«È la società stessa a causare dipendenze e disturbi senza riuscire a curarli»

Al direttore del dipartimento dell’Area Vasta 2 Carlo Ciccioli, che disegnava un quadro sociale marchigiano impoverito con forti ripercussioni sui cittadini e le varie dipendenze, risponde il Forum provinciale per la sanità pubblica. Ecco cosa dice

Tossicodipendenza

ANCONA – Dal “Forum provinciale per la sanità pubblica” arriva una risposta alle dichiarazioni rilasciate dal direttore del dipartimento delle dipendenze patologiche dell’Area Vasta 2 a Centropagina.it. A Carlo Ciccioli – che disegnava un quadro sociale marchigiano impoverito con forti ripercussioni sui cittadini e le varie dipendenze – vengono mosse diverse critiche.

La prima di queste osservazioni è che «le informazioni fornite sono abbastanza scarne, scontate e strumentali, tese a rappresentare una società che sta scivolando verso le dipendenze causa l’uso di marjuana, hashish e cocaina, con i pericolosissimi spacciatori, anche quelli piccoli, in agguato. Una società ansiogena e con disturbo post traumatico da stress. E null’altro. Nell’intervento illustrato nessun riferimento all’aumento del consumo di tabacco, di alcol (il fenomeno del binge drinking, per esempio, cioè bere fino a stramazzare), della ludopatia o la diffusione di droghe veramente letali, che accompagnano la tanto decantata movida e i vari fine settimana: dall’ecstasy o alla ketamina. O all’aumento del consumo di ansiolitici e antidepressivi conseguenti ad una rappresentazione del mondo alterata, peggiorata da un clima di odio che sistematicamente viene diffuso dai media e dai detentori del potere politico ed economico».

Il problema sottolineato da Ciccioli è che deindustrializzazione, delocalizzazione e precarizzazione del lavoro hanno causato nel panorama marchigiano un impoverimento generalizzato e un ricorso sistematico a sostanze (e quindi alle dipendenze) per difendersi da ansia e stress, senza però dire che vi sono altri fattori che hanno concorso per arrivare in questa direzione: in particolare i tagli alla sanità e i colpi ai diritti sociali, le costanti privatizzazioni che nel welfare italiano hanno trovato terreno più che fertile, fino a quella guerra tra poveri che viene alimentata quotidianamente da un clima di odio. Per lo più verso gli stranieri.

Insomma: la società provoca alcuni disturbi ma la stessa società toglie al contempo gli strumenti per curarli. «La salute è una questione più complessa – concludono dal Forum provinciale per la sanità pubblica – in cui equità, giustizia sociale, universalismo si debbono esprimere ad ogni livello e mal si accordano che le politiche fatte a colpi di TSO, di privatizzazioni a livello regionale o con decreti liberticidi a livello nazionale».