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Ancona

Al Pinocchio un ponte di emozioni: intervista alla writer anconetana Queen

Valentina Sturani ha disegnato cuori colorati sul camminamento del cavalcavia del quartiere dorico: ognuno rappresenta un sentimento vissuto durante il lockdown

I cuori disegnati sul ponte del Pinocchio

ANCONA – Ogni passo è un viaggio nelle emozioni vissute durante il lockdown. Da qualche settimana cuori rossi, oro, argento e neri colorano il ponte del Pinocchio. “Non calpestateci i cuori” è un’opera di street art ricca di significato realizzata dalla writer anconetana Queen. Valentina Sturani, 34 anni, ha preso in mano per la prima volta una bomboletta spray a 10 anni, ma la sua passione per la street art è iniziata prima, a soli 7 anni.

Valentina Sturani, in arte “Queen”

«La mia passione è nata a 7 anni quando vidi una manifestazione di street art, organizzata per la prima volta ad Ancona da mio zio Fabio Sturani nel ’93. Allora non era ancora sindaco ma assessore. “Grafattack” fu un grande evento, vennero ragazzi da tutta Italia- racconta Queen-. Mi ricordo che una domenica mattina ero sull’autobus 24 con mia madre, mio padre era alla guida. Vidi i graffiti in via Maestri del Lavoro e mi emozionai moltissimo. A 10 anni ho preso in mano per la prima volta una bomboletta. È stato al Juice del ’96, sempre organizzato ad Ancona da mio zio. Il writer Oskee mi chiese se volessi provare, mia madre mi diede il permesso e mi disse: “vai, ma non ti sporcare!”. A 14 anni ho iniziato a fare graffiti con un writer. Mia madre non era molto contenta e così, pur continuando sempre a disegnare, ho momentaneamente messo da parte la mia passione. A 29 anni ho ripreso a fare i graffiti, faccio parte di una crew e ho partecipato a varie manifestazioni. I miei mentori sono stati Damage e Zart, e altri writers della vecchia old school di Ancona».

Da dove nasce il tuo nome d’arte “Queen”?
«Me lo ha dato un mio amico. Ha detto che ero “la regina”».

Che cosa rappresenta la tua opera di street art sul ponte del Pinocchio?
«“Non calpestateci i cuori” parla delle emozioni. Ogni cuore ha una sua raffigurazione di tutto quello che abbiamo sentito durante il lockdown. Quelli neri simboleggiano la ribellione, la tristezza e la rabbia; quelli argento la resilienza, cioè credere ancora nelle favole, e l’ispirazione; i cuori d’oro la gioia, la felicità e la speranza; i cuori rossi l’amore, la passione e la vita. L’opera è piaciuta molto, per me è stata un’emozione unica».

Come mai hai scelto il Pinocchio per realizzare la tua opera?
«Il Pinocchio è il mio quartiere e vorrei che ci fosse un punto d’arte. Nella zona della pista di pattinaggio c’era il murales del mio amico Mat, Matteo Chiappa, che purtroppo è scomparso. Sto quindi pensando di dedicargli un graffito e di realizzarlo proprio nel muro della pista di pattinaggio».

Hai già in mente altri disegni da fare prossimamente?
«Vorrei realizzare un’opera di art contemporary nel muro del sottopasso di via Lotto. La mia idea è di fare un cielo stellato blu con puntini argento per poi renderlo luminoso utilizzando delle stelle di plastica. Voglio creare un street art luminosa, illuminare nella notte un luogo buio. Inoltre, sto pensando di chiedere al Comune di organizzare una nuova Jam ad Ancona per coinvolgere i ragazzi che non hanno conosciuto la vera street art degli anni ‘90».

Che cosa contraddistingue la tua street art?
«Nei miei disegni emerge il mio carattere dolce e, allo stesso tempo, ribelle».