegno preso dall’intera coalizione di Centro destra, nel proprio programma, a procedere all’individuazione, nell’ambito dell’intera regione, del maggior numero possibile di aree inquinate al fine di procedere ad una loro bonifica – spiegano Ciccioli e Magnani –. Deve infatti essere chiaro, ed a noi che abbiamo spinto per l’inserimento di tale punto lo è, che la ripresa economica passa anche per tale opera di recupero di un territorio che, altrimenti, non attirerà nuovi investitori».

E sul tema generale della tutela dell’ambiente: «Sarà comunque necessario, ma questo verrà fatto in maniera più precisa dopo le elezioni, affrontare compiutamente anche la questione rifiuti, privilegiando, per quanto possibile, il recupero degli stessi, nell’interesse delle stesse aziende che hanno sempre bisogno di materie prime a prezzi competitivi. Sarà nostra cura valutare bene i miglioramenti da apportare alla filiera dei consorzi di raccolta, perchè il riuso di tali materie diventi effettivo e non resti sulla carta. Ovviamente si cercherà dei stimolare, dove possibile, la riduzione a monte degli imballaggi prodotti dalle aziende marchigiane. In molti parlano dell’ambiente. Ma poi bisogna porsi le domande giuste e proporre le azioni giuste, per incidere effettivamente sulla sua salvaguardia. Noi siamo in grado di farlo».

Come candidati del Centro destra, concludono i due politici, il nostro impegno primario «sarà la rimozione di tale atto scellerato che prevede appunto la liberalizzazione dello scarico del percolato nella rete fognaria, unitamente allo sviluppo, finalmente, di un registro tumori regionale funzionante: un documento che possa rispondere alle tante domande poste dalle troppe famiglie che si sono trovate a convivere con situazioni sanitarie di questo tipo, anche a causa della pessima politica ambientale attuata dalla sinistra nei suoi lunghissimi decenni di governo regionale».