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Ancona

Piano del Passetto, Rubini e ambientalisti: «Bugie della Mancinelli, smentita dal vicesindaco»

Il consigliere di Altra Idea di Città e le associazioni denunciano anche il «clamoroso conflitto di interessi dell’architetto Piazzini, attuale commissario del Parco del Conero e progettista del Piano di recupero delle grotte del Passetto»

Da sin. in basso: Gilberto Stacchiotti, Francesco Rubini, Maurizio Sebastiani, Riccardo Picciafuoco

ANCONA – «In consiglio comunale il sindaco Valeria Mancinelli è stata clamorosamente smentita dal vicesindaco Pierpaolo Sediari, sulla questione relativa al Piano di recupero del complesso delle grotte del Passetto». Francesco Rubini, consigliere di Altra Idea di Città, e le associazioni ambientaliste Forum Paesaggio Marche, Portonovo per Tutti, Italia Nostra, Circolo Legambiente Il Pungitopo, Comitato Mare Libero, puntano il dito sulle «dichiarazioni discordanti del sindaco e del vicesindaco», e denunciano il «conflitto di interessi dell’architetto Piazzini, attuale commissario del Parco del Conero e progettista del piano di riqualificazione delle grotte del Passetto».

«Innanzitutto – spiega Rubini – c’è un conflitto di interessi clamoroso. Il Parco del Conero deve esprimere un parere sul piano di riqualificazione del Passetto, ma è evidente l’incompatibilità di Piazzini». Per superare l’empasse, sembrerebbe che la Regione presto nominerà un commissario ad acta che possa esprimere un parere sul piano del Passetto, ma Rubini e le associazioni ambientaliste denunciano anche «le bugie incrociate del Sindaco e del vicesindaco sulla vicenda». Secondo Rubini, Riccardo Picciafuoco (Forum Paesaggio Marche e Portonovo per Tutti), Maurizio Sebastiani (Italia Nostra) e Gilberto Stacchiotti (Il Pungitopo), la Mancinelli avrebbe detto delle «bugie» e poi sarebbe stata «smentita da Sediari».

Grotte del Passetto

Nel mirino la dichiarazione del sindaco Valeria Mancinelli di mercoledì 19 dicembre, quando aveva detto che «il Piano del Passetto non è attualmente in fase di approvazione e non richiede alcun parere da parte dell’Ente Parco». «Il giorno seguente – spiega Rubini – la Mancinelli è stata clamorosamente smentita da Sediari durante la seduta del consiglio comunale. Rispondendo a una mia interrogazione, il vicesindaco ha detto che il progetto era stato trasmesso dagli uffici del comune di Ancona alla Provincia per l’avvio di tutte le autorizzazioni ambientali richieste, tra cui il parere del Parco del Conero, confermando che il Piano è un obiettivo programmatico dell’Amministrazione. Inoltre Sediari ha detto che auspicano la nomina del commissario ad acta». Sediari, ieri durante la seduta del consiglio, aveva anche sottolineato che «l’incarico a Piazzini risaliva al 2006 nella prima versione e al 2015 nella versione rivisitata, in tempi in cui il commissariamento dell’Ente Parco non era tra gli eventi prevedibili».

«Il Sindaco ha dimenticato di dire che il Piano di recupero del Passetto esiste – incalza Sebastiani – e che era stato trasmesso dal Comune alla Provincia appena due mesi fa, ad ottobre, per la fase di scoping, in pieno regime di incompatibilità del Piazzini progettista con il Piazzini commissario. Il progetto sta ricevendo pareri da parte di diversi enti e dovrà riceverlo anche dall’Ente Parco. Da parte di Italia Nostra, quindi, non “affermazioni strumentali e offensive” come dichiarato dal sindaco, ma l’utilizzo corretto del diritto di critica basato solo su fatti veri e verificati». Italia Nostra sostiene che si «debba chiudere la fase dell’ingiustificato commissariamento con la approvazione della nuova proposta di legge nel testo approvato dalla Commissione che prevede la presenza nel comitato di gestione di un rappresentante degli agricoltori, uno dell’Università, uno degli operatori turistici e due degli ambientalisti, oltre ai quattro sindaci dell’area e a un rappresentante della Regione».

Per Picciafuoco, «la vicenda è sconcertante. Nel 2006 fu dato l’incarico a dei professionisti per la progettazione del piano di recupero del Passetto, tra cui Piazzini, ma il Piano fu bocciato in sede di Ente Parco per l’insostenibilità delle scelte fatte. Non è normale che nel 2015 l’incarico sia stato ridato agli stessi professionisti. Ci troviamo di fronte a una gestione privatistica di un bene comune». «È evidente – sottolinea Gilberto Stacchiotti – che in questa vicenda sono mancate la trasparenza e la legalità. Siamo davanti a un conflitto di interessi enorme».